Frapporti, un neopro che sogna la Sanremo

| 15/12/2007 | 00:00
Marco Frapporti, 22 anni e la voglia di dimostrare di poter stare tra i professionisti svolgendo il lavoro dei suoi sogni: il ciclista. «Spero di essere all'altezza della situazione - afferma - soprattutto per non deludere le aspettative di tutte le persone che mi hanno cresciuto, sia ciclisticamente, sia come uomo. E poi perché mi piacerebbe ripagare la fiducia che la famiglia Reverberi ha risposto in me. Con loro il contatto è avvenuto intorno a metà ottobre, e poco dopo ero già un corridore professionista. Ho firmato un biennale che spero possa essere il periodo giusto per far capire agli addetti ai lavori e a coloro che credono nel sottoscritto che la bicicletta è il mio mestiere e la mia vita». «Tra i dilettanti mi difendevo bene nelle volate di gruppo, infatti ne ho vinta più di una a ranghi compatti; poi per una serie di cadute non sono più stato in grado di destreggiarmi tra un manubrio e l'altro, quindi mi sono migliorato sempre di più in salita e sui percorsi nervosi. Credo dunque - spiega Frapporti - di potermi definire un corridore completo, anche se tutti mi danno del passista veloce. Certo è che la corsa dei miei sogni è la Milano-Sanremo; lo so, sarò banale, ma penso che la "mia" corsa possa essere quella. Poi magari correndone delle altre potrò innamorarmene, ma ora è la Classicissima ad essere in cima ai miei pensieri». «Ho ripreso ad allenarmi seriamente da tre settimane, e questa è stata la mia ultima settimana di palestra. Seguo delle tabelle, ma ogni giorno, prima di fare lavori, cerco di capire se è il grado di seguire quella scheda oppure no. Sono dell'idea, difatti, che anche le sensazioni contino tanto. Mi piace allenarmi da solo, anche se ogni tanto mi trovo con Roberto Ferrari e con altri miei ex compagni ancora dilettanti, mentre della nuova squadra conosco bene Finetto, con cui ho corso già due anni nelle categorie giovanili, e Canuti, con cui ho avuto modo di fare amicizia durante la settimana dei Campionati del Mondo di Stoccarda». Marco Frapporti ha anche una dedica speciale da fare, «a nonno Luciano, che ci ha lasciati all'inizio di quest'anno e che sarebbe stata la persona più felice del mondo sapendo del mio passaggio tra i professionisti. A lui, a Marco Artunghi, che è stato un buon corridore, ma è soprattutto un grande uomo, e al mio grande amico Giovanni ed ai miei genitori, che proprio qualche giorno fa hanno organizzato una grande festa a mia sorella ed al sottoscritto in occasione della presentazione del "Frappo e Frapportina Fans Club", vorrei dedicare questi primi passi tra i pro', sperando solamente che la salute e la fortuna siano dalla mia parte. Al resto ci penserò io».
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