Quella che è prossima a concludersi non è stata sicuramente una stagione delle più indimenticabili per Juan David Sierra. Il giovane portacolori azzurro della Tudor Under 23 ha infatti dovuto convivere per buona parte dell’anno con una serie di problemi (fisici e non) che ne hanno inficiato la continuità ad alto livello e, in questo modo, ha finito per rendere meno di quello che lui e la squadra si aspettavano.
A confidarcelo è stato proprio il campione del Mondo dell’inseguimento a squadre juniores ai Mondiali su pista del 2023 che, archiviato un 2026 su strada da zero vittorie e quattro sole top ten, ha deciso di chiudere definitivamente il capitolo relativo a quest’anno rinunciando anche all’opportunità di disputare i Mondiali su pista di Shanghai, in programma da oggi al 18 ottobre, con la maglia della Nazionale.
Il riscatto dunque per lui passerà tutto dal 2027, annata questa in cui il prodotto della Ciclistica Biringhello, dopo tre stagioni in Svizzera, andrà a vestire i colori di una nuova formazione con cui, si spera, potrà essere più fortunato tornando a mettere in mostra quelle qualità che, non troppo tempo fa, gli hanno permesso di ottenere successi come la Paris-Troyes 2025 e annunciarsi come uno dei più brillanti prospetti per la pista azzurra.
David, che stagione è stata quella che sta per concludersi? Ti aspettavi qualcosa di più?
“È stata una stagione difficile, devo essere onesto. Dopo aver iniziato bene, infatti, sono stato fermo un mese e mezzo a causa di un problema al ginocchio e quando poi ho potuto rimettermi il numero sulla schiena purtroppo, per fattori esterni, non sono riuscito a correre con molta costanza. Ho fatto tuttavia un buon finale di stagione, a mio avviso, dove pur mancando la vittoria ho colto tanti piazzamenti. Per fortuna ci saranno delle novità per l'anno prossimo e spero di potermi rifare”.
Cambierai squadra?
“Esatto, ma lo scoprirete quando arriverà l’annuncio ufficiale”.
Cosa ti lascia nel complesso questa esperienza in Tudor?
“Sono molto grato alla Tudor di avermi dato l’opportunità di correre con loro per tre anni, perché penso che per quasi ogni ragazzo juniores andare in una squadra estera rappresenti un sogno. Nel mio caso, penso che alcune cose sarebbero potute andare meglio, però alla fine non ho grandi rimpianti e ringrazierò sempre la squadra per la possibilità che mi ha dato”.
Mi sembra di capire che tu ti senta in credito con la fortuna.
“Diciamo che, per come è andata, questa è la prima stagione in cui arrivo davvero a sperare che si chiuda tutto il prima possibile per pensare alla prossima”.
Non sarai quindi impegnato in pista in questo finale di stagione?
“Sarei dovuto andare ai Mondiali di Shanghai, ma purtroppo non sono riuscito a mettere insieme una condizione sufficiente. Correndo veramente tanto, in particolare a settembre, sono arrivato a questo punto dell’anno abbastanza stanco e senza la brillantezza necessaria, per cui con il c.t. Salvoldi mi sono tirato indietro: preferisco che in Cina sia andato qualcuno più in condizione di me”.
È presto ma che obiettivi ti sei posto per il 2027?
“Dimostrare quello che posso fare. Penso che in questi tre anni ho fatto vedere qualcosa ma, anche a causa di alcuni fattori esterni, non il mio pieno potenziale. Nel 2027 quindi vorrei riuscire a dimostrare le mie qualità e partecipare a corse importanti”.
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