I VOTI DI STAGI. PHILIPSEN PRENDE LE DISTANZE, DAINESE LE RIDUCE, ELISSONDE PRENDE LA “ROJA”

I VOTI DEL DIRETTORE | 18/08/2021 | 19:30
di Pier Augusto Stagi

Jasper PHILIPSEN. 10. Ancora lui, che bissa il successo di Burgos, regalando alla sua Alpecin-Fenix la vittoria numero 24: non male per un team che formalmente è Professional. Oggi, in una volata nervosa, Jasper non ha rivali. Parte lungo e chi si è visto si è visto. Quinta vittoria stagionale, decima in carriera per questo sprinter che ormai ha preso le misure ed è destinato a tenere tutti a distanza.


Fabio JAKOBSEN. 8,5. Solo un poderoso Philipsen lo priva di un bis bellissimo. Fabio non sbaglia niente, perché è lì, sulla ruota di Jasper, ma poi è dura da passare. Difatti, non passa. Per dirla alla Sandro Piccinini: non va!


Alberto DAINESE. 8. Il 23enne della DSM ormai ci ha preso gusto e oggi si gioca la piazza d’onore sul filo di lana. A Burgos 12°; a Molina de Aragon 4°; oggi 3°. Il ragazzo c’è e si avvicina. Rapidamente.

Juan Sebastian MOLANO. 6. La Uae prepara il terreno molto bene, poi lui generosamente ci prova, ma c’è sempre qualcuno che è più veloce di lui.

Riccardo MINALI. 6,5. Chiedeva di correre, e corre. Gli si chiedeva continuità, e lui risponde presente. Tre volate tre piazzamenti nei 10: non male per il minalino. Un ragazzo che fa tutto da solo e merita solo di essere magari aiutato un pochino di più.

Arnaud DEMARE. 5. Qualcosa non va, qualcosa non funziona: ci sembra evidente. Guarnieri & C. si prodigano per portarlo in rampa di lancio, ma il transalpino è sempre indietro, poco reattivo e in posizione. Non imposta la volata, la subisce e basta. I compagni non gliela tirano, devono andare a cercarlo, perché si perde sempre.

Kenny ELISSONDE. 7. Il 30enne transalpino della Trek Segafredo si trova in rosso dopo la caduta di gruppo che costa caro a Taaramae. Kenny non ruba niente, si prende ciò che gli danno. Raccoglie ciò che ha seminato. Da domani si torna a salire, e lui è atleta che sa salire piuttosto bene.

Romain BARDET. 17. A 11 km dal traguardo, su strada rettilinea e larga come non mai, metà del gruppo finisce per terra. Con il transalpino, sfortunato come pochi, finisce per le terre anche la maglia rossa Rein Taraamae. Brutto colpo per tutti. Per lo spettacolo.

Oier LAZKANO. 7. Il 21nne della Caja Rural - Seguros RGA anima la fuga di giornata con due suoi compagni di avventura. Lui, il ragazzo su Guerciotti è l’ultimo ad arrendersi, in una tappa che non lasciava via di scampo agli attaccanti.  

Pelayo SANCHEZ. 6,5. Dopo soli 2 km di corsa nasce la fuga con il 21 enne della Burgos-BH, Oier Laskano (Caja Rural-Seguros RGA) e il 22enne Xabier Mikel Azparren (Euskaltel-Euskadi). Tre ragazzi giovanissimi, che si fanno guidare dall’entusiasmo e da un sogn

o che evapora sotto il solleone.

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COMMENTI
demare sopravvalutato
18 agosto 2021 20:19 alerossi
ha fatto bene solo lo scarso anno (intendo la continuità, non vittorie sporadiche), tante vittorie ma parte quelle al giro le altre tutte in corse minori. e in quel giro non c'erano grandi nomi. al giro 2020 i dominatori delle volate dovevano essere groenewegen e jakobsen ma sappiamo bene perchè non c'erano.

Neutralizzare gli ultimi 20km
18 agosto 2021 20:25 marco1970
Ancora cadute,la neutralizzazione ma solo per incidenti a 3 km dall'arrivo non basta.Occorre prendere i tempi per la classifica generale a 20 km dall'arrivo in modo che soltanto gli interessati alla tappa si daranno battaglia lascando fuori dalla mischia i contendenti per la classifica generale.Non è giusto che uomini che aspirano a vincere la Vuelta mettano a rischio le loro chanxce per colpe di cadute purtroppo sempre più frequenti.

Marco1970
18 agosto 2021 21:14 Miguelon
Non credo che Elissonde sia del tuo parere. It's the cyclism

Rischi del mestiere
18 agosto 2021 22:23 Bortolot
La neutralizzazione a 20 km mi sembra davvero eccessiva, forse 5 non di più; per vincere una grande corsa bisogna anche rischiare.

Ieri e oggi
18 agosto 2021 23:20 pickett
L'arrivo di Albacete e quello di Saragozza hanno sempre garantito grande spettacolo per via dei ventagli.Era praticamente matematico che il gruppo si spezzasse in tanti tronconi.Per questo,credo,gli organizzatori hanno riproposto questo arrivo dopo tanti anni.Ma nel frattempo,haimé, il ciclismo é cambiato.Come giustamente hanno fatto notare in telecronaca,se i corridori stabiliscono un patto di non aggressione non basta neppure la bora di Trieste.Ma non é una bella china quella che ha preso il ciclismo.Lo ripeto,alla fine la gente si stuferà,e addio ingaggi a 5 zeri e motor home da 1 milione di euro.

Neutralizzazione
19 agosto 2021 08:42 GianEnri
Questo è il ciclismo. Pensare una neutralizzazione a 20 km è una idea senza senso. Che corsa sarebbe. A mio parere tre bastano e avanzano

pickett
19 agosto 2021 10:29 alerossi
penso che gli spettatori si stancheranno per le cadute di inizio GT che mettono fuori protagonisti per la classifica, rispetto a ciò che dici. il problema dei ventagli è che con la vuelta così dura come gli ultimi anni le squadre portano corridori adatti a quel tipo di lavoro, che quindi non sono capaci (e non hanno interesse) a fare i ventagli. al tour, dove ci sono molti più passistoni ci provano appena c'è una piccola brezza.

cerchiamo di essere obiettivi su "una volta"
19 agosto 2021 12:21 vecchiobrocco
seguo il ciclismo dagli anni 80... cerchiamo di essere più obiettivi invece di ripetere che "una volta" le gare erano più combattute, bagarra a ogni tappa e così via...
Adesso con i punti WT e la globalizzazione, le gare sono sempre a tutta... ci sono veramente pochissime tappe"soporifere". Ma vi ricordate il giro o tour degli anni 80 ? (pre era doping) c'erano tappe di pianura che sembravano un raduno cicloturistico fino agli ultimi 10km... dove invece prevale un tatticismo esasperato è nella tappe in salita perchè con le "mega squadre" di adesso (tipo Ineos o Jumbo), non ci si possono più permettere attacchi da lontano

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