L'ondata di caldo che nelle scorse settimane ha colpito la Francia è stata più forte di quella - già pesantissima - che abbiamo affrontato in Italia e quindi è normale che le autorità abbiano stilato un piano d'azione che potrà essere adottato in situazione d'emergenza. Un piano che riguarda, naturalmente, anche il Tour de France, i corridori e i tifosi. Il Ministero dell'Interno ha infatti inviato ai prefetti una serie di linee guida per le situazioni in cui scatta l'allerta rossa durante il Tour de France.
«Come misura eccezionale e in consultazione con l'organizzatore e tutte le parti interessate, potete decidere di annullare una tappa quando le condizioni sanitarie o operative non consentono più di garantire contemporaneamente la sicurezza degli spettatori, del personale mobilitato e la continuità dei servizi di emergenza per la popolazione».
Come ogni anno, il programma prevede la diffusione di messaggi di prevenzione e sicurezza al pubblico, la distribuzione di cappelli, ventagli e bottiglie d'acqua, nonché l'installazione di sistemi di nebulizzazione e zone d'ombra, limitando al contempo gli intrattenimenti durante i periodi di caldo estremo. Si precisa che l'acqua sarà distribuita anche agli agenti delle forze dell'ordine nelle aree di partenza e arrivo.
Per i corridori verrà attivato il protocollo UCI, che prevede l'utilizzo di dispositivi di raffreddamento (gilet refrigeranti, asciugamani freddi), l'implementazione di piani di idratazione individualizzati, un maggior numero di motociclette di supporto, l'autorizzazione al ristoro gratuito lungo tutto il percorso e limiti di tempo di eliminazione più lunghi.
Il Ministro dell'Interno Laurent Nunez aggiunge che i prefetti potranno decidere su un rafforzamento eccezionale delle risorse mediche e di emergenza lungo il percorso, sulla limitazione o chiusura di determinate aree pubbliche qualora non sia possibile garantire condizioni di sicurezza, ma potranno decidere anche di limitare la presenza di pubblico e imporre modifiche del percorso, se necessario.
Ai prefetti viene chiesto anche di emettere decreti che vietino il consumo di bevande alcoliche in luoghi pubblici, ad eccezione degli spazi regolarmente occupati da ristoranti e bar autorizzati (terrazze, ecc.), nonché la vendita di bevande alcoliche da asporto.
Contattato da L'Equipe, il direttore del Tour Christian Prudhomme non si è mostrato turbato da questo messaggio ai prefetti. "Siamo in costante contatto con il Ministero dell'Interno; proprio giovedì abbiamo parlato con il capo di gabinetto del Primo Ministro. E l'intero sistema viene pianificato allo stesso modo ogni anno. Un prefetto può sempre prendere decisioni di questo tipo per il bene della popolazione. È tutto buon senso. Per i corridori, applichiamo il protocollo UCI".
Per la cronaca, anche quest'anno, la carovana distribuirà 2.500.000 cappelli o berretti, 550.000 lattine di bibite e 400.000 litri d'acqua.