Prudhomme chiama Mc Quaid: «Tu vuoi uccidere il Tour»

| 21/07/2007 | 00:00
E' accaduto tutto nella notte tra giovedì e venerdì. Una serata calda e afosa, che ha fatto perdere le staffe al numero uno del Tour de France. Molte le ragioni, comprensibile la sua reazione, anche se gli organizzatori del Tour a merenda con i dirigenti Uci ci sono andati spesso e volentieri. Come un anno fa, alla vigilia della partenza del Tour da Strasburgo, quando si sono sostituiti alle istituzioni e hanno fatto pressione per avere dal governo spagnolo il famoso dossier dell'affaire Puerto (non si sa bene a quale titolo) e con la complicità degli avvocati dell'Uci (avranno mai letto il dossier?) hanno chiesto alle squadre di Pro Tour di applicare il codice etico e di estromettere dalla Grande Boucle Ullrich, Basso e compagnia. Un anno fa l'Aso si sostituì alle istituzioni, quest'anno con le istituzioni ha firmato il progetto delle firme, di quel ridicolo documento che è stato firmato da tutti per proseguire nel solco delle bugie e dell'inganno. Valv-Piti corre, così come l'Amico di Birillo, e via di questo passo. Il Tour della pulizia è più zozzo di sempre. Se il Tour è sporco e non è credibile, non è solo per colpa dell'Uci, ma anche e soprattutto del Tour de France, che si muove come se tutti avessero l'anello al naso, come se a loro fosse concesso tutto. Valverde non li inquieta? Valverde per loro è simbolo di un ciclismo pulito e inattaccabile? Valverde è stato forse accettato perchè corre per un banca francese? Ma andiamo per ordine. Ecco la notizia. A Pat McQuaid non è andata giù una telefonata ricevuta dal direttore del Tour de France. Non solo perché Christian Prudhomme ha deciso di comporre il numero del presidente dell'Uci nel cuore della notte tra giovedì e venerdì, ma anche per il contenuto della conversazione. «Mi ha chiamato. Urlava e sbraitava», ha raccontato McQuaid ad Associated Press, «non mi lasciava parlare ed insisteva. Poi mi ha detto... 'stai provando ad uccidere il Tour de France?'. Io gli ho detto 'chiamami quando sei più tranquillo', poi ho riattaccato». Il numero uno dell'Unione Ciclistica Internazionale - che ora pretende le scuse del direttore del Tour - ha chiarito che la telefonata di Prudhomme era incentrata sul caso che ha coinvolto Michael Rasmussen, escluso dalla nazionale danese per i Mondiali e le Olimpiadi di Pechino nella serata di giovedì, ovvero quattro giorni dopo avere conquistato la maglia gialla di leader della corsa transalpina. Prudhomme, in sostanza, ha gettato dubbi sul momento scelto dalla federazione di Copenaghen per annunciare i due test saltati dal corridore della Rabobank a causa della mancata notifica alle autorità antidoping dei luoghi in cui si sarebbe allenato. Le infrazioni alle normative Wada erano note da settimane e secondo i responsabili del Tour de France il tempismo della federciclo danese è esplicitamente sospetto: «Effettivamente sembra un tentativo di destabilizzazione», ha detto oggi Patrice Clerc, capo della Amaury Sports Organization, la società che gestisce il Tour de France. La Grande Boucle, insomma, si sente sotto tiro. Non solo per il caso Rasmussen, ma anche per la vicenda legata al tedesco Patrik Sinkewitz. Il corridore della T-Mobile si era ritirato dalla corsa transalpina lo scorso weekend, poi mercoledì la federazione tedesca ha annunciato la sua positività al testosterone, rilevata in un controllo effettuato durante una serie di allenamenti nel mese di giugno. «Mi chiedo perché queste notizie escano durante il Tour», ha aggiunto Clerc, intervistato dal quotidiano sportivo francese L'Equipe. McQuaid, attualmente in vacanza con la famiglia a Dublino, nel corso dell'intervista telefonica ad AP ha chiarito che né lui né l'Uci hanno responsabilità per il fatto che le notizie su Rasmussen e Sinkewitz siano uscite durante il Tour. «Saltare a conclusioni mi dà fastidio», ha spiegato il presidente dell'Uci, «ed è assurdo che loro pensino che da parte nostra ci sia l'intenzione di fare di proposito qualcosa contro il Tour de France». McQuaid ha poi chiarito di avere appreso della situazione legata a Rasmussen grazie alla telefonata di un giornalista, arrivata poco prima di quella di Prudhomme. «Questo giornalista mi ha spiegato cosa era successo, così ho chiamato il nostro avvocato e la federazione danese per capire cosa stesse accadendo. Sono rimasto al telefono fino all'una del mattino», ha aggiunto McQuaid. Il caso Rasmussen, almeno sul fronte del Tour de France, si è chiuso ieri con la decisione di Prudhomme, che ha consentito al ciclista danese di proseguire normalmente la corsa. In base ai regolamenti i ciclisti devono informare le autorità antidoping circa i loro spostamenti per risultare continuamente reperibili in caso di controlli non annunciati. Per le omesse notifiche Rasmussen recentemente ha saltato due test. A partire dal terzo controllo non effettuato per una mancata comunicazione gli atleti vengono considerati positivi andando così incontro ad un procedimento disciplinare. L'Uci ieri aveva confermato che Rasmussen, a quanto pare volato in Messico per allenarsi, era stato avvisato lo scorso 29 giugno circa due controlli saltati l'8 e ed il 28 maggio. In relazione al caso che ha coinvolto la maglia gialla Prudhomme ha chiesto il motivo della partecipazione di Rasmussen ai campionati nazionali danesi dello scorso primo luglio, aggiungendo ai suoi polemici interrogativi anche il punto di domanda sulla decisione di escludere il ciclista dalla nazionale biancorossa proprio durante il Tour de France. Il duplice caso Rasmussen-Sinkewitz ha riaperto una vecchia frattura tra l'Uci e gli organizzatori del Tour de France, già ai ferri corti per questioni legate all'assetto del massimo circuito professionistico, il Pro Tour.
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Doppietta d'autore per Auben Sparfel nella Coppa di Francia di Ciclocross. Il giovane francese ha dominato la due giorni di Nommay, imponendosi in entrambe le prove riservate alla categoria elite e confermando tutte le qualità che ne fanno uno...


Assolo di Michael Vanthourenhout nella prova inaugurale del Superprestige elite disputata a Overijse, in Belgio. L'ex campione europeo della Pauwels Sauzen-Altez Industriebouw ha imposto fin dalle prime fasi il proprio ritmo, riuscendo a staccare progressivamente tutti gli avversari e...


Come Alessio Borile tra gli juniores, anche Lucia Bramati firma la doppietta nel fine settimana di Topolcianky. La vicentina della Fas Airport Services Guerciotti Premac si è infatti imposta anche nella seconda prova del ciclocross slovacco riservata alle donne...


Il colpo da finisseur di Callum Ormiston regala al Sudafrica l’ennesimo titolo ai Campionati Africani di ciclismo su strada, premiando un ventiseienne corridore che ha articolato gran parte della sua stagione sulle strade asiatiche, lui che è portacolori della cinese...


Brilla la maglia iridata di Lucinda Brand nella prova inaugurale del Superprestige donne elite disputata a Overijse, in Belgio. La campionessa del mondo olandese ha preso in mano la corsa fin dalle battute iniziali, facendo subito la differenza e...


Poker di vittorie della Fas Airport Services Guerciotti Premac nel Ciclocross di Mettmenstetten, valida come terza manche della Swiss Cup in Svizzera. Francesco Dell'Olio, Nicole Righetto, Alex Natan Longhi e Irene Righetto firmano una giornata speciale per i colori...


Alessio Borile si conferma protagonista in Slovacchia. Il portacolori della DP66 Pinarello ha infatti conquistato anche la seconda prova del NoLimited di Topolcianky riservata alla categoria juniores, centrando il secondo successo consecutivo nel fine settimana. Il friulano ha replicato...


La Bardiani-CSF 7 Saber annuncia l'ingaggio di Davide De Cassan per la stagione 2027. Il corridore veronese, classe 2002, è il terzo nuovo arrivo ufficializzato dalla formazione emiliana, dopo Juan David Sierra e Simone Raccani. Scalatore particolarmente adatto ai percorsi...


A Parigi, in occasione della presentazione del Tour de France 2027, Jonas  Vingegaard non era presente, ma a dar voce al Team Visma – Lease a Bike c’era il Ceo Richard Plugge, convinto che per il danese la sfida con ...


Il percorso è stato svelato giovedì scorso: per il Tour 2027, parlando di vincitori e favoriti e lanciando uno sguardo alla prossima Grande Boucle, il percorso non sembrerebbe un ostacolo per Tadej Pogacar e questo lo porterebbe già ad essere...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra