Museo del Ghisallo, sabato incontro con Gianni Bugno

| 13/12/2007 | 00:00
Il Museo, considerato a lungo luogo polveroso, riservato a pochi, dove molti non osavano mettere piede temendo di annoiarsi. Oggi crescono le iniziative, indirizzate a coinvolgere un pubblico sempre più vasto, a partire dalla curiosità che può stimolare il desiderio di conoscenza, riflessione e confronto. Tra i diversi fenomeni che in quest’epoca hanno accompagnato indubbie trasformazioni ci sta e come anche la bicicletta e il ciclismo. E che cosa può interessare agli sportivi più delle imprese, i drammi, i successi e le difficoltà dei campioni? Il retroscena di alcune gare, i preparativi, che possono raccontare i grandi campioni; coloro che hanno seguito le molte manifestazioni. Con la rassegna Storie di ciclismo il museo offre al pubblico delle occasioni per incontrare protagonisti e testimoni di questo mondo, evidenziando con questo patrimonio storico oggetti, documenti, fotografie, filmati, informazioni, che questi personaggi hanno permesso di raccogliere e rendere noti. Così è nata l’idea di programmare una serie di incontri al Museo del Ciclismo-Madonna del Ghisallo presso la sala conferenze (dalle ore 15 alle17) secondo un calendario che sabato prossimo troverà presente Gianni Bugno, il 12 gennaio Ercole Baldini (il mio record dell’ora), il 26 gennaio Franco Ballerini (dalla Roubaix alla nazionale), il 9 febbraio Carmine Castellano (vent’anni di organizzazione del Giro d’Italia) ed il 23 febbraio Floriano Albè (nell’officina del gigante). Con Fiorenzo Magni, il 24 novembre scorso, si è aperta questa importante rassegna. Sabato prossimo toccherà al due volte campione del mondo Gianni Bugno. Svizzero di nascita (a Brugg) è stato uno degli ultimi corridori capaci di competere ai massimi livelli, sia nelle classiche di un giorno, sia nelle corse a tappe, di vincere le prove a cronometro, tappe di montagna e arrivi in volata, partecipando a tutte le più importanti gare ciclistiche della stagione. Nel 1980 negli allievi venne alla ribalta vincendo il Giro della Provincia di Como. Professionista dall’85, tra i suoi successi il Giro d'Italia del ‘90, indossando la maglia rosa, simbolo del primato, dalla prima (crono di Bari) all’ultima vincendo quell’anno tre tappe, due Campionati del Mondo consecutivi (’91 a Stoccarda e ’92 a Benidorm), Milano-Sanremo, Wincanton Classic, Classica di San Sebastian, Giro delle Fiandre e Coppa del Mondo. Al Tour: una volta secondo (nel ’91) e poi terzo (’92) nell’avvio della serie dei cinque consecutivi di Miguel Indurain. Ha vinto due tappe all'Alpe d'Huez, due campionati italiani, Giro del Friuli, Trofeo Matteotti, tre Giri dell'Appennino consecutivi, due Coppe Agostoni, Giro del Piemonte, Tre Valli Varesine, Giro dell'Emilia, Milano-Torino, Giro del Lazio. Numero 1 della classifica mondiale UCI nel 1990 e nel 1991. Sabato, in prima persona, parlerà e risponderà al Museo ai molti appassionati che interverranno. Giulio Mauri L'ingresso all’incontro e al museo: euro 5. Orario di apertura in occasione degli incontri: dalle 10.00 alle 18.00. Questo l’orario invernale del Museo: da Martedì a Sabato dalle 10.00 alle 17.00. Domenica dalle 9.30 alle 17.30.
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