EVENEPOEL. «NEGLI ULTIMI DUE ANNI PER ME NON C'E' STATO NULLA DI FACILE E OGGI...»

VUELTA | 11/09/2022 | 08:20
di Francesca Monzone

Remco Evenepoel si prepara oggi a vincere la sua Vuelta di Spagna, donando al Belgio quella vittoria in un grande giro che manca da 44 anni, ovvero da quando Johan De Muynck nel 1978 conquistò il Giro d’Italia. Tagliato il traguardo della tappa di ieri, il ventiduenne fiammingo si è lasciato travolgere dalle emozioni e in un attimo con la mente ha ripercorso tutta la sua stagione. «Oggi è il giorno più bello della mia vita. Con questa vittoria penso di aver messo a tacere tutte le critiche che mi sono state fatte quest’anno».


La ventesima tappa della Vuelta, ha regalato tante emozioni, con la terza vittoria di Carapaz e la determinazione di Evenepoel nell'inseguire il suo sogno. «Oltre la tappa di sabato scorso, quella di ieri è stata la tappa più difficile di questa Vuelta. Per il cuore, per il corpo, per la testa. E’ difficile da spiegare, perché sei così vicino al successo, ma devi continuare a lottare. Ho sentito una sorta di liberazione quando a tre chilometri dal traguardo dall'auto mi hanno detto che avrei vinto la Vuelta. Ho sentito le emozioni in tutto il corpo e nelle gambe. Non ero più interessato allo sprint, volevo solo godermi quegli ultimi cinquecento metri».


Evenepoel ha vinto ma il successo non gli è stato regalato e anche ieri ha dovuto faticare per non mettersi in una condizione rischiosa. «In questa tappa hanno davvero cercato di farmi del male e ci sono riusciti. Ma la mia testa e le mie gambe sapevano cosa fare. Dovevo solo andare oltre l'ultima cima e poi sapevo che sarei potuto arrivare al traguardo».

Il belga della Quick Step, nonostante la giovane età, ha dimostrato un grande temperamento e la capacità di mantenere la calma, anche quando le cose non andavano come aveva previsto.

«Ho pensato a tutti i sacrifici fatti negli anni. Non è stato facile per me. Quella caduta al Lombardia di due anni fa e poi tutta la fatica per tornare al mio livello. Lo scorso anno è stato molto difficile per me e anche per la mia famiglia e le critiche nei miei confronti sono state tantissime. Anche le ultime tre settimane non sono state facili, la pressione sulle mie spalle è stata enorme. Volevo salire sul podio finale e vincere una tappa. Oggi chiuderò con la classifica generale e due tappe. Non poteva andare meglio».

Il fiammingo è molto giovane e in una sola stagione ha ottenuto vittorie importanti perché, oltre alla Vuelta, in aprile ha conquistato la Liegi-Bastogne-Liegi. Adesso in tanti si aspettano grandi cose da lui, ma Evenepoel è cauto e pensa che questo sia stato un anno veramente straordinario, ma che sarà difficile ripeterlo.
«Ho 22 anni ed è solo il mio quinto anno in bici ed è la mia seconda stagione dopo l’incidente al Lombardia. Questa Vuelta è il primo grande giro in cui sono partito davvero con una condizione ottima, ma sarà difficile ottenere una stagione migliore di questa».

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COMMENTI
Un grande
11 settembre 2022 09:57 frakie
Bravo Remco. Quando passo dal ponte sulla salita del pian del Tivano dove Remco cadde, in discesa, al Lombardia, mi chiedo come ha fatto a non farsi male in modo ancora più grave. Ha fatto un volo che fa paura. Credetemi sulla parola. Bravo, anzi bravissimo a non mollare. Spero che non si faccia prendere dalla foga di dimostrare ai criticoni il suo immenso valore. Peccato per Roglic, un altro gigante, sfigato come pochi. Spero in un bel duello, senza intoppi, proprio al Lombardia. Viva il ciclismo.

.
11 settembre 2022 13:10 Rallenta
Io per primo lo avevo criticato mesi fa.
Ma nel ciclismo come nella vita contano i risultati.
Quindi complimenti a Remco.
Stagione esagerata con Liegi, San Sebastian e Vuelta.
Stagione che vale una carriera.
Non sarà simpatico, ma veramente un grande motore.
Bravissimo anche ad Ayuso.
Senza la caduta al Lombardia, lo avremmo visto prima a questi livelli.
Ma se cadi tanto, ( ogni riferimento a qualcuno con la maglia gialla con scritto Jumbo è puramente casuale ), vuol dire che non ci sei con la testa, e sei poco lucido.
W il ciclismo e W tutti a questo giovani che tanto ci fanno divertire.
Poi se arrivasse un italiano a vincere corse importanti, ci divertiremmo ancora di più.

Considerazioni a modo mio
11 settembre 2022 14:00 Bosc79
Le critiche fanno parte dello sport.....ma è la maniera di reagire che fa la differenza e qua il bimbo belga deve ancora maturare......vedere Pogacar o Sagan....!! La differenza sostanziale tra Vuelta e il Giro è che il primo viene usato come obbiettivo riparatore della stagione! Il Giro purtroppo soffre la grandezza del Tour!!!

@Rallenta
11 settembre 2022 15:57 Àaaaaaa
Parli di cadute e dai del "frescone" ad uno che ha vinto 3 Vuelte. L'altro che è volato da un ponte al Lombardia (rischiando la vita), me lo passi (ora) come genio. Mi sà che devi far pace con i ragionamenti.
Si vede che in bici non hai mai corso

Aaaaaa fenomeno!
12 settembre 2022 00:10 Rallenta
Aaaaa fenomeno!
Ma chi sei? Ma che vuoi?
Ma chi te se e…..a?
Attieniti a commentare l’articolo e non il mio parere.
Comunque se ti dovesse interessare, in bici ci ho corso 20 anni circa, dagli 11 ai 32.
Vincendo anche qualcosa, più 10 anni da DS.
Detto ciò, se cadi tanto hai qualche problema, non è solo sfortuna.
E Roglic cade tanto.
Remco nei primi anni da professionista cadeva parecchio, nell’ultimo anno molto meno.
Quindi probabilmente ha rivisto qualcosa.
La mia è un’osservazione di uno che ne sa, mentre il tuo commento vuole solo cercare polemica.
Quindi vai a scrivere su qualche social, troverai pane per i tuoi denti.

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