A Kołczygłowy c’è un bellissimo murales dedicato a Czesław Lang. È la cittadina in cui è nato e cresciuto e dalla quale è partito per diventare uno dei corridori più rappresentativi nella storia ciclistica della Polonia. Negli anni ’80 è diventato un po’ italiano, correndo alla Gis-Gelati, poi alla Carrera, alla Del Tongo e alla Malvor, affiancando corridori come Francesco Moser, Roberto Visentini, Giuseppe Saronni e Franco Ballerini, solo per citarne alcuni. Si è anche tolto la soddisfazione di vincere un Trofeo Baracchi assieme a un cronoman d’eccezione come il suo connazionale Lech Piasecki, oltre a tappe alla Tirreno-Adriatico, Giro di Romandia e Volta a Catalunya.
Quanto raccolto in quegli anni lo ha poi distribuito nel suo Paese, prendendo in mano il Giro di Polonia assieme alla sua squadra organizzatrice, il Lang Team, e portandolo nella “Champions League del ciclismo”, come piace definire a lui il WorldTour. È difficile, tra gli appassionati polacchi, trovare qualcuno che non voglia bene a Lang. Anche perché lui ha un sorriso e una parola per tutti, anche nei giorni del Giro di Polonia quando diventa il centro nevralgico di tutto l’evento.
La prima tappa dell’edizione del 2026 è transitata anche dalla sua Kołczygłowy, dove è stato posto uno sprint intermedio. Tutta la città è scesa in strada per salutare il passaggio dei corridori e rendere omaggio alla celebrità del paese. Bandiere polacche e festa ovunque, anche se l’ovazione più grande è stata naturalmente per il 71enne Czesław, ribattezzato Cesare in Italia, che poco prima del transito si è fermato e ha abbracciato tutti i presenti, ma proprio tutti.
Alcuni bambini tenevano alto un simpatico cartello: “Langlandia”. E in effetti è proprio vero, al Giro di Polonia sembra di essere proprio a Langlandia.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.