IL PUNTO DI LAPPARTIENT DOPO L'AIOCC, TRA SICUREZZA, AURICOLARI, GPS, CALENDARI, PUNTI E MALTEMPO

POLITICA | 22/11/2024 | 16:30
di Carlo Malvestio
Si è svolta questa mattina al Centro Congressi di Riva del Garda l'Assemblea AIOCC, che riunisce gli organizzatori di gare ciclistiche da tutto il mondo. Oltre al presidente Christian Prudhomme, direttore del Tour de France, sono intervenuti anche il Presidente dell’UCI David Lappartient e il Presidente della UEC Enrico Della Casa, per un vero e proprio ritrovo globale di tutti i principali stakeholders del mondo del ciclismo.

Al termine dell'assemblea generale il n°1 del ciclismo mondiale, il Presidente Lappartient, si è concesso alla stampa per fare chiarezza su alcuni temi caldi degli ultimi mesi.

Sulla sicurezza e sugli auricolari. «C'è un tema di sicurezza, e c'è un tema di spettacolarizzazione delle gare, non sono lo stesso argomento e a volte si cerca di rispondere all'uno prendendo gli argomenti dell'altro. Ciò che abbiamo deciso di fare sono alcuni test di gare senza auricolari. Quello che abbiamo notato è che ci sono state meno cadute quando non c'erano auricolari. Non nascondo che ci siano dei vantaggi nel loro uso, ma allo stesso tempo credo che contribuiscano a creare maggiori pericoli. Anzitutto, perché i corridori ricevono tutti la stessa comunicazione allo stesso momento, ad esempio come quando una carreggiata si restringe. Tutti si portano davanti, e la caduta non avviene quando la strada effettivamente si restringe, ma prima, perché tutti hanno ricevuto le stesse istruzioni. Come detto, abbiamo fatto dei test, anche se, volendo essere realisti, non credo che con 2-3 tentativi si possa trarre una conclusione generale, servirebbero statistiche molto più ampie. Abbiamo però visto che ai Mondiali, tralasciando la tragica caduta di Muriel su cui tornerò dopo, in generale, ci sono meno cadute senza l’uso degli auricolari. Anche lasciare che i corridori ascoltino radiocorsa è una soluzione. I direttori sportivi, però, li vogliono per le tattiche e la strategia, e questo non c’entra nulla con la sicurezza. Uniscono le due cose perché fa comodo, ma non è ciò che noi vogliamo. Alcuni corridori, che non cito ma che posso assicurare essere grandi nomi, ci hanno chiesto di rimuovere l'auricolare. In tanti preferiscono tenerli, ma in gruppo si discute, e c’è chi pensa che senza ci sarebbe meno stress. Non ho visto alcun corridore lamentarsi della mancanza di auricolari ai campionati del mondo. Anche perché è lo stesso corridore che vince tutte le gare, con o senza di essi. Anzi, forse Pogačar con gli auricolari non sarebbe partito a 100 km dall’arrivo, e forse la gara sarebbe stata diversa. Ha compiuto un'impresa perché è andato per istinto, per sensazione, ed è proprio questo che vogliamo nelle corse. Inoltre, trovo un po' spiacevole che alcuni si attacchino al tragico incidente di Muriel Furrer, attualmente sotto indagine della polizia, per portare avanti le loro idee».

L'incidente di Muriel e i GPS. «Sull’incidente dobbiamo solo attendere che la polizia faccia il suo lavoro e giunga a delle conclusioni. Certamente dobbiamo fare dei passi avanti sul lato sicurezza, e la tecnologia può aiutarci su questo. Oggi abbiamo strumenti come i tracker GPS e simili che ci potrebbero permettere di localizzare un corridore caduto, come nel caso di Muriel. Certamente, le circostanze - la pioggia battente, la scarsa visibilità e il fatto che non ci fosse nessuno in quel punto - saranno presi in considerazione dalla polizia, ma in effetti, ciò che è successo è sconvolgente. Attualmente, secondo le regole dell'UCI, le comunicazioni tra il corridore e l'esterno sono vietate. Possiamo pensare di modificare la regola per localizzare un corridore in determinate situazioni ? No, ma ciò che conta è che quando si tratta di sicurezza e di localizzare un corridore, per definizione, le restrizioni, se ce ne sono, devono essere eliminate, poiché l'idea è che un corridore sia sempre localizzabile, a maggior ragione in caso di caduta. In realtà, il problema, qui, non è che il corridore non fosse localizzabile con il suo GPS, è che in realtà nessuno aveva notato che il corridore non era proprio passato. Ora, se un domani, e questa è una possibile evoluzione nei GPS, arriva un'allerta ai giudici o alla vettura dei commissari dicendo: 'Attenzione questo sensore GPS non si muove più’, allora sapremo che forse è perché il corridore ha abbandonato, ma magari anche perché è caduto in una zona remota del percorso. Di fatto, ciò permetterà una pronta reazione. Quindi sì, la tecnologia oggi ha fatto molta strada e bisogna utilizzarla, non metteremo mai barriere tecnologiche per garantire la sicurezza dei corridori».

Sui cartellini gialli e le squalifiche. «Sappiamo di dover apportare dei cambiamenti su questo e ne stiamo parlando con le varie parti in causa, in primis i corridori. È importante prevenire comportamenti potenzialmente pericolosi e pensiamo effettivamente che assegnando un cartellino giallo, sapendo che un secondo ti escluderà dalla gara, ad esempio, porterà più attenzione. Spesso ci sono comportamenti che devono essere sanzionati, ma che magari  non meritano l'esclusione, solo che al momento avevamo poche alternative nel mezzo. Credo che i corridori siano d’accordo su questo, abbiamo ricevuto feedback positivi e cercheremo di attuarlo presto. Poi, ovviamente, bisogna calibrarlo, bisogna regolarlo, non si può essere troppo flessibili ma nemmeno troppo duri. E soprattutto, bisogna formare i commissari all'uso di questo strumento, in modo che venga utilizzato in modo coerente tra le diverse gare. Può essere dato in corso quando si è colti sul fatto, ma anche dopo, se ci sono irregolarità che accadono all'arrivo durante gli sprint o negli ultimi chilometri».

Sulla riforma dei calendari del 2026. «Non abbiamo necessariamente l'intenzione di espandere di molto il World Tour. Oggi abbiamo già più giorni di gara. Se lo facciamo, è per casi che lo permettono, per ampliare la visione globale, come la Copenaghen Sprint che nascerà nel 2025. Si tratta di arrivare in territori dove non siamo con gare che hanno il livello per esserci. Quindi, per esempio, in Francia, Italia e Belgio non abbiamo necessità di ampliare il calendario. Siamo aperti a tutto. La posizione delle grandi corse? Quello che abbiamo visto nel 2020, durante il Covid, è che ciò che sembrava impossibile è stato fatto. Ma questo non significa che debba essere ripetuto. Il Tour de France si è svolto a settembre, il Giro a ottobre, la Vuelta è finita all'inizio di novembre, il Giro delle Fiandre ha chiuso la stagione. L’entusiasmo del pubblico, però, è rimasto lo stesso. Semplicemente, ciò che sembra sempre impossibile da cambiare può evolversi. Ma quando si modifica qualcosa, deve esserci una buona ragione. Io non sono per modificare tanto per modificare. Se lo si fa, è per risolvere un problema. Faccio un esempio. Il Tour Down Under e la Cadel Evans Road Race ogni tanto si trovano a fare i conti con temperature intorno ai 45°. È bello iniziare l’anno là, ma potrebbero invece chiudere il calendario? Se sì, che gare mettiamo all’inizio? Non dico che cambierà qualcosa, ma è giusto porsi queste domande. Poi che il Tour de France rimarrà a luglio, è ovvio. Così come il Giro rimarrà a maggio, settimana più o meno, cercando di evitare il problema neve. Più delicato l’argomento Vuelta, perché a metà agosto, nel sud della Spagna, fa davvero molto caldo. E con il riscaldamento globale le temperature potrebbero salire ancora. Questa è un’altra domanda che dobbiamo porci per la salute dei corridori. Vogliamo anche ridurre in viaggi per essere un po’ più sostenibili, e non andare a destra e a sinistra come trottole. Si può discutere su tutto, anche il terminare la stagione con Il Lombardia, che a me piace molto come finale, ma perché non chiudere col Mondiale? Dipende ovviamente dalla location, ma con le temperature che ci sono in Ruanda o Abu Dhabi non sarebbe male correre lì in ottobre. In ogni caso, se cambiamo, dobbiamo farlo per una buona ragione, che siamo in grado di spiegare. E deve portare a qualcosa di positivo».

Sul guadagnare punti UCI anche competendo in altre discipline, come ciclocross, pista ecc.. «È una discussione lunga perché noi continuiamo sempre a tornare su questa questione. Al momento è un’idea. L’equilibrio è delicato, perché le squadre di solito non vogliono lasciare liberi i proprio corridori per un determinato numero di giorni. Ma per alcuni atleti avere l'opportunità di essere un po' al di fuori della squadra, di qualificarsi per altri campionati del mondo, di qualificarsi per i Giochi, di essere campioni su pista o MTB è qualcosa di unico. È quindi qualcosa da discutere con le squadre, perché non vogliamo che vengano privati della partecipazione a queste discipline, ma non vogliamo nemmeno che partecipino ad altre discipline solo per guadagnare punti. Quindi, qual è la proporzione di questo? Ne stiamo discutendo. Le squadre ci hanno detto, “OK, possiamo parlarne, ma c'è un incentivo? C'è un bonus anche per noi?”. Al momento non c’è nulla di certo, non lo applicheremo nel 2025, perché crediamo che, per il ciclo di tre anni, non vanno modificate le regole durante il suo svolgimento. Non è giusto introdurle nel bel mezzo del gioco. Quindi, se si troverà una quadra, sarà solo nel 2026».

Sul protocollo per il mal tempo. «Naturalmente, è qualcosa che abbiamo per affrontare grandi sfide: temperature molto basse, neve ecc… Siamo in costante contatto con squadre, organizzatori e corridori. Ora abbiamo un protocollo solido, ma potremmo apportare modifiche in futuro. Non è cosa semplice perché ogni situazione è un po' specifica, in alcuni paesi, ad esempio, è il prefetto a decidere il dà farsi. Recentemente è successo in una corsa femminile in Francia di non poter partire a causa della decisione dell’autorità pubblica. Quindi, abbiamo il nostro protocollo, ma dobbiamo anche seguire le regole specifiche dei vari territori. La settimana scorsa ero al 70° compleanno di Bernard Henault, e gli ho detto: “Guarda, Bernard, alla Liegi-Bastogne-Liegi 1980 hai scritto la leggenda del ciclismo, e siamo stati molto felici di non avere il protocollo invernale, altrimenti non ci sarebbe stata quella gara e quell'impresa”. Va trovato un equilibrio. Tre Valli Varesine? Non è solo compito di una singola parte decidere. Deve esserci un processo decisionale con tutti i membri presi in causa. Una volta presa una decisione, va rispettata. Tuttavia, deve esserci una discussione seguendo un protocollo o un adattamento alle circostanze mutevoli, ma non che una parte si impunta e sceglie per sé, anche se naturalmente la gara non può svolgersi senza i corridori».

Sulla sua candidatura a Presidente del CIO. «Le elezioni per la Presidenza del CIO sono il 21 marzo, mentre la presa di funzione è il 24 giugno. Le elezioni all'UCI, invece, sono alla fine di settembre. In termini di tempistica la scadenza per candidarsi all'UCI è tre mesi prima, quindi a giugno, quando saprò già se sono stato eletto o meno al CIO. Avrò eventualmente tre mesi per preparare la mia candidatura. Se non dovessi essere eletto presidente del CIO, vorrei continuare con l'UCI».

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Brilla l’iride di Lucinda Brand nel tradizionale Koppenbergcross di Oudenaarde, gara d’apertura della Challenge X20 Badkamers disputata in Belgio. La campionessa del mondo della Baloise Verzekeringen-Het Poetsbureau Lions ha fatto la differenza a due tornate dal termine, cambiando ritmo e...


Il Giro d’Italia prova a sedurre Remco Evenepoel con la sua arma migliore: la cronometro. In attesa della presentazione del percorso, fissata a Roma per martedì 3 novembre alle 12, circolano indiscrezioni su due prove contro il tempo: una di...


Greg LeMond è tornato ad attaccare Lance Armstrong. Tra i due statunitensi non c’è mai stato buon sangue. Armstrong si è ritirato nel 2011 dopo quasi 20 anni di ciclismo, mentre LeMond  è stato professionista dal 1981 al 1994.   Nel...


Stagione dopo stagione il gap tra il ciclismo femminile e quello maschile è stato ridotto. Più risorse, più sostegno, più gare e più visibilità, negli ultimi anni sono stati fatti dei passi enormi che però non sono ancora sufficienti. Il...


Tutto di può dire di Pippo Pozzato tranne che gli manchino le idee. E l'ultima di queste idee diventa un nuovo modo di pensare e soprattutto di vivere il ciclismo.  L’ex campione vicentino sta lavorando infatti al progetto Venturo Cycling...


Qualche giorno fa Pauline Ferrand Prevot è convolata a nozze con Dylan Van Baarle, annunciando sui social il lieto avvenimento. Dopo Tante emozioni e festeggiamenti, la vincitrice del Tour de France Femmes 2025 ha pubblicato un carosello di fotografie con...


Ci sono sfumature dell'iride in testa alla classifica 2026 dell'Oscar tuttoBICI Gran Premio Mapei riservato alle Donne Juniores: ad imporsi è stata infatti Matilde Rossignoli, protagonista della rassegna iridata a Montreal con una bellissima medaglia d'argento nella prova in linea. La portacolori...


Il nuovo numero di tuttoBICI, quello di NOVEMBRE 2026, è arrivato! Il 155esimo numero digitale di tuttoBICI è disponibile nei chioschi virtuali. Da oltre tredici anni, ormai, abbiamo detto addio alla carta, addio alle edicole: tuttoBICI è stato il primo ad entrare nella nuova era digitale e...


Tadej Pogacar è stato intervistato da The Athletic e ha rilasciato importanti dichiarazioni sulla sua caduta e le sue attuali condizioni: «Quando ho visto che avevo tre vertebre rotte, sono stato semplicemente felice di essere vivo, o anche solo di essere ancora...


Gli allievi nati nel 2012 hanno aperto il programma agonistico della seconda giornata del Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti al Vittoria Park di Brembate (Bergamo). Il Gran Premio Mamma e Papà Guerciotti riservato ai ragazzi al debutto nella categoria...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra