ARRIVA LA MOSTRA GHISALLO IN GIALLO: SABATO 20 L’INAUGURAZIONE SARÀ ANCHE UN EXPO DA GRANDE BOUCLE DIGITALE

NEWS | 18/04/2024 | 08:12

Sabato 20 aprile il Museo del Ghisallo si tingerà di giallo. Lo farà per onorare il Tour de France con una grande mostra retrospettiva dedicata alla Corsa a tappe francese che a sua volta onora l’Italia del grande ciclismo con la partenza italiana del Tour de France 2024. Al vernissage è atteso il campione Jan Ullrich con molti altri protagonisti del grande ciclismo.


La Fondazione Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio inaugura “Ghisallo in Giallo” una mostra – expo – da Grande Boucle che taglia il nastro alle ore 11.30 (ingresso ad invito) con la presenza di Jan Ullrich e di molti altri appassionati e prestatori. Nel pomeriggio, il Museo del Ghisallo aprirà le porte ai ricordi del Tour con la presentazione del libro di Beppe Conti (ore 15.30 ).


La storia del Tour rivive nella Casa dei ciclisti, grazie al contributo di molti appassionati e delle istituzioni. La mostra attinge a numerose importanti musei, prestatori, ciclo-collezioni come: Fondazione Pirelli, Museo Ottavio Bottecchia, Museo del Ciclismo Gino Bartali (Firenze), Museo del Falegname Tino Sana , Spazio Pantani (Cesenatico), Koers Museum (Roselaire - Belgio), Musée du Vélo di Marc-André Elsig (Chippis - Svizzera) e Ciclocollection - Museo di Biciclette di Gigi Farè (Riva del Garda). Ed è impreziosita da speciali memorabilia grazie alla sensibilità storico culturale di collezionisti privati come Natale Bolgè, Bruno Carraro, Giorgio Cimurri, Enzo Manfrè, Graziano Pellizzoni, Famiglia Pietra - Freni Universal.

Il Museo del Ghisallo di Magreglio (Como) ha dunque predisposto una grande rassegna per il Tour de France. Sabato 20 aprile, la mattina sarà dedicata all’anteprima assoluta di una Expo Grande Boucle, per dirla come i francesi, alle ore 11:30 (ad invito) si toglie il velo nelle sale dedicate alle mostre temporanee ad una grande retrospettiva dalla prima edizione del 1903, che mette in fila in un racconto quasi cinematografico, una serie impressionante di cimeli che hanno fatto la storia del Tour de France, che quest’anno per la prima volta partirà dall’Italia. A partire dalla teca centrale del Museo del Ghisallo, considerata il cuore pulsante dell’esposizione permanente, il museo si tingerà  di giallo invitando i visitatori a percorrere in lungo e in largo la storia del Tour.

La Grande Partenza del Tour ha scatenato la passione per i memorabilia che è nel dna del Museo del Ghisallo e lo ha tinto di giallo “Ghisallo in Giallo” è il titolo della rassegna ideata da Carola Gentilini, direttrice del Museo, che ha potuto contare sulla collaborazione di Beppe Conti, firma storica del ciclismo e voce di Raisport. Per l’evento ciclistico dell’estate, con partenza da Firenze il 29 giugno, poi Rimini, Cesenatico, Bologna, Piacenza, Torino e Pinerolo, le prime tre tappe in territorio italiano, il Museo del Ghisallo inaugura una grande retrospettiva dedicata al Tour che racconta la storia e il mito della Grande Boucle con un’esposizione temporanea davvero molto completa.

Ad arricchire l’esposizione una serie di biciclette storiche, in prestito dalla collezione Bolgè, rappresentative di marchi iconici di produttori di biciclette, che sono state anche le prime squadre a partecipare al Tour. Fra queste l’Automoto, marchio caro a Bottecchia, l’Alcyon marchio usato da Nicolas Frantz nel ‘27 e ‘28 per vincere due edizioni, ed una Peugeot già marca in auge per le vittorie di Thys nel ’13 e ’14 e successivamente di Lambot nel ‘22.

Luce gialla puntata poi sul più classico dei tris mitici: la bicicletta di Bartali del 1948, collezione Museo del Ghisallo, la bicicletta di Coppi in prestito da Bruno Carraro e quella di Magni, Wilier triestina (che vinse il Fiandre del '49, ma è probabile sia stata usata anche per il Tour de France). Il cannibale Eddy Merckx è protagonista con bici e maglie dei periodi Faema e Molteni, tutte della Collezione Museo del Ghisallo. Da Pinarello un tris di eccezione ci proietta nel ciclismo moderno con la Dogma F8 di Chris Froome, bicicletta che ha segnato in maniera importante lo sviluppo dei prodotti Performance con la collaborazione sempre più attiva del Team SKY al fianco degli ingegneri della Casa produttrice.  La seconda bicicletta è la Dogma F12 di Egan Bernal vittorioso in maglia Ineos. La terza è la Pinarello di Jan Ullrich (vincitore del Tour 1997, secondo alle spalle di Pantani nel 1998), già donata dal campione al Museo. Ullrich sarà presente per il taglio del nastro e per tutta la giornata.

In esposizione tre Colnago: Colnago Prototipo Tour de France 2022 utilizzata da Tadej Pogacar, la Colnago TT1 utilizzata dal corridore spagnolo del team UAE Marc Soler durante l’edizione 2022 e la Colnago V3Rs Tour de France limited edition, bici ufficiale della Grande Boucle. Un focus emozionante anche con Fabio Casartelli: con la sua bicicletta di scorta al tour della disgrazia che ci ha portato via il grande campione olimpico.

Le maglie sono sempre state il forte del Museo. Soprattutto quelle rosa, con la Collezione più grande al mondo in collaborazione con RCS Sport La Gazzetta dello Sport. Quest’anno ci sarà la sana concorrenza delle Maglie del Tour: sono 40 maglie, fra di esse quelle gialle, a pois,  quelle bianche e quelle verdi. In esposizione anche alcune maglie replica di squadre storiche , corrispondenti alle biciclette “eroiche”: Alcyon, Peugeot, Automoto e Francoise. Fra le top maglie gialle quelle emozionanti di Fausto Coppi e di Gino Bartali, della Collezione Cimurri, arrivate da poche ore al museo, e che ci ricordano anche Giannetto Cimurri, storico massaggiatore al fianco del CT Alfredo Binda per 11 edizioni del Tour. E poi le gialle di Magni,  Merckx, Hinault, Indurain, Nibali, Chiappucci, Pantani, Froome, Contador, Vinveegard, Pogacar.

Ci sarà anche in mostra il Trofeo Skoda del centenario del Tour. Insomma, una mostra infinita di oggetti, biciclette, maglie, fotografie, cimeli e memorabilia appartenuti ai più grandi campioni del ciclismo. Un’esposizione che intende valorizzare gli oggetti legati alla corsa francese in collezione permanente al Museo, ma che al contempo si impreziosisce  grazie ad importanti prestiti e collaborazioni con collezionisti privati ed altri importanti musei italiani e stranieri del mondo del ciclismo.

La mostra celebrerà innanzitutto i nostri eroi che hanno vinto nel tempo la corsa francese, Ottavio Bottecchia cent’anni fa esatti (nel 1924 e ’25), Bartali e Coppi, Nencini e Gimondi, Pantani e Nibali, ma anche quelli che pur non vincendo sono stati protagonisti, oltre ai leggendari campioni stranieri capeggiati da Eddy Merckx e che comprendono tanti altri personaggi, dai “giganti della strada” d’inizio novecento sino a Hinault, Indurain, Anquetil, arrivando a Pogačar e Vingegaard, gli attuali grandi interpreti della sfida più importante del ciclismo.

Sabato 20 aprile, nel pomeriggio, la presentazione del libro “Il giallo del tour”, edito Minerva, con l’autore Beppe Conti, ci farà emozionare con i racconti e le “ Storie e campioni del Tour de France”. La mostra Ghisallo in Giallo si animerà di parole e ricordi grazie alla miniera di aneddoti di Beppe Conti, storico e scrittore affermato, oltre ad essere una voce narrante di Raisport, che ci porterà ancora di più  dentro ai trionfi e alle tragedie, ai segreti e ai misteri della corsa più importante del mondo dal 1903 ai giorni nostri.

Numerosi i messaggi di entusiasmo che stanno provenendo da tutti i prestatori a supporto di questa straordinaria retrospettiva in rassegna nella sala esposizioni temporanea e diffusa anche un po’ in tutto il museo del Ghisallo. Fra questi ecco il messaggio del direttore generale di Nalini, Giuseppe Bovo: “Proseguiamo con grande entusiasmo la collaborazione con il Museo del Ghisallo, iniziata nel 2023 con l’inaugurazione del busto commemorativo dedicato al fondatore di Moa Sport, Vincenzo Mantovani.  In occasione della pregevole rassegna “Ghisallo in Giallo”, anche noi abbiamo voluto contribuire alla celebrazione del Tour de France, realizzando per il museo le maglie gialle Nalini ispirate alle vittorie passate della Grande Boucle. Inoltre, presenteremo la capsule dedicata a Jan Ullrich, ospite dell’inaugurazione, che vinse il Tour proprio vestito Nalini. A tal proposito, voglio esprime la mia stima per l’uomo, al di là del grande campione del passato, perché ha saputo risollevarsi e trovare la propria strada, grazie anche alla grande passione per il ciclismo che lo anima tutt’oggi”.

Sarà una mostra anche multimediale. Con l’inaugurazione ufficiale inizia anche un progetto digitale multisensoriale e inclusivo, che racconterà Ghisallo in Giallo anche in audio con una serie di podcast attraverso la piattaforma di Spotify, grazie al contributo volontario di molti autori e scrittori della storia del ciclismo. La mostra sarà già da subito fruibile sia in italiano che in francese grazie alla generosa collaborazione di Laurent Galinon, scrittore, sceneggiatore e regista francese molto amico del Museo del Ghisallo.  

La mostra Ghisallo in Giallo è realizzata grazie al supporto di BCC Brianza Laghi, Fondazione Ambrogio Molteni, SAL Milano, Gruppo Cimbali - Mumac (Museo della macchina del Caffè, Trafilspec ITS e le società ciclistiche Bindella, Ciclistica Erbese, Pedale Lecchese. Con il patrocinio di Comune di Magreglio, Comune di Bellagio, Lago di Como GAL - OltreLario, Comunità Montana Triangolo Lariano, Lago di Como - Un mondo unico al mondo.

 

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