Chiamiamolo il chilometro Egan Bernal. La frazione conclusiva del Tour de l’Avenir, mercoledì 26, da Strambino a Ceresole Reale (Lago Serrù), transiterà anche a Buasca, frazione di San Colombano, località che ha ospitato un giovanissimo Egan Bernal. E’ qui che il campione colombiano ha preparato l’impresa che gli valse il successo finale dell’edizione del 2017, soli due anni prima della storica (per il suo Paese) affermazione alla Grande Boucle.
Maturata mica lontano da Ceresole, anche se la Saint-Jean-de- Maurienne-Tignes venne neutralizzata all’Iseran (sul versante opposto del Gran Paradiso), causa caduta di una frana. Bernal vestiva la maglia della Androni Sidermec Bottecchia ed era approdato in questo angolo, piuttosto remoto, di Canavese, grazie ai buoni uffici del suo scopritore Gianni Savio e del direttore sportivo Giovanni Ellena.
“il passaggio del Tour de l’Avenir fa scaturire bei ricordi: già nel 2016 Egan fu quarto, arrivò a Buasca a giugno ancora 19enne. Appariva subito un ragazzo molto maturo. Quindi l’acuto dell’anno seguente gli valse il contratto con la Sky ed una consacrazione meritatissima” racconta Vladimir Chiuminatto, che a San Colombano vive, figura attivissima nella promozione del ciclismo giovanile (direttore sportivo della storica Sc Madonna di Campagna), prezioso organizzatore del memorial Angelo Conterno, in programma il prossimo 5 settembre.
Ma torniamo a Bernal: “le sue qualità si intravedevano da subito, era un piacere vederlo allenarsi su queste strade che saranno anche affrontate mercoledì, l’erta di Prascorsano con scollinamento al km 70, 3,3 km al 6,7 per cento. Ovviamente uno scalatore come lui avrebbe gradito eccome l’ascesa di Lago Serrù, che conosce a menadito: Ellena lo portò lassù per il primo allenamento”.
Chiuminatto, un pò fratello maggiore di Bernal, affida delle curiosità: “Personalmente, in preda alla gioia, mi ricordo a Tignes alla premiazione, mentre veste il giallo. Lo avevo già visto vincere l’Avenir nel 2017 a Les Saises. Egan si integrò benissimo all’Hotel RIstorante di Buasca, insieme alla colonia dei sudamericani tra cui Rivera, Sosa, Restrepo: aveva appena compiuto vent’anni quando vinse la corsa che lo lanciò sulla grande ribalta. Ma era arrivato nel nostro paesino già l’anno prima. Del campione colombiano ho sempre ammirato la leadership e sono orgoglioso della nostra amicizia".
Bernal, per quanto riguarda gli anni recenti, ha aperto una serie di affermazioni al Tour dei giovani da parte di corridori poi capaci di conquistare la Grande Boucle (Pogacar) o di salire sul podio (Del Toro).
Discesi su Courgnè, i ciclisti imboccheranno la Valle Orco, verso il cuore del Gran Paradiso, strada provinciale ad alta frequentazione di pedalatori, diretta al Nivolet, raggiungendo il traguardo del Serrù affrontato dal Giro del 2019. E qui, a Locana, l’omaggio ad un altro vincitore del Tour, il primo, vale a dire Maurice Garin, la cui mamma (Maria Teresa Ozello) era originaria del piccolo centro canavesano.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.