SERENA DANESI, LA SUA INELEGGIBILITA' E UN SEGRETARIO POSTINO LENTO PIÙ DEI NOSTRI TRENI

LETTERA APERTA | 16/01/2025 | 16:04
di Serena Danesi

Consigliera Federale, ora Serena Danesi (nella foto la prima da destra, con Elisa Longo Borghini e l'ex Ct azzurro Paolo Sangalli) ambisce alla poltrona di vice-presidente, ma nonostante la Commissione Nazionale Elettorale lo scorso 12 dicembre abbia dato il via libera, c'è chi prova con tutti i mezzi a disposizione ad ostacolarne la scalata. Qui di seguito la sua amara ma risoluta riflessione.


Gentilissimo Direttore,


Le scrivo per un breve confronto tra addetti ai lavori. Come sa, mi sono candidata alla vicepresidenza della FCI. La mia candidatura è stata valutata e approvata dalla Commissione Nazionale Elettorale il 12 dicembre 2024. Mi sono cimentata con tutte le mie energie nella campagna elettorale che mi vede protagonista, muovendomi da indipendente e raccogliendo un buon appoggio dalla base, forte del mio lavoro in questi 4 anni. 

Qui viene la parte di cui Le voglio parlare. Ho infatti ricevuto dalla Segreteria Ufficio Elettorale una mail, SOLO, lo scorso 11 gennaio 2025, in cui un tesserato avrebbe avanzato dei dubbi sulla mia eleggibilità, con una segnalazione del tutto infondata, fantasiosa e architettata. Ovviamente sono rimasta di sasso. Ho messo insieme alcuni elementi che affioravano tra i miei ricordi. Durante lo scorso mese il Segretario Generale aveva fatto intendere che sarebbero potute arrivare delle contestazioni sulla mia candidatura. Ho chiesto chiarimenti, mai arrivati. La parte interessante arriva in un secondo momento, quando mi accorgo che la mail è datata 16 dicembre 2024. Per quale motivo la Segreteria Generale ha ricevuto una segnalazione che poi è rimasta dormiente per quasi un mese?

Ciò che mi stupisce, Direttore, è anche il fatto che sia la segnalazione sia la richiesta di chiarimenti sono pervenute tramite uno scambio di mail del tutto informali, senza alcun documento allegato e con errori di ortografia e battitura da parte del tesserato. Mi lascia perplessa la leggerezza con cui un Segretario Generale, garante dell'ordine e della procedura, non solo trasmetta con notevole ritardo una comunicazione di tale portata, ma non si premuri nemmeno di garantire la correttezza delle procedure federali, evidentemente disattese nei tempi e nei modi utilizzati dal tesserato. 

Affronto questo percorso elettorale con serenità e la grinta che mi contraddistingue da sempre; quindi, non ho paura di espormi nel raccontare i fatti, ma sicuramente la situazione mi sembra alquanto surreale e fuori dalle procedure. Sarò sicuramente a Roma, domenica 19 gennaio, per prendere regolarmente parte alle elezioni, anche solo per tranquillizzare chi mi vorrà dare fiducia e soprattutto per contrastare chi sta attuando una campagna diffamatoria nei miei riguardi, utilizzando mezzi illegittimi. 

Grazie Direttore, so che Lei vuol bene al ciclismo e per questo mi permetto di condividere con lei e i suoi lettori, questa mia riflessione.

Serena Danesi

Gentilissima Serena,

comprendo la sua amarezza per una denuncia da parte di chi non ne avrebbe diritto, per una richiesta che arriva con quattro anni di ritardo, visto che quando fu eletta Lei era già al suo posto in Rcs e nessuno pensò di farle alcun appunto, né tantomeno di farla decadere. La cosa però che più mi lascia a bocca aperta e per questo non a bocca chiusa, è il temporeggiare quantomeno sospetto del Segretario Generale che riceve una missiva e se la tiene lì nel cassetto per qualche settimana. In un Paese che sta affrontando con fatica e apprensione l’emergenza treni costantemente in ritardo, mi tocca scoprire anche che per spedire una mail da Roma occorre quasi un mese. Che dire: spero che il Segretario Generale postino resti saldamente al proprio posto, non vorrei mai che diventasse nel frattempo anche capostazione.

Pier Augusto Stagi


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