ELISA LONGO BORGHINI: «SONO CARICA, SERENA, HO IL MORALE A MILLE E ORA... UN TIFOSO IN PIU'»

INTERVISTA | 05/04/2025 | 08:15
di Giorgia Monguzzi

Qualche giorno fa avevamo lasciato Elisa Longo Borghini vincitrice della Dwars Door Vlaanderen, una corsa che aveva letteralmente dominato con un attacco solitario per quasi 30 chilometri. Una prova di forza incredibile che le aveva fatto prendere la rivincita, con tanto di interesse, verso le sue dirette avversarie che, senza mezzi termini, ne erano uscite con le ossa rotte. E’ una vittoria che assume ancora più importanza visto che domani si corre il giro delle Fiandre.


«La vittoria dell’altro giorno ha sicuramente alzato il mio morale, ho avuto la conferma che sto bene, ho dimostrato agli altri e soprattutto a me stessa che posso andare forte, sono sicura dei miei mezzi. Domenica sarà una corsa diversa, molto più lunga e dura e con avversarie fortissime, ma non vedo l’ora di correre» dice Elisa senza troppi giri di parole. Tutti ci siamo emozionati e l’abbiamo vista emozionarsi con quella vittoria in cui ha fatto esattamente ciò che aveva promesso alla Sanremo: andare in fuga e non essere più ripresa. «Quando mercoledì ero in fuga da sola ho proprio pensato alla Sanremo, al finale che ho guardato e riguardato tantissime volte. Mi sono detta “ora non mi prendono più”, ho continuato a ripetermelo, dovevo arrivare davanti, dovevo riuscirci perché io e il mio team ce lo meritavamo».


Dopo i malanni delle Strade Bianche Elisa si è ripresa con una nuova energia, il desiderio di prendersi le sue rivincite, ma anche di farci divertire e di divertirsi in sella alla bici. Al Binda, alla Sanremo e mercoledì alla Dwars  l’abbiamo vista infiammare la corsa, gettarsi nella mischia come ama fare lei. «Mi diverto sempre tanto a correre, soprattutto quando ci sono delle corse come la Dwars che sono un po’ “ignoranti”. C’è tanta polvere, si va a destra e a sinistra, insomma c’è una grandissima confusione dove non si capisce più un tubo, ecco a me quando le cose si mettono così mi piace tantissimo. Il Fiandre è una corsa difficile da interpretare, bisogna saper dosare le energie ed essere sempre a tutto, una caduta o una foratura potrebbero compromettere tutto quanto. Sarà fondamentale lavorare con la squadra, fortunatamente Silvia Persico si è rimessa dopo la frattura alle costole e sarà il mio braccio destro. Mi presento a cuor leggero sapendo di aver già vinto il Fiandre due volte; tutti cercano i record, inseguono le notizie eclatanti e che fanno clamore, ma la realtà è che se io taglierò il traguardo dando il mio 110% arrivando quinta significa che quattro andavano più forte di me. L’importante è giocarsela fino alla fine» prosegue Elisa sorridendo e ricordandoci la forza e  la genuinità che l’hanno sempre distinta.

A supportare Elisa sul traguardo di Oudenaarde non ci sarà la sua famiglia, il marito Jacopo è impegnato in ritiro a Sierra Nevada e gli altri, come dice lei scherzando, l’hanno lasciata tutti al vento. Il tifo però di certo non mancherà, sulle strade già mercoledì abbiamo visto bandiere italiane, tifosi da tutto il mondo incitarla così come vuole la tradizione del popolo del ciclismo. «La vittoria dell’anno scorso con il tricolore è stato qualcosa di speciale, non me lo dimenticherò mai e faccio anche fatica a descrivere tutte le emozioni che ho provato, anche perché ero sul podio con la mia compagna Shirin Van Anrooij che è anche una grande amica. Sono orgogliosa di essere italiana e di portare il tricolore e ancora faccio fatica a descrivere le emozioni di vincere in questo modo. Lungo tutto il percorso ho sentito molto urlare il mio nome e lo stesso è successo mercoledì, mi hanno incitato in italiano, è stato speciale, addirittura Sporza mi ha intervistato nella mia lingua, è stato strano, ma bellissimo». È impossibile dimenticare la sua vittoria in tricolore dopo una corsa lacerante segnata dal brutto tempo, il secondo successo in competizione che in chiave maschile ha visto dominare l’Italia e creare una vera e propria leggenda. Domenica è previsto sole ed Elisa potrebbe diventare la prima donna della storia a vincere per tre volte il Giro delle Fiandre, ma a lei non piace guardare numeri o statistiche, preferisce dare tutto e seguire il suo cuore. La Longo non fa proclami, tantomeno lancia sfide sostenendo di essere imbattibile, sa che ha buone chance di riuscita, ma anche che ci saranno tanti squadroni a metterle i bastoni tra le ruote. «Riuscire ad arrivare da sola sarebbe un sogno, ma non credo che le mie avversarie me lo permettano, ci sono tanti squadroni forti che tenteranno di fare la corsa dura e sarà fondamentale rimanere unite con le mie compagne e soprattutto al sicuro».

Elisa risponde alle nostre domande e a quelle degli stranieri con il sorriso e la serenità incredibile, lei non ce lo dice ma lo abbiamo capito perfettamente da soli: sarà lei l’atleta da battere. A tutti però ci è rimasta una curiosità che va oltre le prestazioni atletiche e che solo a poche atlete pronte a scherzare come la Longo si può provare a porre: ma che ne è stato del cavallo vinto alla Dwars Door Vlaanderen? «Le mie compagne di squadra hanno deciso di chiamarlo Helicopter, ma è già stato prenotato da mio marito Jacopo, ha detto che lo metterà davanti alla porta di casa accanto ai nostri due nani, ci sarà talmente tanto affollamento che non riuscirò più ad entrare. Per il momento se ne sta prendendo cura il nostro autista del bus, ma presto rientrerà in Italia; molto probabilmente è anche in grado di emettere suoni, di parlare, ma prima dobbiamo capire come mettere le pile» e chissà questa volta Elisa potrà contare su un nuovo tifoso veramente speciale….


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COMMENTI
Un grosso in bocca al 🐺
5 aprile 2025 20:12 Tola Dolza71
Sei un esempio in corsa dove dai oltre il 100 % e fuori corsa dove per educazione, simpatia, disponibilità e rispetto sei sicuramente la numero 1. Una campionessa a tutto tondo

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