Per il secondo anno consecutivo la Coppa Bernocchi ha parlato francese. Dopo l’acuto di Dorian Godon nel 2025, questo ottobre è toccato a Noa Isidore far risuonare la Marsigliese sul gradino più alto del podio di Legnano conquistando in volata l’edizione 107 della classica lombarda davanti a Tommaso Dati e Orluis Aular.
A distanza di ventiquattro ore dunque la Decathlon CMA CGM ha rivisto nuovamente un proprio alfiere concludere davanti a tutti visto che, ieri, era stato Paul Lapeira a stanare la concorrenza alla Coppa Agostoni dando alla formazione francese il primo di due successi in un Trittico Lombardo che ha preso una piega ampiamente positiva.
“Sono molto felice per me e per tutta la squadra” ha detto il ventiduenne di Troyes in conferenza stampa. “Stamattina sul bus ci siamo detti di stare e lavorare insieme perché sapevamo che potevo dire la mia allo sprint. Il team in sostanza mi ha dato fiducia e, dopo esser stato supportato alla grande in corsa, ho potuto ripagarlo finendo al meglio il lavoro” ha continuato il corridore francese che già era consapevole delle insidie della gara odierna.
“Conoscevo questa gara perché l’avevo corsa l’anno scorso e sapevo che era dura. Posso dire di esser riuscito a gestire molto bene lo sforzo risparmiando importanti energie per il finale e questo alla fine mi ha premiato”.
Isidore, cresciuto idolatrando Alberto Contador, ha così infilato la terza vittoria della sua stagione dopo le due ottenute al Tour du Limousin dimostrando in questo modo, una volta di più, di essere in possesso di uno spunto veloce in grado di far la differenza ad alto livello e ripagare con sempre maggior frequenza la fiducia datagli in questi mesi dai suoi d.s.
“La squadra ha sempre creduto in me: dopo il secondo posto al Catalunya, il team mi ha dato un sacco di possibilità per mettermi in mostra e giocarmi le mie carte: io ho dimostrato di avere le qualità per vincere e sono felice di esser riuscito a sfruttare queste opportunità. Cos’è cambiato dall’anno scorso? Solo il mio preparatore. Adesso mi segue un ragazzo francese e per me è più semplice seguire le sue dritte” ha detto Isidore a proposito dei cambiamenti tra la sua prima stagione nel World Tour e quella attuale che si concluderà domenica 11 ottobre con la Parigi-Tours.
Prima però di pensare alla classica francese il classe 2004 si godrà il primo meritato successo della carriera in terra italiana, un’affermazione messa in ghiaccio anche grazie alla perfetta lettura delle ultime centinaia di metri.
“Nel finale ho cercato di seguire il mio ultimo uomo, Jordan Labrosse, ma ad un certo punto ho perso la sua ruota e allora ho iniziato a saltare sulle code degli uomini EF e Netcompany perché temevo van den Berg e soprattutto Dorian Godon: avendo corso insieme lo scorso anno, conosco il suo valore e so che è un corridore decisamente valido. Quando però a 300 metri dall’arrivo ho visto che avevo lo spazio per partire ho capito che era il momento di aprire il gas e così ho lanciato la mia volata” ha raccontato un Isidore che non vuole porsi limiti e il prossimo anno proverà ad alzare ulteriormente il tiro.
“Voglio vincere a livello World Tour: questo è l’obiettivo principale del 2027 al pari di continuare a impormi in più corse possibili. Il sogno? Conquistare il Giro delle Fiandre”.
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