GUDERZO: UNA BELLA MEDAGLIA, UN PREMIO PER TUTTA LA SQUADRA

MONDIALI | 29/09/2018 | 16:45

È il vero simbolo dell'Italia rosa che pedala: dal 2002 Tatiana Guderzo non ha perso nemmeno un mondiale e sul podio è salita nel 2004 con l'argento, nel 2009 con la maglia irdata e oggi per ricevere il bronzo al termine di una gara fantastica.


«Sinceramente non so nemmeno io cos'ho fatto oggi. Stamattina sono partita grintosa per il mio sedicesimo mondiale, questa maglia mi dà sempre motivazioni speciali. Ho avuto un anno veramente difficile, avevo bisogno di un po’ di fortuna e penso di essermela meritata. L’Italia oggi ha corso davvero bene, c'è un bel gruppo di giovani e di grandi speranze e poi ci sono io, che sono più vecchietta - ma solo di due o tre anni - e volevo firmare una grande prestazione».


E ancora: «Stamattina ci eravamo promesse di dare il 110 per cento e io credo di aver dato oggi il 200 per cento. Al termine dell'ultima salita non ne avevo proprio più. Ma il mondiale è una gara di un giorno, tutto può accadere lo sappiamo bene e oggi è andata bene a me e sono felice visto che è anche il compleanno di mio papà e penso di avergi fatto un bel regalo».

Sei stata protagonista di una gara dispendiosa: «Ho attaccato al penultimo giro, pensavo che guadagnassimo di più, poi quando ho visto la canadese Canuel scattare, ho pensato che una di noi due doveva entrare e sono ripartita. Quando Dino (Salvoldi, ndr) mi ha affiancato e mi ha detto che ce n’erano solo due davanti, ho attaccato e ho dato tutto per questa medaglia che è di tutta l’Italia».

Elisa Longo Borghini, tredicesima, è stata la prima ad abbracciare la Guderzo: «Tatiana si merita questo bronzo, perché ha sempre lavorato tanto per tutto, oggi era la più forte di noi, la più motivata e sono contenta per lei».

L'esordiente Erica Magnaldi è al settimo cielo: «Un  grande risultato, sembrava quasi insperato alla vigilia, ma vedevo che la sua condizione era in crescendo. Se un anno fa mi avessero detto che sarei stata qui, non ci avrei mai creduto… ho tanto da imparare e spero di farlo e di migliorare».

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