Overdose

| 27/09/2007 | 00:00
Overdose. Overdose di autoemotrasfusioni, di sacche congelate, di ormoni Gh, di testosterone. Di camere iperbariche e di ventolin. Di corticosteroidi e di coprenti. Di studi farmaceutici e di rivelazioni mediche, di ricerche genetiche e di biologia corsara. Di tutto questo ciarpame parascientifico che da un decennio ci obbliga a riciclarci in tanti esperti di medicina fai-da-te, con competenze e bagaglio professionale da infermiera caposala. Overdose di blitz, di Nas, di Gendarmerie. Di perquisizioni, di interrogatori, di intercettazioni. Di piemme, di procuratori federali, di commissioni disciplinari. Di tutte queste interminabili trafile giudiziarie che annunciano cataclismi e partoriscono topolini, lasciando sempre la sensazione che a pagare non sia certo il più sporco, ma solo il più ingenuo della compagnia. O comunque il meno furbo. Tanto per dire che non si può credere nemmeno nel giusto castigo. Overdose di Operacion Puerto e di Birilli, di Amigo de Birillo e di Valv-Pitì. Di liste rivelate e poi negate. Di nomi sparati e poi misteriosamente spariti. Di queste regole assurde che in alcuni Paesi mietono vittime, mentre in altri - leggi Spagna - bellamente sorvolano sugli scandali più truci. Lasciando ogni volta la penosa certezza che esistano due pesi e due misure. E che soprattutto la giustizia proceda schizofrenica a due velocità, trattando gli indiziati della stessa inchiesta in modi diametralmente opposti, secondo umori e interessi personali di chi al momento comanda. Overdose di codici etici, di autocertificazioni, di regolamenti pro-Tour. Di tutta questa catasta fumosa e inconcludente, parolaia e gaglioffa, che nasconde soltanto la penosa realtà dell’immobilismo, perché nessuno è diposto a mollare su niente. Overdose di miti infranti e di eroi fasulli. Di campioni appena nati e subito soffocati in culla. Di imprese appena raccontate e subito cestinate. Di figuracce personali, per noi che questo mondo e questi fatti raccontiamo, sulle orme di inarrivabili cantori come Buzzati, Prezzolini e Montanelli. Signori della letteratura che avevano un invidiabile vantaggio: potevano liberare la fantasia e lavorare di cesello. Sai che spettacolo vederli all’opera adesso, tra tassi d’ematocrito e controlli a sorpresa, tra prescrizioni Wada e normativa Uci. Forse persino loro, insigni ed eminenti, alla fine si darebbero all’ippica. Overdose di bugie spudorate e di scusanti grottesche. Gente che giura d’essere in Messico e invece risulta sulle Dolomiti, gente che alla mattina partecipa al sit-in contro il doping e la sera finisce in caserma per doping conclamato. Overdose di chiacchiere, di sottili distinguo, di scuse accampate e di attenuanti invocate. Lo sappiamo, il doping è di tutto lo sport, non solo del ciclismo. Ma sappiamo benissimo che in tema di droghe fanno titolo dosaggi e frequenze. Ci sono modiche quantità e usi saltuari. Ci sono pratiche pesanti e totali dipendenze. Tutto è furto, ma c’è una differenza tra chi ruba una mela e chi assalta il treno postale. Riescono a capirlo, gli insopportabili vittimisti di questo mondo sgangherato? Overdose di telecronache grottesche, una vera emergenza nazionale, con questa coppia parastatale dei Bulbarelli e dei Cassani, nuovi Ollio&Stanlio, che neppure dopo un decennio di scandali e di vergogne riesce a trovare un minimo di misura, ogni volta ricominciando dai superlativi spudorati e dai peana smodati, evidentemente convinta che il gentile pubblico abbia l’anello al naso. Overdose di alti dirigenti come il popolare Pat McQuaid, presidente Uci, che dopo un anno e mezzo non si vergogna di confessare come i suoi legali siano ancora lontani dal completare la lettura delle seimila pagine di quel grande romanzo horror intitolato “Operacion Puerto”. Solo una domanda: ma questi legali sono analfabeti? Quanto devono metterci, diamine: hanno fatto prima gli archeologi a decriptare i geroglifici nelle piramidi egizie… Di overdose, purtroppo, si schiatta. Stiamo schiattando tutti quanti noi, popolazione italiana da un secolo legata alle struggenti imprese di una leggenda continua. Dev’essere per questo che molti danno le dimissioni da tifoso, lavorando saturi e stremati sul fedele telecomando di casa, dirigendosi verso altre storie. Di overdose sta purtroppo morendo – lei sul serio - la bella creatura, ridotta come una povera cosa, senza più colore, anima e dignità. Il suo nome è bicicletta. Restano poche speranze di salvarla, ridotta com’è. A preoccupare non sono tanto le sue condizioni, peraltro disperate, quanto la competenza e la serietà dei soccorritori. Sotto le mascherine dei medici, si nascondono le stesse facce inquietanti e rapaci di quelli che l’hanno ridotta così. Forse è meglio evitarci le illusioni, e preparare i familiari. Cristiano Gatti da tuttoBICI numero di settembre 2007
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Abbiamo aperto la settimana con 21 minuti in compagnia telefonica di Matteo Trentin, che durante il viaggio tra Amburgo e il Benelux ha risposto alla nostra raffica di domande sul rinnovo con la Tudor, sulle sue ambizioni e piani futuri,...


Dopo il Giro d'Italia 1966 e il Tour de France 2009, con la cronometro individuale che sabato 22 agosto darà il via alla Vuelta, Monaco diventerà la prima città a ospitare la tappa inaugurale di ciascuno dei grandi giri. L’81a...


Attraverso i suoi profili social, Bob Jungels ha annunciato il suo ritiro alla fine di questa stagione. Il lussemburghese, 34 anni tra un mesto, ha corso con alcune delle squadre migliori dell’ultimo decennio, dalla Trek alla Quick-Step, passando per AG2R,...


Wilier Triestina è tra i partner di We Ride Paris, la nuova iniziativa lanciata dal Paris Saint-Germain,  campione d'Europa in carica, in collaborazione con Groupama-FDJ United. Il progetto riunisce le comunità del calcio, del ciclismo e del fitness connesso attorno a una sfida sportiva comune a...


Pedala da 125 anni ma ha la freschezza degli Under 23 e la voglia di andar lontano. È il Velo Club Mendrisio, team di confine con la sede nella Confederazione e le ruote molto spesso nel Belpaese. Il vertice della...


È bionda, combattiva, si mette costantemente in evidenza su svariati percorsi e sogna di diventare come Demi Vollering. Nelle classifiche di rendimento Carlotta Petris è tra le migliori Juniores italiane e ai cimenti internazionali ha sempre fatto bella figura. ...


E’ il 3 ottobre 1992, a Peccioli si corre la Coppa Sabatini coi migliori professionisti in gara. Piove a dirotto sulla Valdera e al termine dei 202 chilometri trionfa un ventitreenne lombardo: Stefano Zanini, alfiere Titanbonifica-Navigare. Zanini sulla collina di...


Dal Principato di Monaco a Granada, da sabato 22 agosto a domenica 13 settembre: 21 tappe, due giorni di riposo, 3275 chilometri. Ecco la Vuelta 2026: due cronometro individuali, 4 tappe per velocisti, 5 tappe collinari (una con arrivo in...


Fra buste, cartelle e faldoni, è spuntato anche questo mio pezzo su Aldo Ronconi, scritto nel gennaio 2003, custodito prima nella ghiacciaia (un archivio) della “Gazzetta dello Sport”, poi su carta stampata (con le correzioni a penna dello stesso Ronconi)...


Con l’avventura iridata di Ivan Mosè Borghi Pellizzoni in Belgio e il Giro delle Tre Province in Emilia‑Romagna, riprende a pieni giri l’attività agonistica della Salus Seregno De Rosa. Da oggi e fino a domenica 23 agosto, Borghi Pellizzoni — già...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra