Fiumi da guadare, lingue di neve, campi di lava, lande desolate e un panorama definito in ogni suo centimetro dalla forza della natura e dei suoi elementi: è questa la cornice, surreale e incantevole allo stesso tempo, in cui questo weekend si è svolta la settima edizione di The Rift Gravel Race, una gara giovane (l’esordio nel calendario internazionale è avvenuto nel 2019) ma dall’identità già forte e, soprattutto, dai connotati paesaggistici ben riconoscibili.
È proprio lo scenario, quello del sud dell’Islanda, infatti che identifica e rende unica la gara messa in piedi dai ragazzi di Lauf Cycles i quali, sfruttando ottimamente negli anni il contesto attorno a loro, hanno saputo dar vita a una manifestazione tra le più apprezzate e rappresentative dell’intero panorama gravel mondiale, capace di mantenere inalterato il proprio appeal anche uscendo quest’anno dal circuito delle Gravel Earth Series.
A mostrare in maniera molto dettagliata i motivi di tale eccezionalità ci ha pensato sabato scorso l’ottavo classificato della gara élite Rick Ottema che, attraverso un video montato unendo alcune clip registrate nel corso dell’evento, è riuscito in pochi secondi a spiegare perfettamente con le immagini in cosa consistano la bellezza e le peculiarità di The Rift Gravel Race.
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I VINCITORI
Impegnato a raccogliere frame per documentare la sua esperienza islandese e testimoniare perché la gara con partenza e arrivo a Hvolsvöllur sia tanto magica quanto divertente e esigente, il trentaquatrenne di Groningen ha anche portato a termine la prova con un ottimo nono posto finale nella prova sulla distanza di 200 km riservata agli élite uomini finendo due posizioni dietro a Mattia de Marchi (The Grip), miglior azzurro al traguardo in settima posizione, e appena davanti alla leggenda delle ruote grasse Nino Schurter (SCOTT-Sram MTB-Racing Team).
A trionfare invece, conseguendo quello che finora è il suo miglior risultato in carriera nella specialità, è stato il vicecampione continentale in carica Anton Stensby (FARA) che, focalizzatosi questa stagione interamente sul gravel dopo gli ultimi tre anni spesi su strada con la maglia del Team Coop-Repsol, ha tagliato il traguardo in 6 ore, 16 minuti e 51 secondi precedendo di 20” l’ex Uno-X Rasmus Bøgh Wallin (PAS Racing) e di 39” l’olandese Adne Koster (Seka Gravel Team).
In campo femminile, ad avere la meglio è stata la canadese Haley Smith (Factor Racing) che, in maniera molto più netta rispetto a quanto accaduto tra i colleghi maschi, si è imposta in 7 ore, 25 minuti e 50 secondi distanziando di 4’43” la trentaduenne statunitense Morgan Aguirre (PAS Racing), terza come l’anno scorso, e di 1’01” la nostra Erica Magnaldi (UAE Team ADQ), autrice di un’eccellente prova culminata col secondo posto conclusivo.
Photo credit: The Rift Gravel Race
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