PROFESSIONISTI | 03/05/2018 | 07:12 Fabio Aru è decisamente motivato in questa vigilia di Giro d'Italia: «Siamo arrivati in Israele martedì e abbiamo potuto notare che la
temperatura è abbastanza alta: dovremmo fare attenzione all'idratazione. Inoltre sulle strade della seconda e della terza tappa il vento sarà un
elemento da non sottovalutare. La crono di apertura presenta dei
saliscendi: non sarà facile. Personalmente avevo un grande desiderio di tornare al
Giro perché sono arrivato ad un punto cruciale della mia carriera: è il momento giusto per
vincerlo. Non mi sono mai sentito giovane come ciclista perché quasi sin
dall'inizio della mia carriera, nel 2014, ho corso con molta
responsabilità sulle spalle, anche se l’ho fatto senza stress. E anche nella mia
nuova squadra sento l’armonia e la serenità per far bene».
E ancora: «Ci sono più o meno
quindici corridori per la generale. Oltre ai vari Pinot, Pozzovivo e
Lopez, che erano in gran forma al Tour of the Alps con Froome in una
condizione simile alla mia, Chaves, Yates, Bennett e Woods sono tra gli
scalatori da tenere d’occhio. Non penso che saranno lo Zoncolan o lo
Jafferau a decidere la corsa, ma come sempre al Giro tutte e 21 le tappe saranno importantissime».
Aru per me hai sbagliato ulteriormente squadra, non hai cambiato il modo di allenarti e mentre gli altri volano tu arranchi!!!!Quale è la verità una è certa e spero che i controlli siano veri ma chissà l'altra purtroppo dipende da te e datti una svegliata!!!!!!!!
Squadra
3 maggio 2018 20:15nikko
forse il problema è proprio la squadra.....non c \'è
Forza Fabio
3 maggio 2018 21:26bit ossi
Ti voglio bene, così come ne voglio a tutti quelli che ci provano!
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