TERENZI E IL GP LIBERAZIONE, UN GRANDE WORK IN PROGRESS

DILETTANTI | 13/01/2022 | 07:20

Mancano poco meno di 4 mesi al fatidico evento, ma le giornate di Claudio Terenzi sono già senza interruzioni, quasi il Liberazione si debba correre fra una settimana… Il viaggio è iniziato lo scorso anno, attraverso un’edizione allestita in tempi strettissimi e sotto la mannaia della pandemia che nella scorsa primavera era ancora più implacabile di oggi perché la campagna vaccinale era ancora agli inizi. Eppure il Liberazione tornò nel calendario, tornò a far presa sugli appassionati riannodando un filo che sembrava inesorabilmente spezzato.


La storia del dirigente romano è strettamente legata a quella dell’evento. Affonda addirittura agli anni della sua giovinezza: “Il mio primo ricordo risale al 1977, quando mio padre mi portò a vedere - io ancora bambino – quest’evento popolato di maglie colorate e di lingue tutte diverse parlate da corridori che arrivavano da ogni parte del mondo. Il secondo è del 1985 e quell’anno ero anch’io protagonista nel mio piccolo, in gara per aiutare Luigi Orlandi, che alla fine perse di pochissimo da parte di un certo Gianni Bugno. Per questo ho pensato proprio al bicampione del mondo come testimonial della prima edizione, trovando in lui il massimo della disponibilità”.


Il Liberazione aveva cessato di esistere nel 2018, soffocato dai debiti della precedente gestione. Dopo lo stop dell’anno successivo, nel 2020 ogni attività sportiva era stata cancellata in primavera dallo scoppio della pandemia, quindi ripartire è stato davvero difficile, ma la volontà di rilanciare il Liberazione in Terenzi allignava da molto più tempo: “Ci avevamo cominciato a pensare nel 2014, contattammo la precedente gestione della Primavera Ciclistica nella quale ormai era subentrato allo storico organizzatore Eugenio Bomboni, Andrea Novelli. Non c’era però modo di trovare un accordo, perché l’acquisizione dei diritti significava che dovevamo accollarci un debito insostenibile. Il problema della precedente gestione è che erano ancora ai sostegni pubblici, che sono sempre incerti sia nella loro effettiva erogazione che nei tempi. Noi siamo partiti dall’esperienza delle Granfondo, dove la prima necessità è il reperimento dei fondi da parte di sponsor e da lì ci siamo mossi e ci stiamo muovendo”.

Su questo concetto si fonda tutto il “nuovo” Gran Premio Liberazione, ma chiaramente bisogna riconquistare spazi perduti: “Devi essere forte di tuo. Molti fornitori di servizi erano scottati dalle precedenti esperienze e non si fidavano, volevano essere pagati in anticipo. La prima edizione da noi allestita è stata molto complicata da questo punto di vista, ma molti hanno già potuto verificare la nostra serietà e competenza e stiamo ora viaggiando molto più veloci, sulle ali di una ritrovata fiducia. L’immagine del Liberazione è cambiata, siamo stati ricoperti di complimenti sinceri, abbiamo una sede dove ogni giorno ci sono persone che lavorano all’evento e il da fare è davvero tantissimo, tanto che ci si spaventerebbe all’inizio se non fossimo tutti caricati dalla passione. Le richieste di partecipazione sono già tantissime, ben oltre le possibilità di accettazione. Possiamo dire che la gara già cammina da sola…”.

Questo non significa che tutto sia già risolto, c’è ancora tanto da fare: “Intanto c’è un rapporto con il Comune di Roma, appena cambiato nella sua gestione, che è tutto da costruire, poi dobbiamo continuare sulla via maestra di reperire fondi, convincere grandi aziende a investire su di noi convincendole del ritorno che avranno in termini d’immagine ma anche del contributo che daranno alla città. La Federazione ci sta sostenendo attivamente, ho già avuto assicurazione dal cittì della nazionale di ciclocross Daniele Pontoni che porterà la sua squadra a correre sulle nostre strade. Il Liberazione deve tornare a essere anche un riferimento per tutto il mondo ciclistico romano e regionale, ce n’è bisogno”.

Il detto “Nemo propheta in patria” vale anche nel ciclismo. La ricerca di sponsor finora ha trovato spazi più lontano dai confini regionali: “Abbiamo avuto un grande sostegno dalla Coati Spa, una grande azienda di produzione di salumi di Valpolicella, ma la nostra ambizione è “sfondare” la diffidenza delle grandi aziende romane. Vorremmo ad esempio che il principale quotidiano sportivo della Capitale, il Corriere dello Sport-Stadio facesse suo il Gran Premio, non solo seguendolo con qualche articolo, ma promuovendolo nella veste più ampia. Sono sogni che solo il tempo dirà se potranno essere realizzati, ma non ci proviamo”.

IL PROGRAMMA

Si comincerà sabato 23 aprile con lo spazio dedicato agli amatori e agli appassionati delle due ruote come mezzo di scoperta del mondo che ci circonda. La Bike4Fun non ha velleità agonistiche, sarà una ciclopedalata aperta a tutti alla scoperta del Parco Archeologico dell’Appia Antica. Roma ritroverà le grandi masse di “pedalatori” sulle sue strade, attraverso un percorso che nessun’altra metropoli può garantire, un vero viaggio all’interno della sua storia.

Alla domenica le prime gare: sarà una vera carrellata del ciclismo italiano giovanile, dagli Esordienti agli allievi fino agli juniores, offrendo uno spaccato di quel che il movimento potrà offrire negli anni futuri, ma ci sarà spazio anche per i più piccoli attraverso la Kids Race, una serie di gimkane per avvicinare i più piccoli al divertimento in equilibrio su due ruote.

Ma non solo. Il Liberazione torna infatti ad essere sfida per le Donne Elite, per una gara che sulle strade romane si è disputata solamente tre volte, dal 2016 al 2018 con due campionesse mondiali a vincere, Marta Bastianelli nelle prime due edizioni e Letizia Paternoster. Ora la prova viene riproposta e a dispetto delle concomitanze con le classiche del WorldTour, è già annunciata la partecipazione di alcune delle migliori esponenti provenienti da ogni parte del mondo.

Al lunedì ecco la sfida clou, il Liberazione degli U23, che tornerà ad essere il “mondiale di primavera” della categoria, con tutti i team italiani ma anche rappresentative estere di grande livello. Il Liberazione nella sua storia ha saputo accogliere corridori dai 5 Continenti, anche da realtà normalmente ai margini dell’attività ciclistica e questo è un grande merito che, in base alle richieste di adesione che stanno arrivando agli organizzatori, si ripeterà quest’anno, quando ad esempio farà il suo esordio a Roma la nazionale uruguayana.

E’ tutto? No, perché per tre giorni tutto il comprensorio delle Terme di Caracalla ospiterà stand, incontri, occasioni sportive non solo di ciclismo. Roma diventerà il centro del mondo sportivo per un evento che guarda con affetto al suo passato ma ha grandi ambizioni per il futuro.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Un tricolore voluto, cercato sin dai primi chilometri. Cuneo incorona Jonathan Milan, nuovo campione d'Italia: decisivo il lavoro da parte della Lidl-Trek che ha controllato tutta la corsa sin dalla partenza da Asti. Secondo posto per Tommaso Dati del Team...


Un atto concreto e di buona volontà, parole concilianti e propositive per tornare ad avere un clima disteso per il bene del movimento ciclistico, dagli organizzatori ai corridori, passando per chi il ciclismo l’ama, come noi tutti: i tifosi. Il...


Prima uscita in maglia tricolore e primo successo per Maria Acuti. La campionessa italiana della Biesse Carrera Zambelli si è infatti aggiudicata la quinta edizione della Cronometro Idroland Baitoni svoltasi in Trentino seconda manche della Tre Giorni Guidicarie Dolomiti. Acuti...


Giorni di campionati nazionali, ma anche giorni di vigilia di Tour de France: molte le formazioni che devono ancora ufficializzare i loro schieramenti e quindi sono tante le anticipazioni che si susseguono. In casa XdS Astana è ormai certa la...


Poco dopo l’annuncio che non avrebbe partecipato ai campionati nazionali, Remco Evenepoel ha incontrato la stampa e ha raccontato come affronterà il Tour de France. A una settimana dalla Grande Boucle, il campione belga ha fatto il punto della situazione,...


Secondo successo per la Neri Sottoli Lucchini Energy al Giro della Valdera juniores. dopo Colella, ieri vincitore a Casciana Terme, oggi è il turno di Stefano Cavalli nel tappone di Chiunsi. Il romagnolo trionfa davanti al messicano Jose Delgado Rodriguez...


La sensazione non è delle migliori, anzi, è una di quelle che ti fa sentire voglia di mollare tutto. Avete presente quando lo sforzo entra nel vivo e le gambe cominciano a bruciare fino a perdere forza e coordinazione? Ecco,...


Tutto pronto in Piemonte per i Campionati Italiani by Lega Ciclismo Professionisti. Dopo l’assegnazione del titolo italiano a cronometro, che è andata a Filippo Ganna, ora si gareggia su strada. Si tratta della 125^ maglia tricolore in una gara che...


A Roma, dove il Giro d’Italia ha chiuso il suo romanzo in rosa, il nome che più resta sospeso tra applausi e rimpianti è quello di Felix Gall. L’austriaco della De­cathlon-CMA CGM, 28 anni, oggi è un corridore maturo e completo....


La rivoluzione della bicicletta. La rivoluzione in bicicletta. Alla rivoluzione in bicicletta. Perché la bicicletta, da più di 200 anni, è rivoluzionaria. Bike Revolution, via Pola 35, Francavilla al mare (tel. 389/9417008, bikerevolution2024@gmail.com). Due anni fa, sabato 13 aprile 2024,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra