Cunego: i ritorni? Non mi piacciono e non mi convincono
| 19/01/2009 | 22:35 Damiano Cunego è stato premiato oggi a Pistoia, negli studi dell’emittente televisiva regionale TVL, come “Sportivo Più 2008”. Un premio riproposto negli anni con grande passione dagli sportivi di Barile - sobborgo di Pistoia che diede i natali all’indimenticabile campione del ciclismo pistoiese Serafino Biagioni (fu anche maglia gialla al Tour de France) - capeggiati da Michele Galligani, Massimo Donati e da Stefano Baccelli. E se scorriamo il prestigioso albo d’oro di questo ambito riconoscimento viene spontanea la considerazione che esso risulti un portentoso portafortuna: in passato lo hanno infatti ricevuto (e, cosa curiosa, quando non erano ancora all’apice delle loro carriere sportive), tra gli altri, Franco Ballerini nel 1995, Marcello Lippi nel 1996, Manuela Di Centa nel 1997, Luciano Spalletti e Alfredo Martini nel 1998, Giovanni Trapattoni e Andrea Tafi nel 1999, Ivano Fanini nel 2000, Damiano Tommasi nel 2001, Paolo Bettini nel 2004 e Cristiano Lucarelli nel 2005. Anche il 27enne campione di Cerro Veronese ha assai gradito il premio in palio, un’elegante cornice lignea con vetro interno tridimensionale contenente la raffigurazione stilizzata di un ciclista e opera dell’artista pistoiese Paolo Beneforti che – nel nome dell’ormai popolare slogan propugnato da Cunego “I’m doping free”- ha così voluto significare la ritrovata trasparenza e la tradizionale e riconosciuta leggerezza aerodinamica del ciclismo.
Damiano Cunego sta svolgendo in questi giorni un proficuo programma di allenamento in Toscana, nella zona di San Vincenzo e proprio con il GP Costa degli Etruschi scatterà il 7 febbraio prossimo da San Vincenzo a Donoratico la sua ottava stagione da professionista; in totale ammontano a 46 le vittorie da lui finora ottenute, tra le quali spiccano il Giro d’Italia 2004, il Giro di Lombardia 2004, 2007 e 2008, la Amstel Gold Race 2008, il Giro del Trentino 2004, 2006 e 2007, il GP di Larciano 2004 e 2006 e la Japan Cup 2005 e 2008. Ad accompagnarlo c’erano il suo nuovo tecnico Brent Copeland il CT dei record Franco Ballerini, che ha tessuto le lodi del giovane asso veronese: «Damiano è un atleta di alto livello e si è sempre inserito benissimo nei meccanismi tattici della nazionale italiana: i successi di Stoccarda e di Varese sono arrivati anche grazie al suo impegno e alla sua classe; è un campione vero e può primeggiare dappertutto, anche se io lo vedo molto adatto alle gare a tappe».
Cunego ha accettato di buon grado i complimenti di Ballerini ma ha subito precisato di non prediligere un determinato tipo di corse: «E’ vero che oggi viviamo un ciclismo basato sulle specializzazioni ma quest’anno mi sento di poter puntare sia alle classiche che al Giro d’Italia, dato che non sarò al Tour de France, per smentire chi mi definisce come un atleta destinato a brillare soltanto nelle gare in linea; in futuro potrà capitarmi di dover selezionare gli obiettivi ma per adesso non mi voglio porre delle limitazioni, penso di essere un corridore completo».
A proposito di Giro ancora si commenta la mancata presenza dei campioni targati Lampre, lui e l’iridato Ballan, alla cerimonia di presentazione veneziana della Corsa Rosa 2009, nello scorso dicembre: «Ordini superiori ai quali mi sono piegato di buon grado.Anche se probabilmente avrei fatto la stessa cosa se fosse toccato a me decidere; comunque ho seguito la volontà dei dirigenti della nostra squadra, indispettiti dal troppo risalto mediatico che veniva dato in quel periodo e che purtroppo si continua ancora oggi a dare a certi personaggi. Serviva un segnale forte e io mi sono adeguato, sperando che serva a qualcosa».
Della provincia di Pistoia il campione della Lampre ha dei ricordi contrastanti. Infatti, oltre alle due smaglianti vittorie colte nel GP di Larciano, c’è anche quel secondo posto bruciante alle spalle dello spagnolo Koldo Gil, colto sul traguardo della tappa di Pistoia con l’arrivo situato di fianco all’imponente chiesa di San Francesco, nel maggio 2005.
«Che delusione! Ma non fu soltanto colpa mia, fui indotto allo sbaglio da alcune segnalazioni errate che mi arrivarono via radio, c’era una gran confusione nel finale di gara».
E il Giro 2009 come lo valuti?
«Duro e molto affollato di avversari fortissimi, ma anche al Tour sarebbe stata la stessa cosa. La crono delle Cinque Terre può essere decisiva, così come le salite dolomitiche all’inizio e quelle al Sud durante l’ultima settimana, ma anche la tappa che porterà a Bologna e che transiterà da queste parti è piena di insidie».
Questo è il ciclismo dei ritorni, dopo Basso, Cipollini e Armstrong adesso sembra essere il turno di Bartoli….
«Basso è un caso a parte, poiché rientra dopo una squalifica, ma in generale non mi piacciono per niente questi clamorosi rientri. A cosa e a chi servono, in definitiva? Io quando appenderò la bici al chiodo non tornerò mai più sulle mie decisioni, lo prometto ai miei tifosi perché sicuramente avrò qualcosa di meglio da fare…».
E Franco Ballerini, almeno in parte, gli fa eco: «Tra i cosiddetti rientranti giustifico soltanto Lance Armstrong, per l’eccezionale spessore umano e tecnico del personaggio e per l’enorme interesse mediatico che regolarmente riesce a smuovere attorno a sé. Il suo ritorno, aldilà della benemerita lotta contro il cancro della quale si erge ormai a paladino, porterà solamente dei benefici al mondo del ciclismo».
Stefano Fiori
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