VUELTA. DUNBAR TORNA A VINCERE DOPO 2 ANNI: SUO L’ARRIVO DI PEÑAS BLANCAS. MAS CONTROLLA SENZA PATEMI E AVVICINA LA ROJA

VUELTA | 11/09/2026 | 17:20
di Federico Guido

Si conferma dolcissima la Vuelta a España per Eddie Dunbar. L'irlandese della Pinarello Q36.5, a secco dai due successi conseguiti proprio nel Grand Tour iberico due anni fa, ha riallacciato il filo con la vittoria conquistando la Vélez-Málaga-Peñas Blancas. Estepona di 210 chilometri. Decisivo per il trentenne di Banteer l'attacco portato ai 350 metri dall'arrivo che gli ha permesso di staccare Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) e andare a tagliare il traguardo in prima posizione davanti al colombiano e al compagno di squadra Thomas Gloag.



La giornata campale per la formazione elvetica è stata completata dal quinto posto del campione nazionale spagnolo Marcel Camprubì, anche lui, come compagni di squadra, bravo ad entrare nella numerosa fuga formatasi dopo il secondo GPM di giornata del Puerto del Viento.

Alle loro spalle, la battaglia fra i big della generale è rimasta circoscritta a un paio di infruttuosi allunghi tentati da Richard Carapaz (EF Edcuation Easypost) a grande distanza dal traguardo: sull’ascesa conclusiva, infatti, il controllo e l’attendismo l’hanno fatta da padrone con il risultato che Enric Mas (Movistar) è ora, a due sole tappe dalla conclusione, ancora più vicino a portare a casa il successo finale.

LA CORSA

Pronti-via e, come era facilmente prevedibile, iniziano gli attacchi per provare a portar via la fuga di giornata. L’azione buona sembra quella che, ad un certo punto, consente a Ivo Oliveira (UAE Emirates XRG), Bastien Tronchon (Groupama-FDJ United), Tobias Johannessen (Uno-X Mobility), Steven Kruijswijk (Visma-Lease a Bike), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Jasha Sütterlin (Jayco AlUla) di ottenere quasi un minuto di vantaggio ma, raggiunte le rampe del primo GPM di giornata, le carte si rimescolano immediatamente.

Tirato dagli uomini della EF, infatti, il gruppo si riavvicina sensibilmente ai sei di testa e ciò scatena una nuova ondata di scatti che rende la situazione in corsa oltremodo fluida e caotica con sempre più uomini che, a turno, riescono a riportarsi sugli elementi in avanscoperta. Al comando viene così a formarsi un drappello decisamente numeroso che, una volta transitati in cima al Puerto de las Abejas, viene riassorbito integralmente dal gruppo maglia roja ad eccezione di Eddie Dunbar (Pinarello Q 36.5).

L’irlandese, insistendo in solitaria, passa per primo in vetta al Puerto del Viento dopo il quale, mentre alle sue spalle Carapaz prova sia in salita che in discesa a prendere il largo senza fortuna, viene raggiunto da altri sedici corridori: Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates - XRG), Pablo Castrillo (Movistar Team), Marcel Camprubí e Thomas Gloag (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Santiago Buitrago e Pau Miquel (Bahrain - Victorious), Guillaume Martin, Rudy Molard e Bastien Tronchon (Groupama - FDJ United), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility), Sergio Samitier (Cofidis), Darren Van Bekkum (XDS Astana Team), Chris Hamilton (Team Picnic PostNL), Urko Berrade e Mats Wenzel (Equipo Kern Pharma).

Tale manipolo di uomini, non avendo al suo interno alcun uomo nelle prime posizioni della generale, riceve il “via libera” da parte del plotone e così, senza particolari sforzi, riesce ad acquisire un vantaggio superiore ai 7 minuti che gli consente di giungere alle pendici del GPM conclusivo di Peñas Blancas con la certezza di potersi andare a giocare il successo di tappa.

Sulla lunga erta conclusiva, dopo un paio di velleitari affondi di Molard, è Buitrago a incaricarsi di selezionare gli aspiranti alla vittoria parziale attaccando con decisione ai -13,2 km dal traguardo. A seguirlo sono solamente il duo della Pinarello Q36.5 Gloag-Dunbar e Berrade i quali, una volta ritrovata la ruota del sudamericano, iniziano a darsi cambi regolari per scongiurare il rientro da dietro degli altri battistrada. Il quartetto procede così di comune accordo fino a duemila metri dalla linea quando Buitrago si lancia in quello che in un primo istante sembra l’allungo decisivo: Dunbar però non ci sta e, trovate le forze per staccare Gloag e Berrade, si lancia all’inseguimento del colombiano che, nel frattempo, va progressivamente a spegnersi favorendo così il recupero e il sorpasso dell’irlandese che, puntualmente, va a concretizzarsi a 350 metri dall’arrivo.

Il nativo di Banteer in questo modo, dopo un periodo per lui piuttosto complicato, ritrova la vittoria sulle strade della corsa che per l’ultima volta l’aveva visto alzare le braccia al cielo e, ciliegina sulla torta, regala al suo team la prima vittoria in un Grande Giro da quando ha assunto l’attuale denominazione.

Mastica amaro invece Buitrago che, pur mettendo in ghiaccio il successo nella classifica dei GPM, incamera un altro beffardo secondo posto dopo quello rimediato sei giorni a Sierra de la Pandera, una tappa dove, spostando il focus sugli uomini in lotta per la classifica generale, c’erano stati più movimenti di quella odierna. Concludendo praticamente tutti assieme, quest’oggi i primi sei della generale sono rimasti dov’erano e con una sola frazione di alta montagna da affrontare (la Calahorra-Collado del Alguacil di 186.8 chilometri con tre GPM di 1ᵃ Categoria e l’erta finale di Categoria Especial) il terreno per provare a far saltare il banco, o comunque migliorare il proprio piazzamento, è ormai quasi terminato.

CLICCA QUI per rileggere la cronaca integrale della tappa.

ORDINE D’ARRIVO

1. Eddie Dunbar (IRL/Pinarello-Q36.5) - 5:00:54

2. Santiago Buitrago (COL/Bahrain-Victorious) a 0:14

3. Thomas Gloag (GBR/Pinarello-Q36.5) a 0:23

4. Urko Berrade (SPA/Kern Pharma) a 0:44

5. Marcel Camprubí (SPA/Pinarello-Q36.5) a 1:44

6. Andreas Leknessund (NOR/Uno-X Mobility) a 2:01

7. Guillaume Martin (FRA/Groupama-FDJ United) a 2:11

8. Chris Hamilton (AUS/Picnic-PostNL) a 2:39

9. Kevin Vermaerke (USA/UAE Emirates-XRG) a 3:03

10. Sergio Samitier (SPA/Cofidis) a 3:17

CLASSIFICA GENERALE

1. Enric Mas (SPA/Movistar) - 65:52:03

2. Primoz Roglic (SLO/Red Bull-Bora) a 1:37

3. Felix Gall (AUT/Decathlon-CMA CGM) a 3:01

4. Richard Carapaz (ECU/EF Education-EasyPost) a 5:17

5. Oscar Onley (GBR/Netcompany-Ineos) a 6:03

6. Jakob Omrzel (SLO/Bahrain-Victorious) a 7:06

7. Clément Berthet (FRA/Groupama-FDJ United) a 7:57

8. Cristian Rodríguez (SPA/XDS-Astana) a 8:21

9. Mattias Skjelmose (DAN/Lidl-Trek) a 9:06

10. Harold Tejada (COL/XDS-Astana) a 10:27

ALTRE CLASSIFICHE

Classifica a punti: Wout Van Aert (BEL/Visma Lease a Bike)

Classifica dei GPM: Santiago Buitrago (COL/Bahrain-Victorious)

Classifica di miglior giovane: Oscar Onley (GBR/Netcompany INEOS)


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COMMENTI
Buitrago
11 settembre 2026 17:42 Arrivo1991
Speravo vincesse lui, perchè è tutta la Vuelta che attacca e sgomita.Peccato !
Mas controlla in scioltezza,bravi Roglic e Gall a provarci comunque.

Carapaz
11 settembre 2026 17:50 Angliru
Davvero sfortunato anche oggi.
Nel momento in cui attaccava convinto alle spalle del gruppetto in fuga, mica fora il compagno Rafferty ?!?
Vero che era dietro di oltre 2' da Gall, ma l'attacco era davvero interessante.
Mi è piaciuto Roglic, che comunque ha provato a fare qualcosa.

Mastica amaro
11 settembre 2026 18:04 Forza81
Ma davvero, povero Buitrago ! Anche oggi una tappa all'arrembaggio e viene beffato nel finale.
Da numero "rosso", come al Tour.
Difficile ribaltare un Mas così in forma, la cui perla è la crono di ieri.
Con il distacco attuale, solo un numero assoluto di squadra (si veda il ribaltone di Contador su Rodriguez nel 2012) o la jella possono metterlo ko

Quasi fatta
11 settembre 2026 18:16 Àaaaaaa
Mas solo per sfortuna può perderla.
Un applauso a Roglic che a 37 è lì a giocarsela !

Dunbar
11 settembre 2026 18:54 JRobic22
Vince sollo alla Vuelta e nelle tappe di salita. Se ne erano perse le tracce, qualche anno fa sembrava destinato a una carriera più promettente.

2 Maroni.
11 settembre 2026 18:59 Frank46
Lontano dal traguardo si era mosso Carapaz in discesa, anche se lui al massimo poteva diventare pericoloso per il 3° posto, però a parte Carapaz ai primi 3 posti ci sono 3 corridori molto prevedibili.

Roglic dopo il ritiro di Valverde trai big è diventato indiscutibilmente il più attendista.

Molti dicono che siccome che Roglic non ha nulla da perdere cercherà di far saltare il banco, ma ne è in grado?
Roglic al pari di Valverde è in grado di fare azioni a sorpresa solo se la squadra gli da un ruolo un pò più defilato di 2a punta, altrimenti la vedo difficile che provi chissa cosa.. Poi è un corridore che a livello di ritmo è rimasto quello di un tempo, ma ha perso tutta la sua esplosività e potenza e quindi anche dal punto di vista puramente atletico è ancora più difficile discostarsi dalla sua Vuelta super regolare che sta facendo.

Gall va bene sul passo in salita e basta... I discesa è inguardabile, in pianura e nei tratti in falso piano rimbalza e sullo scatto secco non va.
Mas quando fa la Vuelta va forte ed è difficle staccarlo.
Non è che quest Vuelta orfana di Pogacar l'ho trovata sempre scontata e noiosa ma credo che si sta indirizzando verso questo epilogo perchè i primi 3 in classifica hanno queste caratteristiche. Fosse stato più vicino Carapaz ci sarebbe stato da divertirsi. Purtroppo Carapaz ha avuto i classici alti e bassi di chi prova a fare 2 GT consecutivi.

Frank46
11 settembre 2026 19:53 Albertone
Valverde ? intendevi Pogacar immagino.
Roglic non dimenticarti che ha 37 anni ed è stato investito da un'auto prima della Vuelta, interropendo il lavoro che doveva fare.

Frank46
11 settembre 2026 20:07 BuIlet
non è che, via Pogacar, ci si poteva aspettare chissà quale spettacolo. È un altro ciclismo. Quello che ci fa saltare dalla sedia esiste quando si scontrano i big. Quando ce n'è uno solo vediamo lo strapotere. Ma almeno è vedere l'uomo straordinario. Quando mancano c'è questo. Bravi, onesti, ok. Però l'altro ciclismo mi sembra nettamente un'altra cosa.

Dipende dagli attori
11 settembre 2026 21:34 Sandro
È uno splendido ciclismo con poga ( vedi lui che stravince e gli altri che battagliano), puoi vedere grandi cose senza di lui, il finestre di yates e wout dell' altr'anno è stato epico..... dipende...

Bullet
11 settembre 2026 22:06 BuIlet
il famigerato Finestre a me è continua a sembrare un assurdo. Come quei film che a un certo punto vanno per la tangente e ti chiedi chi mai avrà scritto la sceneggiatura

Albertone
11 settembre 2026 22:55 Frank46
No ho nominato proprio Valverde perché a mio parere trai campioni di grande spessore del passato recente il più attendista, quando correva da capitano, era lo spagnolo assieme a Roglic che tutt'ora corre.

Lo so che Roglic ha avuto un incidente e ha anche la sua età, però io sto parlando di atteggiamento. Molti da Roglic si aspettano attacchi coraggiosi perché non ha nulla da perdere, ma lui quegli attacchi li li ha fatti solo quando ha corso in supporto o da giovane in qualche gara a tappe di una settimana, stessa cosa che faceva Valverde.

Ma io lo spero che mi smentisca perché è l' unico che ha un ritardo ancora colmabile e può rendere questo finale di Vuelta più divertente.

Sandro
11 settembre 2026 22:59 Frank46
Concordo con te più che con Bullet. Non è detto che se ci sono Pogacar e Vingegard ci debba essere più spettacolo e l' esempio del Giro dello scorso anno è molto calzante. Dipende dalle dinamiche di corsa e da quali sono i corridori che andranno a giocarsi il successo.

Al Giro in lizza per il successo oltre a Yates c' erano Del Toro e Carapaz che sono due corridori molto esplosivi... Poi come spesso accade trai due litiganti il 3° gode, lo sa bene lo stesso Carapaz che ci vinse un Giro contro Nibali e Roglic.

Bullet
11 settembre 2026 23:47 Sandro
Spiegati meglio

Sandro
12 settembre 2026 08:03 Forza81
Dice cosí perchè ha vinto Yates il Giro. Vinceva Del Toro, era la salita del secolo.

Forza81
12 settembre 2026 10:10 BuIlet
Dico così perché ho visto la tappa e mi é sembrato surreale. Avessero lasciato andare Del Toro come hanno lasciato andare Yates sarebbe stato lo stesso. A posizioni invertite ovviamente. Non si é mai ben capito perché non lo hanno inseguito. Ricorda che i soliti anti-UAE sono andati avanti per mesi a dire quanto sono stati incompetenti i direttori sportivi di Del Toro. Delle due una: o é stata incompetente la UAE o é stata un'impresa. Troppo comoda girarla a seconda di come conviene.

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