VINGEGAARD: «NON C’ERA COLLABORAZIONE PRIMA DELLA SALITA, HO PREFERITO ASPETTARE»

TOUR DE FRANCE | 24/07/2025 | 18:15
di Carlo Malvestio

Subito dopo l'arrivo in cima al Col de la Loze, tappa 18 del Tour de France 2025, tutti i microfoni sono andati in cerca di Jonas Vingegaard. Il danese aveva promesso fuoco e fiamme nel tappone alpino insieme alla sua Visma | Lease a Bike, e così è stato fino in fondo alla discesa del Col de la Madeleine.


«Oggi è stata una giornata brutale con 5 ore in sella - ha raccontato il danese subito dopo l'arrivo -. Non credo di aver mai fatto una tappa così dura al Tour prima di oggi, lo avevo già detto prima del via. Mi sentivo bene e si sentiva bene la squadra, avevamo un bel piano, ci abbiamo provato presto ma purtroppo non è bastato per guadagnare terreno su Pogačar. Devo ringraziare la squadra perché tutti hanno eseguito il loro compito al 100% e questo mi dà grande motivazione per continuare a provarci».


Ciò che non ha convinto è stato però l'atteggiamento sul fondovalle prima del Col de la Loze, quando Jorgenson ha attaccato e lui è rimasto fermo insieme a Pogačar. A precisa domanda, però, Vingegaard ha in parte sviato: «Prima del Col de la Loze non c’era accordo, io e Tadej non volevamo collaborare, e quando è partito Lipowitz abbiamo deciso di attendere i nostri compagni che stavano rientrando da dietro. Abbiamo ricominciato a tirare sul Col de la Loze e alla fine è andata così».

In ogni caso, staccare Pogačar sembra alquanto complicato al momento. Il due volte vincitore del Tour, comunque, continua a predicare ottimismo: «Tour chiuso? No, è ancora aperto, oggi eravamo sullo stesso livello, anche se ha guadagnato qualche secondo nel finale. Io ci credo ancora».

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COMMENTI
Pogi
24 luglio 2025 18:55 Nerone22
Non mi sembra che la visma abbia corso bene.ma se lui e' contento così.........

Speranza
24 luglio 2025 19:08 Kevin157
Jonas parla così per farsi coraggio e a fare sperare chi gli paga lo stipendio, certo una caduta,un guasto o una giornata storta di Pogacar ci può stare, ma vincere un tour in questo modo sarebbe poco gratificante.

@Kevin157
24 luglio 2025 19:24 Frank46
Si come no, se succede vedi come è gratificante altro che, soprattutto nel caso di una semplice giornata storta.

È come dire che il Tour di Pantani non era stato gratificante perché se Ullrich non fosse andato in crisi nera a causa di freddo e fame l' avrebbe perso.

E comunque anche le cadute, i malanni e altre sfighe fanno parte del gioco.

Vincere il Tour...
24 luglio 2025 20:35 ilNik
...è gratificante e basta. Chi lo vince ha ragione e viene ricordato. Che Vingo speri in una giornata no di Pogacar mi sembra chiaro. E' la sua unica possibilità. Ma parliamo della sottile strategia della Visma che ha distrutto il suo uomo migliore quando forse poteva succedere qualcosa nell'ultima salita. Ah, ovviamente succedeva qualcosa se Vingo attaccava. Ma mi sembra non aver più la voglia di un tempo. Forse è più bravo nelle interviste, ma chi infiamma la corsa è sempre Pogacar

Forse è più bravo nelle interviste, ma chi infiamma la corsa è sempre Pogacar
24 luglio 2025 21:32 Cicorececconi
Questa affermazione è il TOP. Benvenuto, in primis, mai letto. Se scorri 2/3 pagine leggerai 1 intervista di Vingegaard e 3 di Pogacar.

Ma mi sembra non aver più la voglia di un tempo
24 luglio 2025 21:46 Cicorececconi
A ruota questa perla "Ma mi sembra non aver più la voglia di un tempo". Arriva secondo dietro a Pogacar, non dietro a Pippo,Pluto e Paperino. E di tutti gli altri dietro questi 2, cosa diciamo ? Che sono da RSA o da centro sociale ? Ma te pensa......

ilNik
25 luglio 2025 00:12 Hal3Al
Ma mi sembra non aver più la voglia di un tempo. Forse è più bravo nelle interviste, ma chi infiamma la corsa è sempre Pogacar.

Ma per favore...

Visma
25 luglio 2025 00:25 Gnikke
La loro tattica è sempre quella! Mandare avanti uno o più uomini a far da riferimento al capitano di turno! Già successo sia al Tour che al Giro! Solo che cambiando gli interpreti cambiano anche i risultati! Kuss e WVA non sono più gli stessi di 2 o 3 anni fa; Roglic non lo hanno più e Jorgenson non è alla sua altezza; Simon Yates è bene o male appagato. Ma soprattutto Vingegaard non attacca, non prende un metro al suo avversario e così la squadra, le tattiche, i discorsi evaporano. E Pogi fa bene a stare a guardare!


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