VUELTA ESPAÑA. MONACO NELLA STORIA, PRIMA CITTA' AD OSPITARE TUTTE LE GRANDI PARTENZE

VUELTA | 19/08/2026 | 08:30
di Francesca Monzone

Dopo il Giro d'Italia 1966 e il Tour de France 2009, con la cronometro individuale che sabato 22 agosto darà il via alla Vuelta, Monaco diventerà la prima città a ospitare la tappa inaugurale di ciascuno dei grandi giri. L’81a edizione della corsa spagnola toccherà Principato di Monaco, Francia, Andorra e Spagna e si concluderà domenica 13 settembre a Granada sullo sfondo dell’Alhambra, uno dei complessi museali più visitati al mondo. La scelta di Madrid non era praticabile: in quel weekend la capitale spagnola ospiterà il Gran Premio di F.1. Le scosse di terremoto che hanno interessato Granada nella giornata di ieri al momento non mettono in pericolo la corsa ma è chiaro che gli organizzatori sono sin d'ora in stretto contatto con le autorità preposte.


Sessant'anni separano le tappe inaugurali del Giro d'Italia e della Vuelta a Monaco. Nel 1966, la Corsa Rosa celebrava il centenario di Monte Carlo, il quartiere più famoso della città-stato, così chiamato in onore del Principe Carlo III il 1° luglio 1866, poco dopo l'apertura del Casinò di Monaco. C’è una foto famosissima che ricorda quella partenza del Giro d’Italia: Vittorio Adorni in maglia rosa (aveva vinto il Giro nel 1965) al fianco del Principe Ranieri e della Principessa Grace, l’attrice preferita dal regista Alfred Hitchcock. Per la prima volta, la presentazione delle squadre in serata, tra le 21 e le 22, era stata trasmessa in diretta dall'Eurovisione, e poi accompagnava la corsa il primo Girofestival, presentato da Mike Bongiorno, con i cantanti più famosi dell'epoca. La grande star al via era il francese Jacques Anquetil, alla ricerca della sua terza vittoria al Giro, ma alla fine arrivò terzo, alle spalle del vincitore Gianni Motta e di Italo Zilioli.


Il Tour de France 2009 è invece ricordato come la corsa che ha definitivamente consacrato lo spagnolo Alberto Contador: vincitore a sorpresa del Tour 2007 e poi nel 2008 della doppietta Giro-Vuelta, Contador dominò quell’edizione della Grande Boucle.

Il 2 luglio 2009, due giorni prima della cronometro inaugurale vinta da Fabian Cancellara, il quattordicenne Victor Langellotti era stato uno dei giovani ciclisti delle scuole monegasche a salire sul podio durante la presentazione delle squadre insieme ai partecipanti del 96° Tour de France, e ebbe l'onore di accompagnare il suo idolo, Alberto Contador, e i compagni dell'Astana. Da allora, Langellotti è diventato il terzo ciclista professionista di nazionalità monegasca (dopo Laurent Devalle e Albert Vigna negli Anni 20) e il primo di loro a indossare una maglia distintiva in un grande giro (la maglia a pois blu della montagna alla Vuelta 22). Il 1° agosto 2026, poco prima della partenza della Vuelta da casa sua, ha cambiato squadra - ha lasciato la Netcompany Ineos - ed è entrato a far parte proprio dell’XDS-Astana, lo stesso gruppo del manager Vinokourov per il quale correva Contador in quel 2009.

L'equivalente di Anquetil alla partenza del Giro d'Italia del 1966 è adesso Tadej Pogacar, il fenomeno del ciclismo contemporaneo che ha appena conquistato il suo quinto Tour de France. Lo sloveno della Uae Emirates XRG, che vive a Monaco, passerà davanti a casa sua durante la cronometro inaugurale di 9,4 km del 22 agosto. Il suo obiettivo è entrare nella storia del ciclismo vincendo per la prima volta la Vuelta, l’unico grande giro che gli manca (ha conquistato 1 Giro e 5 Tour): l’ha corsa una sola volta, da neoprofessionista, nel 2019, ed è arrivato terzo con tre successi di tappa. Se dovesse riuscirci, il 13 settembre a Granada entrerebbe nel club della Tripla Corona, composto dai campioni che in carriera hanno conquistato almeno una volta le tre grandi corse a tappe. Sarebbe il nono dopo Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali, Chris Froome e Jonas Vingegaard.

Se la partenza da Monaco si preannuncia storica, il gran finale a Granada lo sarà altrettanto: dal Casinò del Principato all'Alhambra, il complesso realizzato dagli arabi dal 1232 e che incarna nove secoli di civiltà mediterranea. Tra questi due gioielli, i corridori dovranno affrontare oltre 58.000 metri di dislivello in 21 tappe: un numero che renderà la Vuelta 2026 uno dei Grandi Giri più impegnativi di sempre.


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