VAN DER POEL. «AVVICINAMENTO IDEALE AL FIANDRE. IO FAVORITO? SIAMO IN PARECCHI, QUEST'ANNO...»

PROFESSIONISTI | 03/04/2026 | 15:11
di Francesca Monzone

Mathieu van der Poel è pronto per il Giro delle Fiandre e nella sua testa c’è un solo obiettivo: vincere la sua quarta Ronde, dopo i successi del 2020, 2022 e 2024. Se l’olandese dovesse riuscire in questa impresa, diventerebbe il primo corridore nella storia a vincere il Fiandre per ben quattro volte. MVDP arriva ad Anversa dopo un'ottima prova generale ad Herelbeke.


«La E3 Saxo Classic e la Gand-Wevelgem sono state due ottime gare. A Harelbeke ho dovuto dare il massimo per vincere. È stata una lotta serrata, ma alla fine ce l'ho fatta. A Wevelgem mi sentivo un po' meno fresco, quindi come squadra abbiamo deciso di puntare tutto su Jasper Philipsen nel finale. E la scelta si è rivelata vincente».


Van der Poel quando vinse il Giro delle Fiandre nel 2024, aveva fatto un avvicinamento alla corsa molto simile a quello di quest’anno.
«In effetti, il weekend scorso è stato molto simile a quello del 2024. Anche allora vinsi l'E3 Saxo Classic e due giorni dopo, a Wevelgem, mi mancava la freschezza per battere Mads Pedersen. Ma una settimana dopo vinsi il Giro delle Fiandre. Sono fiducioso che questa sia la preparazione giusta sia per il Giro delle Fiandre che per la Parigi-Roubaix. Nell'ultima settimana in Spagna, ho cercato il giusto equilibrio tra trovare quelle ultime percentuali e mantenere la freschezza».

In gara Van der Poel potrà contare su Silvan Dillier, Jonas Geens, Michael Gogl, Edward Planckaert, Oscar Riesebeek e Florian Sénéchal. La sua è una formazione forte dalla quale potrà avere il giusto sostegno.

«Silvan Dillier correrà al mio fianco al Giro delle Fiandre per la sesta volta consecutiva. Anche Michael, Oscar, Edward e Florian hanno molta esperienza, mentre Jonas Geens è cresciuto molto rapidamente negli ultimi mesi da quando è entrato in squadra. Sono tutti corridori forti in cui ho piena fiducia».

Vincere non è mai facile, in particolare quando si sta correndo una gara così importante
«Ci presentiamo sicuramente con un piano tattico, ma alla fine dipende sempre da come si svilupperà la corsa. Come squadra, abbiamo l'esperienza necessaria per adattarci quando serve. Ci sono ovviamente alcune certezze: con l'aumentare della distanza e l'incalzare delle salite, i corridori più forti si porteranno in testa. Il posizionamento sulle salite chiave è sempre fondamentale».

Da tre volte vincitore, Mathieu van der Poel sa di essere tra i principali favoriti e gli altri lo osserveranno attentamente per cercare di sorprenderlo o rispondere prontamente ai suoi attacchi. «Fa parte del gioco e non mi innervosisce più. Quando sei in forma, vieni automaticamente considerato uno dei favoriti. Lo prendo come un complimento e non cambia il mio modo di correre».

Van der Poel e Tadej Pogacar sono i super favoriti, ma in corsa tante cose possono accadere e altri corridori potrebbero entrare in gioco.
«Quest'anno potrebbero esserci ancora più favoriti rispetto all'anno scorso. A cominciare da Tadej Pogacar, ovviamente. Ma nelle ultime settimane ho visto anche un Wout van Aert in ottima forma, che sta tornando al suo livello migliore. Anche Mads Pedersen è migliorato gara dopo gara. E poi c’è, ovviamente, la tanto discussa partecipazione di Remco Evenepoel. È la sua prima volta qui, ma è un corridore di altissimo livello e ha una squadra forte al suo fianco. Basti pensare al mio ex compagno di squadra Gianni Vermeersch, che conosce questa corsa come le sue tasche. Non dobbiamo assolutamente sottovalutare Remco. Sono contento che sia alla partenza. Più corridori forti ci sono, più la corsa si apre. Questo non è uno svantaggio per me».

Con tre vittorie già all’attivo, una quarta renderebbe Mathieu van der Poel l’unico detentore del record della corsa. «Certo che ne sono consapevole, e sarebbe qualcosa di davvero speciale. Ma affronto la corsa con la stessa mentalità di sempre: cercare di vincere. Se questo dovesse portare a un record, lo custodirò con affetto. C'è stato un tempo in cui vincere il Giro delle Fiandre anche solo una volta sembrava un sogno lontano. Diventare l'unico detentore del record sarebbe il massimo traguardo. Ma non ci siamo ancora arrivati».


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