INIZIATIVE | 06/11/2017 | 11:01 Marco Scarponi, fratello di Michele, ha scritto una lettera al direttore del Corriere della Sera per parlare di educazione stradale e porre fine al massacro che ogni anno avviene per colpa della distrazione, dell'alcool e di comportamenti scorretti. Vi proponiamo alcuni passaggi della sua lettera:
Innanzitutto mi presento, sono Marco Scarponi e vivo a Filottrano in provincia di Ancona con mia moglie e i miei tre figli. Sono un educatore professionale, sto tutto il giorno al fianco di ragazzi straordinari che hanno tanto da insegnarci e che noi non ascoltiamo, ma classifichiamo come autistici, down, spastici, ritardati, matti...
...Dopo aver letto l’articolo pubblicato sul Corriere della Sera del 1° novembre 2017, in cui Alex Zanardi riporta l’attenzione sulla sicurezza stradale parlando di rieducazione dei guidatori, mi sono deciso di scriverle perché anch’io mi sono chiesto in questi mesi che cosa siano diventate le strade, che cosa sia ormai una strada, che cosa succeda sulla strada e l’unica risposta che sono riuscito a darmi è questa: le nostre strade sono il luogo prediletto del più silenzioso e orribile dei massacri...
... Credo fortemente che sia arrivato il momento di mettere in atto quel cambiamento culturale necessario affinché sulle nostre strade, non dico si possa ritornare a giocare e ad incontrarsi liberi e sicuri come tanti anni fa, ma che perlomeno si possa circolare tutti, pedoni, ciclisti e automobilisti, senza più morti. Questo non è solo un cambiamento culturale, ma è anche e soprattutto un cambiamento politico...
Propongo a tutti un esercizio. Quando salirete in auto la prossima volta, provate a prestare attenzione a quanti mettono le frecce per entrare ed uscire dalle rotonde. Vivrò in una zona sfortunata, ma dalle mie parti nessuno. Purtroppo per il cambiamento culturale menzionato nell\'articolo, temo che per noi italiani sia efficace solo un sistema. Il bastone. Altre lingue non le capiamo. Basta ricordare cosa fu l\'entrata in vigore dell\'obbligo delle cinture di sicurezza. Fioccarono multe ovunque ed oggi tutti mettiamo la cintura senza nemmeno pensarci. Bastone Bastone Bastone
6 novembre 2017 16:52Eiger
Purtroppo devo ammettere che sperare nell’educazione di un italiano è tempo sprecato.
Noi capiamo solo la parola “repressione” . È dura da accettare ma dopo anni e anni di esperienze varie sono giunto a questa amara constatazione !!!
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