BRENNER: «SI VIVE PER GIORNATE COME QUESTA»

VUELTA | 05/09/2026 | 19:34
di Francesca Monzone

La Tudor Pro Cycling aspettava da tempo una giornata come questa. È arrivata sulle rampe della Sierra de la Pandera, al termine della quattordicesima tappa della Vuelta a España, grazie a Marco Brenner. Il ventiquattrenne tedesco ha regalato alla squadra la prima vittoria di tappa in un grande giro, firmando un successo importantissimo al termine di una battaglia combattuta fino agli ultimi metri.


Per Brenner, però, questa vittoria rappresenta qualcosa di ancora più importante. Il tedesco sta vivendo una seconda parte di stagione semplicemente straordinaria. Dopo aver conquistato ad agosto il Giro di Polonia, oggi è riuscito a mettere il proprio nome anche tra i vincitori di una tappa della Vuelta, completando una trasformazione che negli ultimi mesi ha assunto proporzioni sempre più importanti.


Sulla salita finale, Brenner ha dovuto affrontare uno degli uomini più forti della fuga: Santiago Buitrago, colombiano della Bahrain Victorious e attuale leader della classifica degli scalatori. I due sono rimasti davanti quando la strada ha iniziato a diventare sempre più dura e il gruppo dei battistrada si è progressivamente assottigliato.

Buitrago ha provato a fare la differenza nell'ultimo chilometro con una potente accelerazione. Brenner, però, non ha ceduto. Ha risposto immediatamente, ha lasciato che il colombiano prendesse qualche metro e poi è riuscito a riportarsi sulla sua ruota proprio quando il traguardo ormai era vicinissimo.

A quel punto è iniziato un duello a due. Brenner ha aspettato, senza sprecare energie, fino al momento giusto. Poi ha lanciato la sua volata e ha superato Buitrago, tagliando per primo il traguardo sulla Sierra de la Pandera.

Una vittoria costruita con intelligenza, coraggio e soprattutto con la capacità di credere nelle proprie possibilità anche dopo una Vuelta iniziata tutt'altro che nel migliore dei modi.

«Fino ad ora non mi sentivo in forma. Ho avuto qualche problema di salute all'inizio della corsa e sono caduto. Quindi volevo davvero dimostrare a me stesso, ma anche ai miei compagni di squadra, che hanno lavorato duramente per me per tutto il tempo, che posso competere ai massimi livelli».

Il tedesco ha voluto condividere immediatamente il merito del successo con la Tudor. Anche nella giornata più importante, infatti, Brenner non era solo. «Anche oggi avevo con me due dei miei compagni di squadra. Hanno fatto un lavoro fantastico. Sull'ultima salita ho avuto la sensazione di avere lo scatto giusto. Ho iniziato a crederci. Ho fatto l'attacco».

Poi il momento più difficile. Buitrago ha reagito e per qualche istante sembrava poter essere lui l'uomo destinato a conquistare la vittoria. «Santiago mi ha superato, ma sono riuscito a recuperare e alla fine l'ho battuto in volata».

È il racconto di una rimonta che vale molto più di una semplice vittoria. Perché Brenner ha dimostrato di avere la lucidità necessaria per gestire una situazione complicata, senza farsi prendere dal panico quando l'avversario ha accelerato nel momento decisivo.

«Si vive per giornate come questa. Non sono molti i ciclisti che hanno vinto una tappa in un grande giro, e aggiungere questo al mio palmarès è davvero incredibile».

La vittoria di Brenner entra anche nella storia della Tudor Pro Cycling. La squadra svizzera, nata con ambizioni sempre più importanti nel panorama internazionale, ha finalmente conquistato la sua prima vittoria di tappa in un Grande Giro.

Un traguardo che arriva proprio grazie a un corridore che, soltanto poche settimane fa, aveva già mostrato di essere in una condizione speciale vincendo il Giro di Polonia.

Brenner ha trovato la continuità e la fiducia che forse gli erano mancate in precedenza. La Vuelta gli ha offerto un'altra occasione e il tedesco l'ha sfruttata nel modo migliore possibile: resistendo sulla salita, rispondendo a Buitrago e poi dimostrando di avere ancora abbastanza energie per vincere lo sprint finale.

La Sierra de la Pandera, dunque, non ha soltanto incoronato un nuovo vincitore di tappa. Ha consacrato una squadra e un corridore.


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