LE RIVELAZIONI DI BOONEN. «DA RAGAZZO SONO STATO VITTIMA DI MOLESTIE, PER LE DONNE ERO UN PEZZO DI CARNE»

NEWS | 02/09/2026 | 08:15
di Francesca Monzone

Tom Boonen rompe il silenzio e durante una trasmissione televisiva ha raccontato: «Le donne mi pizzicavano i glutei. Ero considerato un pezzo di carne»


Per molti anni è stato un argomento difficile da affrontare, quasi un tabù. Nel ciclismo, come nello sport in generale, si è parlato spesso di sessismo, molestie e comportamenti inappropriati nei confronti delle donne. Molto più raramente, invece, si è raccontato ciò che può accadere agli uomini. A riportare il tema sotto i riflettori è stato Tom Boonen, una delle figure più importanti del ciclismo fiammingo degli ultimi vent'anni, che ha deciso di raccontare pubblicamente alcune esperienze vissute durante la sua carriera.


L'ex campione del mondo è stato ospite di “Happy Hour”, il nuovo programma di Ruben Van Gucht trasmesso dall'emittente fiamminga VTM. Durante l'intervista, Boonen ha parlato senza mezzi termini di alcuni episodi di comportamento sessuale inappropriato che lo hanno coinvolto quando era ancora molto giovane e stava diventando una delle grandi stelle del ciclismo internazionale.

«Le donne mi pizzicavano i glutei prima della partenza delle gare. In quel momento, sei semplicemente considerato un pezzo di carne», ha raccontato Boonen senza censure.

Parole forti, pronunciate da un campione che per anni è stato uno degli uomini più conosciuti del gruppo. Boonen, quattro volte vincitore della Parigi-Roubaix tra il 2005 e il 2012 e campione del mondo a Madrid nel 2005, ha spiegato che gli episodi non si limitavano a qualche gesto scherzoso o a semplici complimenti, ma che spesso lo mettevano in imbarazzo, portandolo a subire senza riuscire a reagire.

«Avevo circa 21 anni quando sono diventato famoso. Spesso si trattava di donne tra i 45 e i 50 anni». Il fiammingo ha raccontato anche di essere stato palpeggiato all'inguine, sottolineando quanto fosse difficile, soprattutto per un giovane uomo, trovare il coraggio di dire pubblicamente che determinati comportamenti lo mettevano a disagio.

«Quando dici che ti dà fastidio a 25 anni, la gente ti prende in giro». Ed è proprio questo uno degli aspetti più delicati della testimonianza di Boonen. Il problema non riguarda soltanto il gesto in sé, ma anche la percezione sociale che spesso accompagna le molestie quando la vittima è un uomo. In un ambiente nel quale l'atleta viene rappresentato come forte, sicuro e sempre pronto a scherzare, ammettere di essersi sentito violato o infastidito può diventare particolarmente complicato.

La notorietà, inoltre, sembra trasformare il corpo dell'atleta in qualcosa di pubblico, quasi fosse parte dello spettacolo. Ma un corridore, anche quando diventa un'icona, rimane una persona e il suo corpo non diventa automaticamente disponibile agli altri.

La testimonianza di Boonen arriva in un momento nel quale il tema della sessualizzazione dei ciclisti è tornato al centro dell'attenzione anche durante la Vuelta a España.

Dopo la vittoria di Tadej Pogacar nella cronometro di apertura, un'influencer aveva rivolto al campione sloveno alcune domande e commenti che hanno suscitato numerose reazioni. Tra le frasi pronunciate nei confronti del corridore c'era anche l'appellativo “Pogachita”, accompagnato dalla domanda: «Perché iperventili ogni volta che mi vedi?».

Pogacar, visibilmente infastidito, aveva risposto con una battuta: «Respiro 24 ore su 24».

La vicenda ha provocato discussioni anche tra gli addetti ai lavori. La giornalista di Eurosport Spagna Laura Meseguer ha definito i commenti sessisti e ha criticato il modo in cui la situazione era stata gestita. Successivamente, all'influencer è stato vietato l'accesso al percorso della Vuelta.

Al di là del singolo episodio, la questione sollevata è più ampia: fino a che punto è accettabile trasformare un atleta in un oggetto di commenti sul proprio corpo, sul proprio aspetto o sulla propria sessualità?

Le parole di Boonen aggiungono una prospettiva spesso ignorata. Il problema delle molestie non dipende dal sesso della vittima. Una donna può essere vittima di comportamenti sessualmente inappropriati, così come può esserlo un uomo. La differenza, spesso, sta nella disponibilità a riconoscere il problema e nella possibilità per chi lo subisce di raccontarlo senza essere ridicolizzato.

Boonen ha scelto di farlo molti anni dopo quegli episodi, quando ormai la sua carriera appartiene alla storia del ciclismo. E proprio per questo la sua testimonianza assume un peso particolare.

A 21 anni era già diventato una star. Il suo nome era ovunque, le vittorie lo avevano trasformato in un idolo e migliaia di persone volevano avvicinarsi a lui. Ma dietro il campione c'era comunque un ragazzo che, come ha raccontato, poteva sentirsi a disagio davanti a determinati comportamenti.

Il successo non cancella il diritto alla propria privacy. E un corpo allenato, esposto e ammirato sulle strade delle corse non è un corpo a disposizione del pubblico.

La confessione di Tom Boonen arriva dunque come una riflessione importante sul mondo dello sport: parlare di rispetto significa farlo per tutti, senza distinzione. Perché una molestia non diventa meno grave soltanto perché la vittima è un uomo, così come un commento sessista non smette di essere tale quando viene rivolto a un campione celebrato da milioni di tifosi.

Dopo anni trascorsi sotto i riflettori, Boonen ha scelto di raccontare una parte meno conosciuta della propria esperienza. E quella frase, «sei semplicemente considerato un pezzo di carne», resta forse il passaggio più significativo della sua testimonianza: dietro ogni atleta, prima ancora del campione, c'è una persona che merita rispetto. 


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COMMENTI
Al solito
2 settembre 2026 08:55 Angliru
Si parla di X per arrivare a Y

Comunque lo chiamava Pogachitar (non come scritto da Lei)

https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/08/24/1787576849/cycling-vuelta-a-espana-influencer-controversy-feminism-in-sport?lang=en


Ottimo articolo
2 settembre 2026 09:26 runner
Concordo in pieno. Complimenti a Boonen per l'onestà e la sincerità e all'articolista. E' ora di vedere la realtà nel giusto modo, uniformando diritti e rispetto verso le donne (come è giusto che sia), ma non dimenticando che anche gli uomini hanno lo stesso diritto di rispetto. E spesso questo non viene ricordato o riconosciuto.

Angliru
2 settembre 2026 09:57 AIbertone
Anche oggi capricci degli utenti insofferenti a un certo corridore. Se la notizia e X e ti importa X perché non commenti quello? Finisci per alimentare il tema Y che non vuoi che sia nominato.

Piccole differenze
2 settembre 2026 10:28 CarloBike
Se a Boonen hanno messo le mani addosso, mi pare ben diverso dalle battute sull'iperventilazione fatte dalla Signorina Erola.
Non vedo nessuna correlazione e mi sembra che questo discorso dell'influencer sia amplificato da qualche donna nell'ambiente, come una ripicca.

Angliru
2 settembre 2026 13:40 Ottavo Pianeta
Al massimo si parla di X e Y dato che i due aspetti sono correlati.

Ronde2013
2 settembre 2026 14:01 Drew70
Sagan si esibì in mondovisione nel 2013, lo facesse oggi verrebbe *ucil@to direttamente sul 2° gradino del podio

CarloBike
2 settembre 2026 14:45 BuIlet
certo che non vedere il nesso é segno di forte miopia intellettuale. La butto lì... avessero intervistato nello stesso modo un Van Aert allora il nesso sarebbe stato chiaro? Certe critiche appaiono sempre se si osa parlare di un certo ciclista biondo attualmente infortunato. Sarà un caso. Di certo sono contributi che fanno cadere le braccia.

BuIlet
2 settembre 2026 17:42 Arrivo1991
E' segno di forte miopia intellettuale, inventarsi ipotesi su interviste a Van Aert.
Sarà un caso, ma citi sempre o Van Aert o Vingegaard o Evenepoel nelle tue ipotesi da bar.
Sarà un caso.
Ah, oggi ha vinto un Visma, puoi tornare a commentare che la Vuelta è noiosa.

BuIlet
2 settembre 2026 18:52 titanium79
Te la spiego :
Tra fare delle battutelle stupide e metterti le mani addosso, ce ne passa.
Almeno per il codice penale dello stato dove vivi.
Una (verbale) si chiama molestia, una (fisica) si chiama violenza.
Prima di parlare, studia che non sapere nemmeno di che cosa si parla è grave.
Doppiamente grave se si vuole associare le cose per pura ignoranza in materia.
Se poi, per darti ragione ci abbini il nome di Van Aert, significa proprio che sei alla frutta.

titanium79
3 settembre 2026 09:13 CarloBike
Ma cosa vuoi che sappia ? Commenta tutto a caso, tirando dentro anche altri corridori, giusto per far polemica.
Una polemica sempre ben pilotata.

povero Pogi
3 settembre 2026 09:28 AIbertone
chissà perché qualche utente lo odia così tanto, basta nominarlo e vanno all'attacco

Bullet
3 settembre 2026 09:50 titanium79
Te lo rispiego, visto che parli di "odio". Non hai capito nemmeno la differenza tra molestia e violenza, ma di cosa vuoi parlare ?
Inutile fare frasi fatte, così fai tripla figura.

Titanium
3 settembre 2026 10:06 BuIlet
temo che sia tu a non aver capito che il nesso é che sono entrambi comportamenti che riguardano la sfera sessuale. Saltate tutti come molle solo perché si cita Pogacar che vedete come il fumo negli occhi. Siete come i cani di Pavlov, uno dice Pogacar e voi abbaiate con la schiuma alla bocca. Puntuali come le zanzare d'estate.

BuIlet
3 settembre 2026 10:31 Arrivo1991
I cani di Pavlov, a differenza di te, capiscono se si parla con loro.
Titanium79 cita la parola odio, non scritta da te, e rispondi tu.
E chiaro che ti sei confuso con gli account.
Altro che i cani di Pavlov !!!!

@ Bullet
3 settembre 2026 10:44 Greg1981
Trova le differenza :

Anche oggi
4 marzo 2026 17:44 Eli2001
i soliti 4 commentatori permalosi che scrivono lamentele, lamentele, lamentele... Ma perché non scrivere solo del piccolo ciclismo di paese? Ogni parola su Visma, Van Aert, Vingegaard, Remco, Pogacar per questi signorini va corretta, censurata, precisata. Ogni santo giorno, sempre uguali, puntuali come le zanzare d'estate.

https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/03/04/1772577433/ciclismo-wout-van-aert-ename-samyn-classic-sabotaggio-sfortuna

Arrivo1991
3 settembre 2026 11:28 BuIlet
Due persone diverse che hanno usato lo stesso modo di dire. Come quelli che in gruppo citano vecchi articoli con la stessa identica grafica o quel gruppo che non mette lo spazio dopo la virgola. Ci vedi un nuovo complotto?

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