GATTI & MISFATTI. UNA CADUTA ROMPE UN OSSO, MA NON ROMPE L'INCANTESIMO

VUELTA | 29/08/2026 | 19:25
di Cristiano Gatti

Gli era già successo anni fa alla Liegi, poteva succedere in qualunque momento, è successo con la Vuelta in tasca. Sono i rischi del mestiere, in particolare del mestiere di extraterrestre, per cui sai che a batterti non sarà più un tuo simile, ma il caso, o il caos, comunque un'avversa congiunzione astrale.


Teddy ci va giù pesante e dopo la caduta appare in modalità cristoincroce, chiunque a colpo d'occhio lo fermerebbe senza un attimo di dubbio, è letteralmente conciato da sbattere via. Più di tanti trionfi sul traguardo, probabilmente in chiave simpatie umane varrà questa icona di fragilità e di sofferenza. Il ciclismo è ambiente leale, anche chi tifa contro, davanti a questi fatti, sa fermarsi e rispettare.


Può sempre succedere. Succede. Non a caso si dice che un grande Giro non è mai finito davvero, neppure quando i Teddy li hanno già portati in banca a suon di vittorie e di distacchi, loro per primi, i Teddy, mettono su il disco che può succedere di tutto, il giro è ancora lungo, basta in niente per buttare giù la casa.

Così è, così è stato mille volte, così anche stavolta. D'altra parte, i Teddy sanno che il vero avversario è solo questo, lo stellone che a un certo punto si annoia e si mette di traverso, anche solo per il gusto di smuovere un po' le acque. E non c'è strategia che tenga.

C'è da dire che ultimamente sembra girare una forma quasi virale di scalogna nera, almeno in questi circoli degli invincibili: vedi Sinner che ne ha sempre una, vedi l'eroica Brignone di nuovo sotto i ferri, vedi lo stesso Alcaraz. A quei livelli, di scontato c'è solo il talento inarrivabile. Ma la variabile impazzita, che nessuno può controllare, molto più scaltra di qualunque rivale, è sempre pronta a tendere l'imboscata.

Drammatizzare? Non è proprio il caso. Teddy vincerà la Vuelta, se lo vorrà, quando lo vorrà. E comunque questo ritiro non sposta di un millimetro il giudizio e la reputazione di ciclista più grande di sempre, anche se è solo a metà carriera.

Adesso non è il caso di frignare e di farla tanto lunga, è il caso di guarire bene, senza inutili frette, e riprendere in mano il lavoro da dove l'ha lasciato, fosse pure che si ritrovi costretto a riprenderlo l'anno prossimo. Anche quando si entra nella zona d'ombra del successo, anche quando appare l'altra faccia della luna, il campione deve essere campione: dopo aver battuto tutti gli avversari, deve battere l'umana tentazione del pessimismo e della depressione. Una caduta è ciclismo come la bicicletta e come la salita. E' parte essenziale di questa professione. Quando arriva, bisogna prenderla e portarla a casa. Non dico serenamente, ma con il giusto equilibrio, sfruttandola come stress test per la propria personalità, la propria indole, il proprio temperamento. Una caduta può rompere un osso, non può rompere l'incantesimo. Certo questa costa una Vuelta, ma credo che la vittoria svanita sia l'ultimo dei problemi. Teddy è patrimonio Unesco, deve tornare come nuovo, questo solo conta. Non è una Vuelta in più o in meno a interrompere la leggenda.


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COMMENTI
Un bel problema (vostro)
29 agosto 2026 22:40 Craven
Il problema adesso è di chi intorno a Pogi ha creato il deserto e non saprà più cosa dire per portare seguito nei prossimi mesi. Limiti di aver sposato senza freni la causa del ciclismo ridotto a un nome.

deve battere l'umana tentazione del pessimismo e della depressione
29 agosto 2026 22:43 Greg1981
Depressione...no vabbè.

Craven
30 agosto 2026 00:16 Ottavo Pianeta
Commento penoso e imbarazzante.

Ottavo Pianeta
30 agosto 2026 11:41 CarloBike
Ti faccio una domanda. Paesi Baschi 2024, Evenepoel ko, Roglic ko, Vinge ko ( e indotto in coma).
Tu ti ricordi 50 articoli al riguardo ? Io no.
Addirittura a quel Tour del 2024, si arrivò ad ipotizzare che il danese non avesse subito un infortunio così serio.
Auguro di cuore a Pogacar di essere apposto domattina, ma due domande su che cosa è il giornalismo sportivo di oggi, me le faccio.

Dissento da Gatti
30 agosto 2026 11:52 seankelly
Vorrei argomentare il mio dissenso su gran parte del contenuto dell'articolo.
Punto primo: sulla considerazione che, in questo momento, sembra ci sia “una forma quasi virale di scalogna nera, almeno in questi circoli degli invincibili”, c’è da obiettare che gli incidenti e le cadute, purtroppo, ci sono sempre state in tutti gli sport. Dobbiamo fare il lungo elenco delle morti in Formula 1? Oppure, per tornare al nostro sport, come non dimenticare la caduta da un ponte (sic) del mitico Gino Bartali al Tour 1937 (che altrimenti avrebbe portato a casa firmando, lui per primo nella storia, la straordinaria doppietta Giro-Tour); la drammatica caduta di Luis Ocana al Tour 1971, dopo l’epica impresa di Orcières Merlette ai danni del cannibale Merckx; ed ancora la caduta a mille all’ora di Rik Van Linden e Freddy Maertens al Mugello (Giro d’Italia 1977), che di fatto interruppe la strepitosa bulimia di vittorie dell’allora campione del mondo e ne limitò il resto della carriera (dopo il Mugello, per una congiuntura di fattori, Maertens non fu più lo stesso).
Punto secondo: “questo ritiro non sposta di un millimetro il giudizio e la reputazione di ciclista più grande di sempre, anche se è solo a metà carriera.” Ci risiamo, sempre la solita storia. Merckx ha convissuto per oltre 40 anni con il mito di Coppi, pur avendone superato il palmarès in lungo e in largo. Ora, è già stato superato da Pogacar. Proprio non viene digerita la supremazia del belga. Lo sloveno è indubbiamente, ad oggi, il secondo ciclista più vincente di sempre (come grandi successi). Magari, diverrà il più vincente, non lo nego, ma ad oggi è ancora il SECONDO. Per raggiungere Merckx gli mancano: 5 Grandi Giri (4 Giri d’Italia e 1 Vuelta), 6 classiche Monumento e 1 Mondiale (12 grandi vittorie). Poche, pochissime?... Lo vedremo. Sicuramente, Pogacar non è “a metà carriera”. Considerando ormai chiuso il 2026, l’anno prossimo avrà 29 anni e le otto stagioni fantastiche già messe in archivio (2019-26) sono e saranno già gran parte della sua parabola. Al momento, non si sa se chiuderà nel 2030 o ’31, quindi… sempre se non cambierà idea. Quando vinci sempre è tutto bello, ma se qualcuno ti fa assaggiare la sconfitta, specie per uno imbattibile come lui (ne sa qualcosa Merckx) il discorso cambia. Vedremo.
Punto terzo: appunto per la grandezza di Tadej Pogacar, non è forse giunta l’ora (veramente da un bel pezzo!) di evitare di chiamarlo sempre “Teddy”? Pogacar è giustamente patrimonio del ciclismo, dell’umanità. Perché sempre il riferimento a Eddy? Merckx è stato Merckx (ad oggi, ripeto ad oggi, ancora il più grande e più vincente di tutti i tempi), Pogacar è Pogacar!

A proposito di numeri....
30 agosto 2026 13:16 marcodlda
“questo ritiro non sposta di un millimetro il giudizio e la reputazione di ciclista più grande di sempre, anche se è solo a metà carriera.”
Quando si parla di confronti fra campioni di altri tempi (a mio avviso improponibili) e si sciorinano numeri e dati, solamente per i loro record ricordiamo che Bartali (classe 1914) ha vinto il primo Giro d’Italia nel 1936, ultimo giro nel 1946, il primo Tour nel 1938, secondo Tour nel 1948. Coppi (classe 1919) il primo Giro nel 1940, ultimo Giro nel 1953, primo Tour nel 1949, secondo Tour nel 1952. Causa la guerra non furono fatti 5 Giri (1941, 42,43, 44, 45) 7 Tour (1940, 41, 42,43, 44, 45, 46) e tutte le varie classiche… a voi che vivete di numeri fate un po’ di calcoli statistici…

Craven
30 agosto 2026 13:32 Angliru
Trasformare tutto in articoli è un arte. È uscito addirittura un sunto delle cadute di ieri.Come fosse una novità.
Auguri a Pogacar .

marcodlda
30 agosto 2026 14:35 AIbertone
significa che avrebbero vinto più di Pogacar? Allora anche io, non ho corso ma se avessi corso avrei spaccato il mondo. Grazie al...

Per Albertone
30 agosto 2026 15:17 marcodlda
tu guardi il dito che ti indica la luna, cerca di guardare la luna la luna...
vabbè... la botte dà il vino che ha...!

marcodlda
30 agosto 2026 15:53 AIbertone
non hai risposto, del resto non avevo dubbi

marcodlda
30 agosto 2026 16:03 ghisallo34
Purtoppo il suo è un lavoro. Deve dire pur qualcosa....

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