ASSEMBLEE ELETTIVE. PEREGO: «PER LA LOMBARDIA PUNTO SUL LAVORO DI SQUADRA CHE PARTA DALLA BASE»

POLITICA | 18/12/2020 | 08:00
di Paolo Broggi

Domani la Lombardia del ciclismo va al voto per eleggere i vertici del comitato regionale. In corsa per la presidenza - in sostituzione di Cordiano Dagnoni che si è candidato alla presidenza della Federciclismo - c’è Fabio Perego, fino ad oggi vicepresidente vicario del Comitato. Classe 1966, promotore finanziario nella vita di tutti i giorni, Perego è stato ciclista, tecnico e organizzatore prima di intraprendere con passione il percorso da dirigente sportivo.


Perego, si può dire che lei il ciclismo ce l’abbia nel sangue.
«Ho iniziato a correre a 9 anni nelle categorie giovanili fino al 1988: ho vinto più di un centinaio di gare tra strada e pista, sono stato azzurro per cinque anni e ho vestito più volte la maglia di campione italiano su pista. Chiusa la carriera agonistica, ho intrapreso quella di direttore sportivo prima con un team femminile e poi con squadre juniores. Dal 2005 mi occupo anche di organizzazioni sia su strada che su pista: un piccolo fiore all’occhiello per me è la “Giornata del ciclismo Lombardo”, organizzata quest’anno in piena pandemia, in collaborazione con il CRL, il CP Monza e Brianza e le società del territorio all’Autodromo Nazionale Monza con quasi 1.000 ragazzi e ragazze in gara e 10 ore di diretta sulla piattaforma PMG».


Lunga è la strada percorsa anche all’interno del Comitato Lombardo.
«Ho iniziato come collaboratore tecnico per la pista nel 1992, sono diventato tecnico regionale pista e per diversi anni contemporaneamente tecnico della strada Juniores. Negli ultimi due quadrienni olimpici ho ricoperto prima la carica di Consigliere regionale e poi quella di Vice Presidente Vicario. Sono inoltre Presidente del Consorzio Velodromo Dalmine da circa quindici anni».

Perché la scelta di candidarsi alla guida del Comitato Regionale?
«Penso sia un passaggio naturale alla luce dei diversi incarichi ricoperti e sono convinto di aver raggiunto l’esperienza necessaria per gestire al meglio le esigenze dei vari settori. Ho capito, e mi piacerebbe poterlo dimostrare, che il Consiglio Direttivo di un Comitato deve essere l’espressione dell’intero movimento regionale e deve lavorare con vero spirito di squadra, lo stesso che va trasmesso ai Comitati Provinciali. Questi ultimi devono essere certi che in ogni occasione il Consiglio Regionale è pronto a supportarli e non devono essere più visti come enti periferici, ma come parte integrante e fondamentale del sistema organizzativo centrale, così come tutte le società che ne fanno parte. In più...».

Dica.
«Sono fermamente convinto che a dare prestigio ad un Comitato Regionale debbano essere l’attività giovanile ed il tesseramento di ragazzi in età scolare; la nostra vera missione come dirigenti è quella di regalare un sogno ai ragazzi, crescerli nella cultura dello sport e stare vicino a tutte le società che quotidianamente si impegnano nel farlo. Come si può fare? Con il lavoro di squadra e la condivisione degli obiettivi. Esiste la possibilità di supportare anche finanziariamente, se necessario, specifiche voci di spesa o un budget ricercando sponsor per i progetti più meritevoli di attenzione, cosa quest’ultima per la quale mi sono sempre adoperato in prima persona con discreto successo. Dobbiamo essere in grado di garantire a chiunque voglia avvicinarsi al nostro sport, indipendentemente dall’età, che è un suo diritto provarci: per correre in bicicletta non è necessario essere campioni a 10 anni. Sono convinto inoltre che la Lombardia abbia tutto per diventare un “laboratorio” per l’intera Federazione visto il peso specifico (con il circa 30% del movimento Nazionale: gare, tesserati, società) che ha. Abbiamo solo bisogno che chi andrà a governare la FCI nel prossimo quadriennio ci dia fiducia».

Da dove partire, quindi?
«Dalla base, ovvero dall’attività della categoria Giovanissimi: il Comitato Regionale ha l’obbligo di supportare le società tramite i Comitati provinciali, non possiamo più continuare ad aspettare che Roma faccia qualcosa: è compito nostro supplire alla mancanza di fondi acquistando il materiale necessario (cinesini, coni, cartelli stradali …) da inviare in giusta quantità ad ognuno. Dobbiamo creare un team per supportare tutte le iniziative messe in atto dalle commissioni Provinciali con l’invio di personale formato ad hoc e materiale, ad esempio alcune biciclettine strada/mtb /bmx per le prove pratiche. Dobbiamo garantire lo sviluppo delle attività alternative alla solita prova di resistenza, sia per quanto riguarda la strada che il fuoristrada. Abbiamo anche un obbiettivo ambizioso: dare il giusto valore e la considerazione a tutte quelle figure che genericamente vengono definite “accompagnatori” ma che almeno fino alla categoria esordienti sono la vera anima della squadra: sono loro i veri pilastri di tante società e a loro devono essere riservate giornate di accrescimento e condivisione delle esperienze, con tavoli di lavoro dove scambiarsi e condividere idee sull’attività, sul reclutamento... Abbiamo delle eccellenze e vogliamo metterle a frutto a favore dell’attività, come nel caso del settore Paralimpico: siamo il Comitato Regionale con il maggior numero di società del settore affiliate e abbiamo studiato il modo per ottimizzare e sostenere gli organizzatori e le società che vogliono fare attività. Dobbiamo “ricostruire” con grande attenzione un’attività dedicata e mirata alle categorie femminili che, negli ultimi anni per mille motivi, non sono state gestite con la dovuta attenzione. Dobbiamo continuare a sostenere l’attività di sviluppo e di formazione delle Commissioni Regionali Giudici di Gara e Direttori di Corsa, dando loro nuovi stimoli e valorizzandone il lavoro atto al reclutamento. Proseguo con il Fuoristrada che è una realtà importante quanto la strada e necessita di una gestione omogenea e condivisa sul territorio nazionale. L’assegnazione dei punti Top class deve tenere conto della diversa collocazione geografica dell’attività, del periodo scolastico e dell’impegno per le trasferte delle società. Il CRL deve sostenere, anche economicamente, le società organizzatrici sul territorio affinché le gare Regionali possano diventare Nazionali».

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COMMENTI
Bravo
18 dicembre 2020 09:29 Geomarino
Oltre che grande appassionato siamo di fronte ad una persona seria e preparata.Per me è sì!!

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