VUELTA, POGACAR TORNA DOVE TUTTO E' COMINCIATO...

VUELTA | 20/08/2026 | 08:30
di Francesca Monzone

Cinque volte vincitore del Tour de France (2020, 2021, 2024, 2025 e 2026) e due volte secondo (2022 e 2023), oltre che vincitore del Giro d'Italia (2024), Tadej Pogacar deve ancora aggiungere La Vuelta al suo palmarès di Grandi Giri. Ecco perché questo fine settimana si schiera al via a Monaco per il suo decimo Grande Giro, a soli 27 anni. Eppure è proprio la corsa spagnola quella che lo ha lanciato nella sua impresa di conquistare le corse a tre settimane.


Il prodigio sloveno, vincitore del Tour de l'Avenir 2018, non avrebbe dovuto partecipare a nessun Grande Giro nella sua prima stagione da professionista. Joxean ‘Matxin’ Fernandez, il suo direttore sportivo, aveva elaborato “un piano di carriera che avevamo stabilito insieme, con 65-70 giorni di gara nel 2019, poi il Giro o la Vuelta nel 2020, a seconda della sua scelta, e il Tour de France nel 2021, per vedere come se la sarebbe cavata prima di affrontare la corsa in modo ambizioso nel 2022. Ma è un campione! È progredito molto più velocemente del previsto, quindi abbiamo dovuto modificare il piano”.


La sua vittoria al Tour of California del 2019 ha accelerato il processo. Era così giovane che gli organizzatori gli hanno negato il tradizionale brindisi con lo champagne, poiché negli Stati Uniti l'alcol è vietato ai minori di 21 anni.

La Vuelta 2019 ha visto la presenza di tre ex vincitori al via, sulle saline di Torrevieja: Alejandro Valverde, Nairo Quintana e Fabio Aru, al fianco del quale il debuttante Pogacar avrebbe dovuto imparare con l'UAE Team Emirates. Ma le cose non sono iniziate nel migliore dei modi per la squadra emiratina, che è arrivata penultima nella cronometro a squadre inaugurale, vinta dall'Astana del colombiano Miguel Angel "Superman" Lopez! Il grande favorito per quella Vuelta era Primoz Roglic, terzo al Giro ma ancora a secco di vittorie in un Grande Giro. Nella sua anteprima della corsa, El País auspicava "un vincitore giovane e audace", nominando "Superman Lopez, (Sergio) Higuita o Pogacar".

Per la prima volta nella sua storia, La Vuelta ha assegnato la maglia bianca, come negli altri due Grandi Giri, al miglior corridore sotto i 26 anni. Nel 2017 e nel 2018, al miglior giovane era stata assegnata la maglia rossa. Prima di allora, una classifica secondaria per il miglior neoprofessionista, indipendentemente dall'età, era esistita in dieci occasioni: nel 1970 e dal 1984 al 1992. Già vincitore nel 2017, Lopez era considerato il favorito, davanti ai connazionali colombiani Dani Martinez e Sergio Higuita, ai britannici Hugh Carthy e Tao Geoghegan Hart, allo spagnolo Oscar Rodriguez e "al fenomeno sloveno Tadej Pogacar", secondo un comunicato stampa degli organizzatori.

"Pogi" indossò la sua prima maglia bianca a Mora de Rubielos, in Aragona, alla partenza della sesta tappa, ma per interposta persona, dato che Lopez indossava la Roja fin dal primo giorno. Il giorno successivo, perse 51 secondi da Valverde, vincitore con la maglia iridata sulla ripida salita del Mas de la Costa. Lo spagnolo era il corridore più anziano del gruppo e lo sloveno il più giovane. Il francese Nicolas Edet indossava la maglia rossa e Lopez quella bianca, quando Pogacar conquistò la sua prima vittoria di tappa in un Grande Giro, nella nona tappa a Cortals d'Encamp, in Andorra. Un luogo che rievocherà ricordi anche nella quarta tappa di questa edizione della corsa, nel principato pirenaico.

Era giunto il momento per i media di conoscerlo. Ecco come si presentò durante il giorno di riposo: "Mi chiamo Tadej Pogacar. Vengo dalla Slovenia. È un piccolo paese dove la gente lavora sodo. Ho iniziato ad andare in bicicletta a nove anni per imitare mio fratello maggiore, perché tutto quello che faceva lui, dovevo assolutamente farlo anch'io. Lui ha smesso, ma io no. Non ho mai smesso di migliorare e, ancora oggi, sono molto contento di ciò che ho raggiunto."

A metà percorso, il dado era tratto: Roglic aveva un vantaggio di 1'52" su Valverde dopo la cronometro di Pau. Pogacar era quinto, a 3'05". A Los Machucos, una ripida salita in Cantabria (tappa 13), i due sloveni arrivarono insieme, con Pogacar che vinse la tappa e divenne per la prima volta il miglior giovane della classifica generale. Ma Lopez lo superò nuovamente a Becerril de la Sierra (tappa 18), e Pogacar si ritrovò solo quinto, a 1'18" dal podio, la mattina della penultima tappa in arrivo a Plataforma de Gredos. Indossava però la maglia verde, mentre Primoz Roglic, Sam Bennett e Alejandro Valverde, i corridori che lo precedevano in classifica, avevano altre maglie distintive. Non intimorito dai 4.500 metri di dislivello, né dalla pioggia e dal vento, dalla forte fuga o dagli sforzi dell'Astana per superare Quintana, terzo, e Valverde, secondo, Pogacar attaccò a 38 km dal traguardo e concluse con 1'32" di vantaggio sul campione del mondo, arrivato secondo.

"Credo di aver bisogno di qualche giorno per realizzare quello che ho fatto", ha detto 'Pogi' nella breve intervista. Guardando la corsa in diretta televisiva, Eddy Merckx, il più grande ciclista di tutti i tempi, capì immediatamente che quel momento era storico.

Tra la Prima Guerra Mondiale e la Vuelta 2019, solo tre corridori erano saliti sul podio di un Grande Giro prima di compiere 21 anni: Fausto Coppi, vincitore del Giro d'Italia nel 1940; Antonio Jiménez, secondo alla Vuelta nel 1955; e Giambattista Baronchelli, secondo al Giro d'Italia del 1975 con Merckx. Fino ad allora, solo un corridore aveva vinto tre tappe di un Grande Giro prima di compiere 21 anni: Giuseppe Saronni al Giro d'Italia del 1978, ma non si trattava di tre tappe di montagna. Alla Vuelta 2019, Pogacar ha aperto una nuova strada, per sé stesso e per una nuova generazione di giovani prodigi che ora cercano di sfidarlo.


Copyright © TBW
COMMENTI
Fa effetto
20 agosto 2026 11:26 Angliru
Leggere che a distanza di pochi anni Sergio Lopez e Tao Geoghegan Hart sono spariti dai radar, fa effetto

@Angliru
20 agosto 2026 18:25 Cappellaiomatto
chi è Sergio Lopez?vorrai dire Miguel Angel Lopez,che è sparito perché lo hanno squalificato per 4 anni,pur non risultando mai positivo a nessun controllo,mentre invece a un tal Froome positivo al salbutamolo (con il doppio del consentito)finì a tarallucci e vino...Tao invece dopo la caduta al Giro 2023,dove tra l'altro stava andando fortissimo, purtroppo non è più riuscito a ritornare ad un livello competitivo accettabile...

Cappellaiomatto
20 agosto 2026 20:41 Angliru
Vero. Mi era rimasto il nome Sergio da Higuita 🤣

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Alessandro Covi ha conquistato una bellissima vittoria al Giro del Veneto grazie a un coraggioso sprint lanciato da lontano sulle rampe che portano al Santuario di Monte Berico.Il ventottenne varesino attendeva da tutta la stagione il primo successo con i...


Appena cinque giorni dopo la partenza ritardata al Lombardia e la protesta portata avanti dai corridori per chiedere a UCI e organizzatori maggior sicurezza in corsa, il gruppo è tornato a fare i conti con la presenza di automobili...


Nell’intervista pubblicata questa mattina sulle pagine di tuttobiciweb dal collega Federico Guido, Juan David Sierra ha annunciato che nel 2027 cambierà squadra. La destinazione non è ancora nota ufficialmente ma, secondo le indiscrezioni che Ciro Scognamiglio della Gazzetta dello Sport...


Non è una novità, visto che Pippo è dall’anno scorso che ha introdotto nelle sue corse questo riconoscimento per i marchi delle biciclette, ma merita ugualmente un plauso. Mettere sullo stesso piano atleta e il suo mezzo di locomozione, la...


Alessandro Covi succede a Isaac del Toro nell’albo d’oro del Giro del Veneto. Il varesino della Jayco Alula festeggia la sua prima vittoria con il team australiano alla conclusione dei 167 chilometri che oggi hanno impegnato il gruppo da Verona a...


Si è conclusa sostanzialmente con una vittoria per distacco la volata che ha deciso l'esito della prima tappa dell'Eneco Tour 2026. A conquistarla, risultando assolutamente inavvicinabile sul rettilineo conclusivo della Ede-Ede di 120 chilometri, è stato Tim Merlier che con tre...


L'Italia vola in finale per l'oro con il quartetto dell'inseguimento maschile e nelle voci dei suoi protagonisti si colgono insieme la soddisfazione per il risultato raggiunto, la fatica per un finale di stagione impegnativo e il desiderio di affrontare la...


La Netcompany INEOS continua il suo progetto di rinovamento della squadra e annuncia per il 2027 l'arrivo del francese Clément Champoussin, vincitore di tappe nei Grandi Giri, cche ha firmato un contratto triennale. Il ventottenne transalpino porta in squadra una...


Comincia con il piede giusto l'avventura mondiale del quartetto maschile dell'inseguimento. Dopo aver fatto segnare il terzo tempo in qualificazione con 3.47.272, il trenino azzurro composto da Francesco Lamon, Jonathan Milan, Alessio Magagnotti e Filippo Ganna ha battuto nettamente la...


La regina è sempre lei, Lorena Wiebes, ma questa volta la fenomenale olandese ha dovuto faticare oltremodo ed è riuscita solo al fotofinish ad avere la meglio sull'irlandese Lara Gillespie e a conquistare il titolo mondiale dello scratch. Wiebes, favoritissima...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra