I VOTI DI STAGI. LO SPETTACOLO DI MIRABILANDA, LA GESTIONE DI MAS, IL CORAGGIO DI KUSS E DEI VISMA

I VOTI DEL DIRETTORE | 12/09/2026 | 18:35
di Pier Augusto Stagi

Mikel LANDA. 10 e lode. Mirabilanda, per dirla alla Luca Gregorio che canta dalle reti di Eurosport le gesta del suo campione di riferimento. Finalmente Landa, cinque anni e 33 giorni (1862 giorni in totale) dopo la sua ultima vittoria, undici anni dopo il suo ultimo successo alla Vuelta. Vittoria numero 17 in carriera per un corridore che ha sempre promesso molto più di quanto abbia poi dato e fatto vedere. Oggi fa un corsone, gettando davvero il cuore oltre l’ostacolo. O la va o la spacca: è andato. È andato forte il basco, che il prossimo anno tornerà a correre per una formazione di casa (Euskaltel- Euskadi, per due stagioni), ma oggi regala una gemma preziosa alla sua Soudal Quick Step. Una lunga rincorsa verso il successo, un finale d’autore, con Mikel che si scrolla di dosso anche gli ultimi due superstiti (Debruyne e Johannessen), prima del trionfo, prima dell’estasi.


Tobias JOHANNESEN. 9. Fatica tanta, tantissima. Voglia di vincere, anche. Purtroppo oggi si trova tra i pedali chi è ispirato, chi ha finalmente dalla sua parte le stelle del firmamento. Per il danese un piazzamento che non è una vittoria, ma sarebbe sbagliato considerarla una sconfitta.


Ramses DEBRUYNE. 8,5. Tosto il 24enne corridore belga della Alpecin. Tosto perché ci crede fin dal mattino e si arrende solo a tardo pomeriggio, ma davanti al suo naso ha solo due corridori: alle sue spalle molti di più.

Sepp KUSS. 9. Assieme a Landa è l’uomo di giornata. Se ci sono due corridori che prendono in mano la situazione e provano a fare qualcosa che possa restare sono loro due. L’americano arriva sfinito e finito, supportato da un maestoso Van Aert e da un Nordaghen gigantesco. Kuss fa un balzo di 6 posizioni e chiude questa Vuelta al 5° posto. Non male per una Visma che non ha vinto questa edizione, ma l’ha letteralmente dominata.

Walter CALZONI. 8. Corsa d’avanguardia, corsa dal grande contenuto tecnico. Per il 25enne corridore bresciano della Pinarello Q 36.5 una prova di assoluto livello e prestigio: arriva 9°, ma in una tappa come quella di oggi è davvero tanta roba.

Lorenzo FORTUNATO. 8. Una top ten per il 30enne bolognese della XDS Astana. Un piazzamento di prestigio che ci voleva per questo ragazzo che in questa Vuelta forse si aspettava di più.

Enric MAS. 10. Corsa di rimessa, di controllo assoluto, con un Gall che lo costringe a uscire allo scoperto solo nel finale. Non si danna l’anima, non ce n’è motivo e, probabilmente, non è nelle sue corde. È un regolarista e come tale si comporta. Non dà nulla allo spettacolo, fa quello che sa fare, non può certo inventarsi. Vince meritatamente un Giro di Spagna modesto, dove il livellamento è evidente, come il leggero predominio del maiorchino.

Felix GALL. 6. Ci prova, sui titoli di coda, sulla colonna sonora che già sta onorando Mas. Ha il merito di provarci, ma per pochi secondi, per questo arriva terzo.

Primoz ROGLIC. 7. A 36 anni si porta a casa un secondo posto che sa in ogni caso di miracoloso. Rientra da un infortunio e s’inventa una Vuelta che non lo vede mai brillantissimo, ma nemmeno battuto: difatti è ancora lì, sul gradino d’onore. Con onore.

Richard CARAPAZ. 5. Lo aspettavamo in questa ultima settimana che non aggiunge niente a un Vuelta orfana di Taddeo e che si stabilizza in maniera definitiva. L’ecuadoriano poteva essere uno dei pochi a far saltare il banco, ma salta il turno e non succede nulla.

Finn FISHER-BLACK. 7. Il corridore della Red Bull - BORA – Hansgrohe entra nella fuga di giornata con il compagno di squadra Gianni Vermeersch e con loro Ivo Oliveira (UAE Team Emirates - XRG), Wout van Aert (Team Visma | Lease a Bike), Oscar Chamberlain (Decathlon CMA CGM Team), Pau Miquel (Bahrain - Victorious) poi Magnus Cort, Simon Dalby, Tobias Johannessen, Andreas Kron, Andreas Leknessund e Rasmus Tiller (Uno-X Mobility), infine Bryan Coquard e Louis Rouland (Cofidis). Per gli Uno X è una grande occasione, vista la massiccia superiorità numerica, la formazione danese viene annientata da Mikel Landa, che vive oggi una delle giornate più belle della sua carriera.

Chris HAMILTON. 17. Il corridore del Team Picnic PostNL è costretto ad abbandonare la Vuelta dopo la caduta in cui resta coinvolto: stessa sorte per Matthew Riccitello della Decathlon.


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COMMENTI
Fortunato
12 settembre 2026 18:58 GianEnri
Generoso il direttore.... Doveva puntare alla maglia GPM e una tappa. Dai, un decimo posto con una fuga di cinquanta corridori e il primo GPM poi derubato nella tappa con la grandine gli ha salvato la Vuelta

Fortunato
13 settembre 2026 10:40 ghisallo34
Era partito bene nelle prime tappe, poi si è eclissato.
Peccato perchè per la maglia degli scalatori, poteva davvero far meglio.

GianEnri
13 settembre 2026 11:29 BuIlet
derubato, non si può sentire. C'è un regolamento e l'hanno applicato. Dici che hanno annullato la tappa giusto per boicottare lui? Ma poi... che cambiava alla fine?

Spiace
13 settembre 2026 11:43 fransoli
Per il multinick che nelle scorse tappe aveva provato a pompare i suoi paladini fortunato (solo da quando ha lasciato la squadra innominabile) e Zana, ma il voto per gli italiani in questa vuelta è 2, senza attuenuanti... Se arrivare decimo in una tappa con fuga vale 8 chi vince dovrebbe prendere 16

Ps
13 settembre 2026 11:45 fransoli
Si salva solo romele che merita un 8

Landa
13 settembre 2026 15:49 Martino1990
Potente landa, finalmente dopo tutto quello che gli è successo,,,e pure bravo Roglic, a 37 anni fra qualche settimana più di così non poteva fare.

Romele
13 settembre 2026 17:46 titanium79
Per il toscano, forse Romele non è Italiano. Non si è accorto della Vuelta di questo ragazzo

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