INIZIATIVE | 26/10/2017 | 07:24 C’è chi dice che la bicicletta sia una metafora della vita: c’è da stare in equilibrio, da faticare molto, a volte si cade, a volte si taglia un traguardo. Ma c’è sempre, sempre da divertirsi. Lo sanno bene i ciclopellegrini villanovesi, che da ben trent’anni coniugano sport, divertimento e preghiera, pedalando per le strade di tutt’Europa. Hanno portato la maglietta “dell’Amore & Vita”, il team Fanini da sempre simbolo dell’antidoping, nei maggiori santuari del Vecchio continente e sono decisi a farlo ancora. Domenica mattina, si sono ritrovati per l’annuale momento di festa ed amarcord e, come da tradizione, il parroco-ciclista don Franco Bernelli ha annunciato le mete dei prossimi pellegrinaggi parrocchiali.
Nell’occasione si è consegnato un riconoscimento a patron Ivano Fanini per le vittorie ottenute dalla squadra in questa stagione 2017. Soprattutto si è dato valore alle due prove della Coppa Italia, il Giro dell’Appennino e il Memorial Marco Pantani, due successi unici anche perché nessun altro team italiano (o di matrice italiana) è riuscito ad ottenere altrettanto (eccezion fatta per alcune formazioni World Tour, comunque straniere).
«Vogliamo celebrare i successi dei nostri atleti con tanta gioia – parafrasa Don Franco – è bellissimo vederli faticare e vincere con il messaggio di Amore e Vita sulle maglie, il medesimo che con orgoglio portiamo anche noi da trent’anni, proprio come tributo alla squadra, oltre per il suo bellissimo significato. Anche noi ciclopellegrini mettiamo il cuore nei nostri viaggi e nonostante a volte la fatica sia davvero tanta, con fede e devozione riusciamo sempre a portare a termine le nostre missioni, proprio come fanno i veri ciclisti. Tornando ai prossimi emozionanti pellegrinaggi che ci aspetteranno nel 2018, posso dire che attraverseremo longitudinalmente la Penisola iberica, pedalando da Santiago di Compostela fino a Fatima, i due principali luoghi spirituali della Spagna e del Portogallo. L’itinerario sarà lungo ed impervio, e prevediamo che non ci sarà neppure un chilometro pianeggiante! Sarà tutta saliscendi o, come si dice in gergo ciclistico “mangia e bevi. L’importante è che si concluda sempre nello stesso modo: con tanto entusiasmo e gioia, così che il prossimo autunno ci ritroveremo ancora qui, insieme a mio fratello Matteo (parroco a sua volta negli Stati Uniti), l’amico Ivano Fanini e tutti i compagni di viaggio a raccontarci un’esperienza in più».
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