| 21/11/2007 | 00:00 Al 15 novembre, limite fissato per l’invio dei dossier, venti squadre Professional hanno proposto la loro candidatura per l’ottenimento del marchio «wild card», Si tratta di:
• Elk Haus-Simplon (AUT)
• Team Volksbank (AUT)
• Landbouwkrediet-Tonissteiner (BEL)
• Topsport Vlaanderen (BEL)
• PSK Whirlpool-Author (CZE)
• Andalucia-Cajasur (ESP)
• Karpin Galicia (ESP)
• Mitsubishi-Jartazi (EST)
• Agritubel (FRA)
• Barloworld (GBR)
• Ceramica Flaminia Bossini Docce (IRL)
• Group Navigare (IRL)
• Acqua Sapone-Caffe Mokambo (ITA)
• NGC Medical-OTC Industria Porte (ITA)
• Tinkoff Credit Systems (ITA)
• Skil-Shimano (NED)
• Benfica (POR)
• BMC Racing Team (USA)
• Slipstream Chipotle presented by H30 (USA)
• Serramenti PVC Diquigiovanni-Androni Giocattoli (VEN)
Il marchio «wild card» darà alle squadre che lo otterrano il diritto di ricevere un invito alle corse iscritte al calendario UCI ProTour. La Commissione delle Licenze si pronuncerà entro la fine del mese di gennaio. Potranno ottenere il marchio «wild card» solo le squadre che risponderanno a criteri molto stretti di qualità, in particolare dal punto di vista sportivo (risultati e organico), giuridico (rispetto dei regolamenti), finanziario (gestione rigorosa e trasparente) ed etico (in partioclare in materia di gestione della lotta al doping). Le squadre sono tenute a seguire le direttive Uci, in particolare aderendo al passaporto biologico (contributo al finanziamento del progetto e cura dei formulari di reperibilità dei rispettivi atleti).
L’adozione del marchio «wild card» risponde ad una precisa domanda degli organizzatori, delle squadre e dei corridori, che si augurano, come l’Uci stessa, che tutti i partecipanti alle corse del calendario Pro Tour siano tenuti a rispettare le stese regole, in particolare quelle etiche.
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