Il mondiale regala tradizionalmente storie e storielle, ma quella del massaggiatore che salvò la Slovacchia è qualcosa di inedito. Vladimir Kovacik ha 28 anni (il 12 dicembre ne compirà 29), fa il massaggiatore dopo aver corso nelle categorie giovanili, chiudendo la sua avventura in sella nel 2017 dopo un paio di stagioni nella categoria Under 23.
Una parentesi chiusa, quella dell'agonismo, che si riaprirà domani in maniera inattesa, clamorosa e sorprendente. Soprattutto perché Kovacik vestirà, sotto la maglia della nazionale, il mantello del salvatore della patria.
I fatti? Semplice: il ct Jakub Vanco si è trovato alla vigilia della trasferta canadese senza corridori. Martin Svrcek della Soudal Quick Step è stato colpito da un virus, Mattias Schwarzabacher della EF Education Easypost è alle prese con un infortunio mentre Lukas Kubis della Unibet Rose Rockets non ha avuto il via libera dalla squadra, che ha deciso di puntare su di lui per le corse che si disputano in questi giorni.
Il tutto è avvenuto dopo l'11 settembre, ovvero la data limite per presentare iscrizioni e nuovi atleti: quindi la nazionale slovacca correva il rischio di non schierare nemmeno un atleta al via della corsa degli élite.
Qualcuno dirà: va beh, poco male, si rifaranno il prossimo anno. Non è così, perché la conseguenza sarebbe stata pesante: l'assenza di atleti al via avrebbe portato alla retrocessione del campionato nazionale in serie B con conseguente calo di punti in palio in occasione della sfida per il titolo nazionale. Punti pesanti perché servono per la qualificazione a Los Angeles 2028: come ha spiegato il ct Vacek a Sportnet, «sono punti che valgono quanto una vittoria in una gara WorldTour, risultato che per noi è oggettivamente inarrivabile. E quindi non potevamo rinunciare. Vladimir - che ha i requisiti nazionale e soprattutto è in possesso della licenza UCI - si è messo a disposizione, la sua sarà una presenza formale ma permetterà alla maglia della nazionale slovacca di essere in corsa».
La Slovacchia tiferà per lui, sapendo che darà tutto quel che ha. Per la sua patria, per il ciclismo del suo Paese, per lo sport che ama.
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