Archiviato il Tour de France, è già tempo di proiettarsi sulla Vuelta a España. E per farlo ci sono alcune corse che, storicamente, sono il perfetto trampolino di lancio in vista delle tre settimane iberiche. Il Giro di Polonia 2026 accoglie alcuni protagonisti dell’ultimo Giro d’Italia e ne rilancia altri che, dopo alcuni mesi difficili, puntano tutto sul finale di stagione.
La corsa ha radici antiche, la prima edizione si è svolta nel 1928, ma fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale si è naturalmente disputata in maniera molto saltuaria. Dal 1952, però, la sua parabola è andata in crescendo e dal 2005 fa parte del circuito WorldTour, con l’organizzazione affidata a uno dei grandi nomi della storia del ciclismo polacco, Czesław Lang.
L’albo d’oro recente è di assoluto prestigio, con nomi come Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel e Peter Sagan. 4 sono gli italiani ad aver vinto la corsa: Francesco Locatelli nel 1949, in quella che è stata la sua unica vittoria da professionista, Maurizio Fondriest nel 1994, Alessandro Ballan nel 2009 e Moreno Moser nel 2012. La corsa sarà visibile sui canali di Discovery+.
Le 7 tappe si svolgeranno interamente nella parte occidentale del Paese, da nord a sud, con partenza sulle sponde del Mar Baltico. Il tracciato è ben spezzato in due, con le prime tre tappe adatte ai velocisti e le ultime 4 che decideranno la classifica generale.
Si parte con una tappa adatta ai velocisti, da Gdynia a Koszalin per ben 234 km. Nonostante la breve e pedalabile salitella di Gora Chelmska nel finale, sarà quasi impossibile sfuggire a una volata a ranghi compatti. Così come sarà un affare per gli sprinter la seconda giornata, più breve, 150 km da Międzyzdroje a Szczecin, completamente piatta. Non c’è due senza tre, e allora anche il terzo giorno sorriderà alle ruote veloci, con la Gorzów Wielkopolski - Zielona Góra di 193 km molto semplici.
Le cose cominceranno a scaldarsi nella Tappa 4, quando la corsa comincerà a conoscere la catena montuosa dei Monti dei Giganti, al confine con la Cechia. Si va da Żagań a Karpacz per 175 km, con la salita che va verso la città di arrivo che misura 7 km e con una pendenza media del 6,2%. All’arrivo mancheranno poco già di 4 km, ci sarà una brevissima discesa e poi gli ultimi 1100 metri torneranno a salire all’8,3% di pendenza media. I protagonisti dovrebbero essere gli stessi il giorno dopo, da Opole a Kocierz per oltre 218 km e con un finale molto esplosivo: c’è uno strappo di 1500 metri all’11,5% che finirà a poco più di un chilometro dal traguardo, preceduto da un falsopiano in cui, chi avrà gamba, potrà fare la differenza.
La tappa regina è però la sesta, breve ma molto intensa tra Bukovina Resort e Bukowina Tatrzańska per 125 km. In particolare è la salita di Sciana Bukowina (1,6 km al 9,8%) da ripetere tre volte che, alla lunga, farà sicuramente danni (Evenepoel rifilò due minuti a tutti nel 2020 in una tappa molto simile). La strada, inoltre, salirà anche questa volta fino ai 1500 metri dalla conclusione, rendendo l’esito imprevedibile. Anche quest’anno la corsa si chiude con una cronometro, identica a quello dello scorso anno che premiò Brandon McNulty, lunga 12,5 km e con partenza e arrivo a Wieliczka. I primi 1300 metri, tra l’altro, vanno all’insù, quindi bisognerà partire già belli caldi.
(altimetrie in copertina)
Dopo una prima parte di stagione da dimenticare a causa di alcuni malanni fisici, João Almeida è in cerca di risposte in Polonia in vista della Vuelta a España. Questa corsa l’ha già vinta nel 2021, ma stavolta l’obiettivo è quello di ritrovare la migliore versione di se stesso. La UAE Team Emirates-XRG gli affiancherà una squadra comunque forte, con Jan Christen e Jhonatan Narváez che sono molto più che semplici alternative.
I finali esplosivi strizzano l’occhio a diversi corridori, compresi Christian Scaroni e il sempreverde Diego Ulissi (XDS Astana), Andrea Bagioli (Lidl-Trek) e Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), a sua volta reduce da un primo scorcio di stagione sfortunato, ma anche Neilson Powless (EF Education-EasyPost), rientrato bene in Austria, e Magnus Sheffield (Netcompany Ineos). Occhio poi a uomini d’esperienza come Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Wilco Keldermann (Visma | Lease a Bike), e poi Paul Lapeira (Decathlon CMA CGM), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e il giovane Iván Romeo (Movistar), forte anche a crono, così come Matteo Sobrero (Lidl-Trek), 3° lo scorso anno.
In ottica volate, invece, tornerà ad infiammarsi il duello tra Jonathan Milan (Lidl-Trek) e Paul Magnier (Soudal Quick-Step) dopo le scintille del Giro d’Italia, con Jordi Meeus (Red Bull-Bora-hansgrohe), Matteo Moschetti (Pinarello Q36.5), Gerben Thijssen (Alpecin-Premier Tech), Noah Hobbs (EF Education-EasyPost), Daniel Skerl (Bahrain Victorious) e Sam Welsford (Netcompany Ineos) pronti ad inserirsi nella battaglia.
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