LE STORIE DEL FIGIO. COPELAND, IL PUNTO DI RIFERIMENTO

STORIA | 29/04/2019 | 07:49
di Giuseppe Figini

Brent Copeland è un nome che può suonare a conferma della mondializzazione del ciclismo, così come altri, ma caratterizzato da una peculiare storia personale. E’ nato  a Johannesburg il 29 febbraio 1972 – anno bisestile ma non è assolutamente superstizioso in tema , per intenderci – in Sud Africa l’attuale general manager della Bahrain-Merida, ruolo che ricopre dal 2017, anno della discesa in campo della formazione che ha in Vincenzo Nibali la punta di diamante, tanto per rimanere in tema di Sud Africa, terra ricca di miniere della preziosa pietra.



Già nella più giovane età è “preso” totalmente dalla passione per le due ruote e arriva ad essere selezionato nella rappresentativa nazionale giovanile nel Rapport Toer, gara disputata dal 1973 al 2000 e all’unica edizione del Tour of South Africa, nel 2011, sette tappe con classifica finale vinta dall’inglese Kristian House, 2^ il sud africano Johann Rabie e 3^ Daryl Impey, approdato con successo poi al professionismo nella Barloworld di Claudio Corti dove ha corso anche, agli inizi della sua carriera fra i professionisti, pure un certo Chris Froome, incrociando la strada con Brent Copeland. Impey è stato il primo corridore della RSA a indossare la maglia gialla del Tour de France nel 2013. Il connazionale Robert Hunter, buon veocista, nel 2007, è stato invece il primo sudafricano, anzi africano, a vincere una tappa della Grande Boucle. E pure per lui Brent Copeland ha rappresentato un riferimento d’amicizia, importante anche nello sviluppo della carriera.

Per concludere questo breve e rapido “excursus” sul ciclismo professionistico sudafricano, ricordiamo la vittoria di Alan van Heerden, inquadrato nella squadra francese Peugeot diretta da Maurice De Muer, nella 7^ tappa Chieti-Pesaro del Giro d’Italia 1979, regolando in volata i compagni di fuga con Salvatore Maccali e Sergio Santimaria, nell’ordine, a occupare le piazze d’onore.

Torniamo a Brent Copeland che aspirando a raggiungere il professionismo si trasferisce nel 1994, armi e bagagli, in Europa, in Svizzera, precisamente a Lugano su indicazione del massaggiatore Sergio Bianchi, dello staff azzurro del C.T. comasco Antonio Fusi, e e del compiaanto Ugo Ballati, dove gareggia per il glorioso V.C. Lugano avendo come compagni di squadra anche Oscar Camenzind, Armin Meier e Rubens Bertogliati. L’obiettivo di Copeland era quello di riuscire a passare fra i professionisti prima dei suo venticinquesimo compleanno. Nonostante tutto l’entusiasmo e l’impegno profuso l’obiettivo non è raggiunto.

Rimane però con tenacia nell’ambiente delle corse prestandosi a varie incombenze e affinando le conoscenze delle varie mansioni, anche come massaggiatore, del V.C. Lugano che si era abbinato con la Nippo Hondo dove, nel 1997, arriva il suo giovane connazionale Robert Hunter che l’anno seguente veste la maglia a cubetti della Mapei. Lui l’aiuta nell’inserimento nella nuova realtà dopo che, nel frattempo aveva lavorato con la Gewiss under 23 conseguendo l’abilitazione nel corso di massaggiatore e allenatore, quando Giuseppe Saronni, auspice pure il suo amico e concittadino di Buscate, il dottor Massimo Branca nella veste di “talent scout”, oltre che essere il primo riferimento del prof. Giovanni Tredici nell’èquipe d’assistenza medica del Giro d’italia e delle altre corse rosa, dà vita alla Lampre-Daikin e arruola Hunter nel ciclismo di vertice.

Lo segue anche Brent Copeland che rimane nella formazione, quale giovanissimo direttore sportivo (a 27 anni) con altri colleghi fra cui  Pietro Algeri dal quale, come dice Brent Copeland, ha appreso moltissimo, con corridori del livello di Franco Ballerini, Oscar Camenzind e Jan Svorada al suo battesimo quale giovanissimo d.s.

Resta alla Lampre fino al 2009 e trovando il modo e il tempo di dirigere la nazionale del Sud Africa in tre campionati del Mondo. Era il disponibile, collaborativo, ospitale, riferimento per i giovani sudafricani che aspiravano a cimentarsi con l’attività professionistica in Europa e che lo raggiungevano a Como. Forniva loro il contributo della sua esperienza per le differenti necessità logistiche, ambientali e d’inserimento nel territorio per poi spiccare il volo verso i differenti lidi del professionismo. I nomi più famosi (ma non i soli) sono quelli già citati in precedenza.

Dal 2010 al 2012 il nostro cambia sport e lavora per il pilota di moto GP statunitense Ben Spies. Un’occasione che gli consente nuove conoscenze e ulteriori, utili, esperienze. Il ritorno al ciclismo per Brent Copeland avviene nel 2013 quando è chiamato a dirigere la MTN-Qhubeka, prima squadra sudafricana e africana a raggiungere il grado di “continental Professional” con possibilità, su invito, di gareggiare nell’UCI World Tour. A fine anno c’è il ritorno, in casa Lampre, abbinata a Merida, con il ruolo di general manager.

Nel 2017, sempre in orbita Merida, esercita le funzioni di general manager nella Bahrain-Merida, con Vincenzo Nibali figura iconica della formazione.

Il suo modo di proporsi, con tutti, è sempre improntato a discrezione e signorile approccio, senza “ismi” vari, ma gestendo uomini e situazioni con non distaccata, ma partecipe, competenza, “very british understatement”, nella migliore accezione del termine.
La Svizzera, il Canton Ticino, la vicina zona di Como, città dove abita, sono oramai la terra sua e della sua famiglia. E’ sposato con la gentile signora Gabriela Butti, comasca d.o.c. 

Molti dei protagonisti, anche di vertice, del ciclismo, qui vivono e si allenano trovando il giusto mix fra qualità della vita e possibilità di varietà di percorsi con splendidi scorci panoramici per allenarsi per il duro mestiere di corridore professionista chiamati a gareggiare in tutti i continenti in questo professionismo mondializzato.

Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Si è spento Albano Slongo, 93 anni. Era il papà di Paolo Slongo, famoso direttore sportivo Vincenzo Nibali, Michele Scarponi Fabio Aru. Ha seguito anche Peter Sagan, Elia Viviani ed Ivan Basso nella Liquigas. Adesso è diesse della campionessa Elisa...


Gli Juniores della Giovani Giussanesi hanno conquistato la vittoria nella classifica a squadre della Ronde de Saône-et-Loire U19, gara a tappe andata in scena da giovedì a domenica in Francia. Il risultato nella graduatoria dei team è frutto di...


Vi proponiamo un estratto dallo speciale di Sky Sport curato dal collega Luigi Vaccariello all'indomani del Tour de France: Alex Carera, procuratore di Pogacar, risponde alle domande di Vaccariello sull'eventualità di correre i tre grandi giri nello stesso anno e...


Nella finale dell’Inseguimento a Squadre élite femminile non c’è storia: Martina Fidanza, Martina Alzini, Rachele Barbieri e Matilde Cenci dominano la prova dall’inizio alla fine, chiudendo i 4000 metri in 4'39"556 e conquistando il titolo tricolore con autorevolezza. Alle loro...


La finale dell’Inseguimento a Squadre élite maschile regala una sfida di altissimo livello, chiusa con un nuovo titolo tricolore per il quartetto composto da Alessio Magagnotti (già oro nello Scratch), Matteo Fiorin, Christian Fantini ed Etienne Grimod. I quattro firmano...


La finale dell’Inseguimento a Squadre juniores maschile incorona il Veneto, protagonista di una prova solida e tecnicamente ben costruita. Il quartetto Xavier Bordignon, Lorenzo Ceccarello, Nicola Padovan e Jacopo Vendramin vola verso il titolo chiudendo i 4000 metri in 4'24"205,...


La Velocità a Squadre élite assegna i titoli tricolori con due finali di grande spessore tecnico, confermando la qualità dei gruppi più strutturati del panorama nazionale. Finale maschileIl tricolore va al terzetto formato da Pietro Bertagnoli (Saint Brieuc BMX), Mattia...


La Velocità a Squadre juniores incorona Piemonte e Lombardia ai Campionati Italiani, con due finali di alto livello tecnico e un bilancio complessivo che conferma la forza del movimento del Nord.Finale maschileNella prova maschile il titolo va al Piemonte, trascinato...


La nuova campionessa italiana dello Scratch Elite è Linda Sanarini, padovana delle Fiamme Azzurre / Tirol Women Cycling, al primo anno nella categoria ma già capace di prendersi la scena con personalità. La finale al velodromo Francone di San Francesco...


Alessio Magagnotti si prende la scena e la maglia più pesante: quella dello Scratch Elite ai Campionati Italiani su pista al velodromo Francone di San Francesco al Campo. Il trentino della Red Bull Bora Hansgrohe Rookies ha imposto la sua...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra