La nuova Epo si chiama CERA

| 17/07/2008 | 12:56
La Cera, acronimo di «Continuous erythropoietin receptor activator», cioè attivatore continuo del recettore dell’eritropoietina a livello renale. E' un prodotto nuovissimo, viene usato da non più di un anno in ambito ospedaliero nella cura dei pazienti con grave insufficienza renale e costretti alla dialisi. E' sufficiente un’iniezione, massimo due, al mese. Questo tipo di Epo agisce in maniera continua sul recettore renale, cioè lo stimola a produrre naturalmente eritropoietina. Dal punto di vista tecnico, la maggior durata del prodotto è resa possibile dall’inserimento, a livello di ingegneria genetica-molecolare, di una lunga catena proteica nella molecola dell’Epo, raddoppiandone il peso e soprattutto gli effetti nel corpo. Questo è proprio il segreto del nuovo prodotto che ha attirato l’attenzione degli sportivi: basta l’iniezione con una siringa da insulina per essere coperti per lungo tempo, e quindi non è necessario fare migliaia unità di Epo in continuazione, con il rischio di dover portare in giro le fiale di eritropoietina. La Cera potremmo descriverla come un prodotto a lento rilascio di Epo: quindi maggiore ossigenazione, più globuli rossi, ma in un lasso temporale più ampio.Senza i picchi tipici della somministrazione esterna di Epo, che mette a rischio gli atleti per l'aumento dei valori di ematocrito ed emoglobina. Ma con due controindicazioni: è un prodotto sintetico (come la stessa Epo), quindi a rischio di rintracciabilità, e ha un effetto più importante sui reticolociti. L'Epo, doping per eccellenza negli anni Novanta, non soltanto nel ciclismo venne rintracciata a partire dall’Olimpiade di Sydney 2000. La Cera, però, già inserita nella lista delle sostanze vietate, ha caratteristiche inquietanti per il possibile uso sportivo. Va aggiunto che non è di facile reperibilità: si trova in ospedale e non in farmacia. Si dice che al mercato nero costi 1.000 euro a siringa. da gazzetta.it
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