TARLING. IL TERZO POSTO, LA MAGLIA BIANCA E LA SCELTA DI CORRERE PER RICOMINCIARE

VUELTA | 23/08/2026 | 08:29
di Francesca Monzone

Ci sono giorni in cui il ciclismo smette di essere soltanto sport. Diventa un rifugio, un modo per provare a mettere ordine nel dolore, per trovare qualche ora di normalità quando tutto intorno sembra essere crollato. Per Joshua Tarling, la cronometro di Monaco, prima tappa della Vuelta a España, è stata soprattutto questo.


Il ventiduenne gallese si è presentato al via della corsa spagnola pochi giorni dopo la tragedia che ha sconvolto la sua famiglia e l'intero mondo del ciclismo: la morte del fratello minore Finlay, appena 19 anni, promettente ciclista, investito  durante il Giro del Portogallo. Una notizia terribile, arrivata proprio mentre Joshua avrebbe dovuto prepararsi a uno dei grandi appuntamenti della sua stagione.


Non perché il dolore fosse passato o per dimenticare, Joshua Tarling ha pensato che tornare sulla bicicletta fosse il solo modo per rialzarsi dopo il dramma.  

E così, sulle strade di Monaco, ha trasformato una settimana impossibile in una prestazione straordinaria: terzo posto nella cronometro di 9,4 chilometri, appena quattro secondi dietro Tadej Pogacar, vincitore della tappa, e alle spalle anche di Ethan Hayter. Un risultato che gli ha consegnato la maglia bianca di miglior giovane e che assume un valore completamente diverso se si guarda a ciò che è accaduto nei giorni precedenti.

«Cosa significa questo per me? Non molto», ha detto Tarling dopo il traguardo, quasi a voler ridimensionare il risultato davanti a qualcosa di infinitamente più grande. «Sono comunque contento della mia prestazione, e soprattutto del fatto che posso concentrarmi su altre cose nella mia vita. Sono felice e, soprattutto, molto grato alla mia squadra per avermi permesso di venire qui a gareggiare. Ho dato tutto in bici. Ovviamente le gambe non erano al meglio, ma è andata comunque abbastanza bene».

Finlay aveva soltanto 19 anni. Era un giovane corridore, con lo stesso amore per la bicicletta che aveva accompagnato Joshua fin dall'infanzia. La sua vita si è spezzata durante l'ottava tappa del Giro del Portogallo, quando è stato investito da un veicolo entrato sul percorso. Una tragedia che ha lasciato senza parole la famiglia Tarling e che ha scosso profondamente anche tutto il ciclismo.

Come se non bastasse, Joshua ha dovuto fare i conti anche con la recente scomparsa del nonno. Una settimana segnata da due lutti, due ferite difficili persino da raccontare.

In un momento del genere, la partecipazione alla Vuelta sembrava tutt'altro che scontata. Eppure Tarling ha voluto esserci. La decisione, secondo quanto spiegato dal team manager Geraint Thomas, è arrivata soprattutto dal corridore stesso, che fin dall'inizio aveva manifestato la volontà di tornare a correre.

La squadra non ha fatto altro che accompagnarlo nella sua scelta, mettendogli a disposizione tutto il sostegno possibile. Perché a volte anche la normalità può diventare una forma di aiuto.

Geraint Thomas, ex corridore e oggi direttore sportivo, conosce bene il valore che può avere il ritorno alla routine dopo un momento traumatico. «È stato fantastico riaverlo qui. Voleva davvero tornare a correre e al suo lavoro quotidiano, ritrovare un po' di stabilità nel percorso e con la squadra, e far sì che tutto procedesse il più normalmente possibile», ha spiegato Thomas.

Non era necessario chiedergli di essere un eroe. Non era necessario aspettarsi da lui una grande prestazione. Bastava permettergli di essere ancora Joshua, il corridore che sale sulla bicicletta e pedala.

«Non potete immaginare cosa abbia passato quel ragazzo la scorsa settimana. Riuscire a fare una prestazione del genere dopo una settimana come quella è incredibile. Dimostra la sua classe, come atleta e come persona. Cercheremo di mantenere tutto il più normale possibile e di supportarlo al meglio delle nostre possibilità».

Tarling ha affrontato i 9,4 chilometri della cronometro inaugurale con una concentrazione impressionante. Non era possibile sapere quanto avrebbe potuto incidere sul rendimento la settimana appena trascorsa. Ma quando il cronometro si è fermato, il suo nome era lì, davanti a quasi tutti e con la maglia bianca sulle spalle.

Un risultato che, in condizioni normali, sarebbe stato celebrato come una delle grandi prestazioni della giornata. In questo caso, invece, assume un significato più intimo.

Tarling non ha cercato spiegazioni tecniche, non ha parlato di watt, di aerodinamica o di strategie. Ha semplicemente detto di aver dato tutto. «Ho dato tutto in bici», ripete.

La corsa spagnola è appena cominciata e nessuno può sapere cosa accadrà nei prossimi giorni. Tarling dovrà affrontare montagne, trasferimenti, fatica e tre settimane di gara. Avrà momenti difficili, inevitabilmente. Avrà anche momenti nei quali il pensiero tornerà a casa.

Ma ora è qui, con la maglia bianca sulle spalle, con una squadra che ha scelto di proteggerlo e con una bicicletta che, almeno per qualche ora, gli ha permesso di concentrarsi su qualcosa di diverso dal dolore e di tornare a guardare avanti.


Copyright © TBW
COMMENTI
No mollare
23 agosto 2026 09:31 Angliru
Penso che chiunque, tifa per te in questo momento

Dai
23 agosto 2026 09:34 frankie56
Joshua. Non riesco neanche ad immaginare quanti ricordi gli siano passati nella mente in quei 9 km. Bravo chi gli ha permesso di correre. La fatica, il gruppo, la gente lo aiuteranno in questo momento così brutto della sua vita e quella dei suoi genitori. Dai Joshua.

Riflettete
23 agosto 2026 10:06 Craven
Esempio perfetto del tempo attuale, dove dev'essere messo tutto da parte, che riguardi ovviamente il singolo, e non per niente viene esaltato come la cosa migliore.

Applausi
23 agosto 2026 10:09 LucaVi
Solo applausi per lui...

frankie56
23 agosto 2026 11:49 Arrivo1991
Penso che il bravo vada solo a lui, non a chi gli ha permesso di correre.
Ha detto bene Quintana ieri, spiegando il perchè è rimasto a casa, visto che le squadre sono aziende.

Craven
23 agosto 2026 15:25 Ottavo Pianeta
Anche in questo caso continui per la tua strada senza conoscere i fatti. Hai letto le sue parole? Quelle della squadra? L'opinione dei genitori?
Fare sciacallaggio per portare avanti la tua personale battaglia contro il ciclismo è assurdo.

Craven
23 agosto 2026 18:29 BuIlet
sarebbe cortese esprimere pensieri di senso compiuto in lingua italiana, capisco la difficoltà di qualche utente ma magari chatgpt aiuta, provaci Craven

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ultimi scampoli di stagione agonositicache sulle strde italiane: oggi si corre il Giro del Veneto. Partenza dalla splendida Piazza Bra a Verona e traguardo posto dopo 167 chilometri a Vicenza, davanti al Santuario di Monte Berico. per seguire il racconto...


Tadej Pogacar e Demi Vollering sono stati i padroni assoluti di questa stagione. Ma non solo loro hanno appassionato i tifosi e tra i protagonisti del 2026 dobbiamo ricordare Paul Seixas e il ritorno di Van Aert tra i vincitori...


Quella che è prossima a concludersi non è stata sicuramente una stagione delle più indimenticabili per Juan David Sierra. Il giovane portacolori azzurro della Tudor Under 23 ha infatti dovuto convivere per buona parte dell’anno con una serie di problemi...


Le gambe: infangate, sui pedali, la sinistra che ha appena affondato il colpo, la destra pronta a compiere il suo dovere. I pantaloncini: neri, la scritta Bartali, tutta maiuscola, bianca. Le mani: nei guanti, alte sul manubrio. Il busto: avvolto...


Lunedì sera al Teatro Artè di Capannori, sono stati 11 i campioni premiati con la prestigiosa Sfinge d'Oro, coniata dall'artista lucchese Giampaolo Bianchi: Luca Lucaroni, Matteo Tagliariol, Valentina Rodini, Gianpiero Marini, Carlo Muraro, Walter Alfredo Novellino, Rolf Sorensen, Glenn Magnusson,...


A inizio anno vi abbiamo illustrato la quarta edizione del GP Ciclismo Oggi e Domani, la challenge che comprende corse giovanili in Lazio, Puglia, Basilicata, Campania e Abruzzo, organizzata da un gruppo di 37 volenterosi che, di tasca propria e...


Podio tutto olandese nel cronoprologo dell’Eneco Tour Women, una prova di 3, 1 chilometri disputata sulle strade di The Hague. A imporsi è stata Lieke Nooijen (Visma Lease a Bike), che ha fermato il cronometro sul tempo di 3'51"....


Lo svedese Jakob Söderqvist, giovane talento della Lidl Trek, ha vinto il prologo dell'Aia - la distanza era di 3, 1 km - che ha aperto questa sera l'Eneco Tour. Söderqvist ha pedalato alla media di 52, 56 kmh e ha...


Cinque minuti per porre l’accento sulla sicurezza, cinque minuti di ritardo del via de Il Lombardia per far sentire la propria voce. Difatti, dopo qualche minuto, il microfono è passato nelle mani di Remco Evenepoel che ha parlato a nome...


L’ultima gara della stagione dilettanti 2026 in Toscana è stata la 74^ Coppa del Mobilio, la classica che dal 1958 si corre a Ponsacco con la formula della gara in linea al mattino e della crono pomeridiana per i...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra