BLABLABIKE, DAGNONI: «CONFERMATA SOSPENSIONE DELLA CONVENZIONE CON LA LEGA. SICUREZZA? CHIEDERÒ UDIENZA A SALVINI»

TUTTOBICI | 22/06/2026 | 22:09
di Nicolò Vallone

Questo lunedì post Giro Next Gen non è stato soltanto celebrativo dei successi italiani nelle corse della settimana appena trascorsa, ma è stato carico di questioni delicate per il mondo del ciclismo. Dal punto di vista politico e non solo. Confermata la sospensione della convenzione con la Lega di Roberto Pella, infatti, Cordiano Dagnoni deve far fronte anche alle tragedie che continuano a riguardare i ciclisti sulle strade di tutta Italia, dal Trentino alla Sicilia. Al termine della lunga giornata odierna, il presidente della Federazione Ciclistica Italiana ha affidato notizie, riflessioni e... grido d'allarme a una telefonata col nostro direttore Pier Augusto Stagi.


Oltre a Dagnoni (che potete ascoltare dopo il notiziario) protagonista della puntata numero 328 di BlaBlaBike è Davide Cassani


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COMMENTI
al Presidente FCI Cordiano DAGNONI e all'amico Pieraugusto Stagi
23 giugno 2026 11:59 angelofrancini
Caro Cordiano, se hai mezza giornata libera chiamami che ti insegno cosa può cosa vi é scritto nello Statuto federale e nei regolamenti: che sai conosco come pochi, come mi scrivevi quando ero il tuo vice al CR Lombardia definendomi il guru delle normative.
Capisco che ora hai altri punti di riferimento (guru ….), ma questa intervista rilasciata all'amico Pieraugusto é inascoltabile e dimostra la Tua non conoscenza di cosa sia e come vada gestita la Federazione: che non può essere gestita come un'azienda.
In Consiglio Federale hai affermato che la Procura interverrà nei confronti del Presidente della Lega on. Pella, il Revisore ha dichiarato che la Lega andava commissariata: come fai a sapere cosa farà la Procura federale e su quali basi il Revisore può fare una simile affermazione?
Ma veniamo alla Tua intervista ove, a Pier, dichiari che “invierai i Revisori alla Lega Ciclismo Prof”.
Forse ti sfugge che nel 2022 gli Organi di Giustizia Federale (illegittimi…) esaminarono il ricorso contro l’elezione di Vegni a Presidente della Lega (sorvolo sul fatto che il Segretario della LCP e dipendente FCI Stefano Piccolo rifiutò la mia candidatura a Vice) non rilevando che la LCP non essendo affiliata alla FCI e quindi non essendo possibile alcun loro intervento. Tu poi con il CF approvaste il commissariamento della LCP: che ribadisco non è più un Organo federale (dall’assemblea FCI di Bologna del novembre 2011) e che appunto non era affiliata (art. 10 Principi Fondamentali del CONI).
Nell’aprile 2024 avete in CF approvato uno Statuto della LCP che grida vendetta nei confronti per la totale mancanza di rispetto delle imperative norme imposte da FCI e CONI, e poi hai firmato nell’agosto 2024 una convenzione FCI-LCP ancor peggio scritta: sempre con una società non affiliata e senza un dirigente tesserato.
Ci spieghi come hai fatto tutte queste emerite cavolate?
Se vi è qualcuno che va commissariato questa è solo la FEDERAZIONE CICLISTICA ITALIANA

guru vero
24 giugno 2026 09:00 vadoagile
Malgrado tutto Angelo rimane il numero uno dei dirigenti italiani... i suoi interventi sono sempre pertinenti e mai banali

intervista ad Angelo Francini
24 giugno 2026 13:35 giacomocycling1
Gentili Tuttobici, come mai non fate una bella intervista al signor Francini? Magari un dibattito faccia a faccia con il Presidente Dagnoni?
A noi lettori, sarebbe molto gradito questo confronto. Date spazio al Presidente Dagnoni solo per i suoi "comunicati stampa" senza contraddittorio, e senza mai fare "domande scomode" nell'interesse del movimento. grazie

Dagnoni sempre il n.1!
24 giugno 2026 18:58 umbertomaserati
Un Presidente come Cordiano Dagnoni, nato nel ciclismo e che conosce davvero fatica, sudore, sacrifici e rischi di questo sport, non credo abbia bisogno di ricevere suggerimenti da nessuno, compreso lo spettabile signor Francini, che con tutto il rispetto da troppi anni pare completamente fuori dalla realtà quotidiana di questo ambiente.

Io guardo il ciclismo pedalato, quello vero, ma ascolto anche le tante voci di corridoio e le chiacchiere da bar: spesso sono esagerate, talvolta interessate, ma non sempre nascono dal nulla. Proprio per questo, quando si parla di Lega, contributi e risorse pubbliche, una cosa deve essere chiarissima: trasparenza assoluta.

Se esistono contributi pubblici destinati al ciclismo professionistico, ogni euro deve essere tracciabile, rendicontato e utilizzato esclusivamente nell’interesse del movimento. Non per costruire consenso politico, immagine personale, pagine pubblicitarie, passerelle o articoli autoreferenziali. Il denaro pubblico non può nemmeno dare l’impressione di essere impiegato per finalità diverse da quelle per cui è stato concesso.

Ecco perché la scelta di Dagnoni di sospendere la convenzione non è affatto una “cavolata”, come qualcuno vorrebbe far credere: è un atto dovuto di prudenza, responsabilità e tutela della Federazione. Prima si chiarisce tutto, poi eventualmente si prosegue. Non il contrario.

Quanto alle voci su consiglieri o vicepresidenti che si sarebbero allontanati in silenzio, non spetta certamente a noi trasformarle in sentenze. Ma proprio per evitare sospetti, illazioni e ombre, servono verifiche serie e massima chiarezza.

E se dovessero emergere irregolarità o incompatibilità, allora sì: che la Lega venga commissariata e che le risorse residue tornino alla Federazione, per essere finalmente investite nel ciclismo minore, nelle società, negli organizzatori, nelle corse dilettantistiche e soprattutto nei giovani.

Per i professionisti rimasti in Italia e per i grandi organizzatori, gli sponsor, a quanto pare, non mancano. Il ciclismo giovanile invece ha bisogno di aiuti veri, costanti e concreti. Perché senza ragazzi, senza società e senza gare di base, il ciclismo italiano è destinato semplicemente a finire.

Bravo Presidente
24 giugno 2026 19:01 Libertas
Dagnoni sta facendo il Presidente e lo fa alla grande! Difende la Federazione, chiede chiarezza e rimette al centro il ciclismo vero. Quello che pedala, fatica e spesso non ha né voce né sponsor.

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