PHILIPSEN. «PRIMO WEEKEND DI CLASSICHE? HO LE FARFALLE NELLO STOMACO»

PROFESSIONISTI | 27/02/2026 | 17:45
di Francesca Monzone

Due punte per l’Alpecin-Premier Tech e che punte! Sabato all’Omloop Nieuwsblad, al fianco di Van der Poel ci sarà Jasper Philipsen. Il belga, terzo all’Omloop e primo alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne lo scorso anno, ha dimostrato di poter davvero dare il massimo nel weekend di apertura fiammingo. «La presenza di Mathieu crea una dinamica completamente diversa all'interno della squadra - ha detto Philipsen, 27 anni, vincitore della Sanremo nel 2024, 10 tappe al Tour (maglia a punti nel 2023) e 6 alla Vuelta -. Quando c'è, partiamo con un leader chiaro e un piano chiaro. Così gareggeremo in modo molto più aperto e come squadra saremo anche molto più forti».


Ovviamente Philipsen non deve dimostrare niente a nessuno e le sue possibilità di vittoria ci sarebbero state anche senza la presenza di Van der Poel. «Eh no, non credo che la sua presenza influisca sulle mie possibilità di vittoria. La mia forma fisica è tale da poter competere per la vittoria in diversi scenari».


In questa stagione Philipsen ha corso soltanto la Volta Algarve: miglior risultato 4° nella prima tappa e due sconfitte in volata da Paul Magnier. «La mia forma fisica è paragonabile a quella dell'anno scorso, quando arrivai terzo all'Omloop. Per vincere, deve andare tutto bene, ma sono fiducioso. Avrei dovuto vincerla l'anno scorso? Forse. Ho valutato male lo sprint concentrandomi troppo su Van Aert, ho perso una buona occasione».

Il belga disputerà entrambe le classiche del weekend: domenica sarà in gara a Kuurne per il bis: «Per chiunque abbia un cuore ciclistico fiammingo, queste sono gare importanti. Il weekend di apertura mi fa venire le farfalle nello stomaco; è per questo che lo faccio. Per me, l'Omloop è il primo grande evento dell'anno. Certo, voglio vincere, è una corsa tipicamente fiamminga. La Parigi-Roubaix rimane il Sacro Graal, ma come ciclista da classiche cerco di sfruttare al massimo le mie possibilità. Non abbiamo molte opportunità in primavera».

Philipsen è diventato un nome importante sia come velocista sia come uomo da corse di un giorno: «Se ora mi concentrassi solo sullo sprint, non gareggerei nelle grandi classiche. Forse vincerei di più se fossi solo uno sprinter, ma per me le classiche sono le gare che contano. Amo correre in velocità, amo l'adrenalina di uno sprint, ma non posso vivere senza le classiche. Ho già vinto la Milano-Sanremo e sono salito sul podio della Parigi-Roubaix (2° nel 2023 e 2024 sempre alle spalle di Van der Poel, ndr). Sono felice di fare tanti sacrifici per competere in queste corse».

Il 2026 sarà l'ottava stagione per Philipsen. Quel ragazzino che nel 2019 debuttò nei pro con la Uae Emirates è ora diventato un gran bel pessionista: «Sono ormai un corridore che sa cosa fare e non si discosta troppo dalla routine che con il mio allenatore abbiamo stabilito nel corso degli anni – spiega il belga -. Per me, questo significa molto allenamento con il bel tempo e ritiri in quota come preparazione. Lunedì compirò 28 anni. L'inizio della mia carriera mi ha portato ad alti livelli, dove voglio restare per qualche anno ancora. Posso migliorare? Difficile dirlo. Ora so cosa posso fare, ma anche cosa non posso. Mi rendo conto di dove posso investire tempo ed energie e dove no. Questo è quello che ho imparato maturando».


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COMMENTI
“ …non posso vivere senza le classiche..”
28 febbraio 2026 04:13 G9G9G9
Siamo in due!
Solo queste gare riescono a fare salire il battito cardiaco, pur restando seduti sul divano a guardarle!

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