STORIA | 03/10/2017 | 07:55 Alessandro Pozzi, Sandro per tutti, è stato un valido corridore professionista per una decina d’anni, dal 1979 al 1989. Comasco di Capiago-Intimiano, nato la vigilia del Natale del 1954, già nelle categorie minori aveva fatto trasparire ottime doti di fondo e buona confidenza con la salita. Lo certificano la vittoria in due edizioni dell’impegnativa competizione Colli Briantei che ricercava diverse salite della Brianza appunto, la classifica finale della Settimana Bergamasca, altra gara a tappe dai profili altimetrici accentuati, il Trofeo Taschini e la Montecarlo-Alassio.
Nel professionismo, nonostante gli oltre dieci anni d’onorata carriera nella massima categoria in gruppi sportivi di primo rilievo, solo una vittoria figura nel palmarès del comasco, un successo conquistato in una tappa del Giro della Svezia, il “Post-Girot”, corsa open, con la maglia della Bianchi-Piaggio, nel 1982, formazione diretta da Giancarlo Ferretti e che aveva fra le punte i solidi svedesi Tommy Prim e Alf Segersall, oltre a G.B. Baronchelli, Contini e altri pure.
La sua funzione nelle squadre in cui ha militato, le ricordiamo in successione cronologica: Bianchi-Sammontana, Bianchi-Piaggio, Sammontana-Benotto, poi Bianchi-Piaggio, Ariostea, Gis Gelati, Del Tongo, Château d’Ax, era quella di uomo sempre a disposizione della squadra, gran lavoratore in favore dei capitani. Un lavoro comunque sempre apprezzato dai direttori sportivi e dai big che sapevano sempre di potere contare sua piena e completa dedizione e lealtà alla causa comune, senza rivendicazioni personali.
Terminata l’attività agonistica, in pratica senza soluzioni di continuità, Sandro Pozzi rileva un’attività nel settore delle biciclette, da molto tempo situata a Monguzzo, bella località collinare sempre in provincia di Como, a metà strada fra il capoluogo lariano e Lecco, prossima a Erba, lungo la direttrice stradale della nuova Vallassina, nota anche per un prelibato salame locale. E’ in sostanza una sorta di passaggio obbligato per la moltitudine d’appassionati delle due ruote che si recano, con frequenza, al Santuario della Madonna del Ghisallo provenienti soprattutto dalla pianura lombarda. Un passaggio obbligato, dicevamo, sia per chi poi prosegue per la Onno per affrontare la parte dura della scalata, dal versante di Bellagio, dopo avere percorso parte della sponda interna di quel ramo del lago di Como che unisce Lecco a Bellagio, sia per coloro i quali scelgono il più agevole versante di Asso.
E il negozio di Sandro Pozzi è, in effetti, l’ultimo sito ciclistico, il più prossimo all’ambita meta della Madonna del Ghisallo, molto frequentato da tanti appassionati sia per un semplice saluto al sempre disponibile Sandro e al suo socio Davide Aiani, anche lui con buoni trascorsi agonistici fra i dilettanti e che, se del caso, non lesinano consigli e un’aggiustatina se qualcosa non funziona, a parte le gambe, così come l’ex ciclocrossista Lucio Colzani, azzurro nella specialità alla fine degli anni 1960 e poi a lungo meccanico con bottega nella vicina Rogeno.
Diversi sono i suoi ex colleghi nel professionismo che sostano per un saluto a Sandro. Fra questi anche l’ex compagno di squadra Stefano Allocchio ma, fonti solitamente bene informate, riferiscono che il direttore di corsa delle gare di RCS Sport, una volta salutato l’amico, invece di proseguire per il Ghisallo preferisca rigirare il manubrio verso la più agevole pianura milanese. Almeno così si dice….
Affronta invece, con costanza e assiduo impegno le salite che si prospettano dopo la Cicli Pozzi, il noto giornalista di Sky Sport e molto altro ancora Giovanni Bruno che affida a Sandro le regolazioni della sua specialissima. E’ una sorta di “cenacolo ciclistico”, gestito con competenza specifica sia per i mezzi da strada, sia per quelli fuoristrada, dove si confrontano idee e si possono vedere le ultime novità del mercato delle due ruote, in ampio assortimento.
E dopo il saluto e la sosta a Pozzi & C. la salita verso il cielo della Madonnina protettrice dei ciclisti diventa comunque più agevole su entrambe le direttrici e, per gli amanti della mtb, i sentieri sono più scorrevoli.
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