Fabio ARU. 10. Un numero di assoluta classe, cercato con il cuore, voluto con la testa e ottenuto con gambe forti che hanno la dote di mulinare velocemente rapporti micidiali. È un carattere di ferro, Fabio. Da oggi è il nuovo “fidanzato d’Italia”. Dentro lo stile, c’è lo stiletto.
Dario CATALDO. 8. Erano solo in sei, la banda dei celestini. Tutti bravi, tutti incisivi, tutti squadra. Lui però, oggi, vale per tre.
Rinaldo NOCENTINI. 8. Non è più un ragazzino, ma corre con lo spirito e la voglia di chi non ha smesso di giocare. Lui in bicicletta si diverte. Anche oggi, sgambetta felice, e poi fa un saltino: sul podio. Eterno.
Diego ULISSI. 7. Viene giù dall’altura poco prima del “tricolore”. Si sa che il fisico si deve acclimatare, dopo tanto lavoro in quota, al fresco, mentre oggi si è corso a quasi 40 gradi. Arriva secondo, ma in certi momenti è più importante soffrire che vincere. Lo rivedremo al Tour.
Damiano CARUSO. 6,5. Sta bene, e l’ha fatto vedere anche oggi. Ma Aru e il gran caldo hanno fatto la differenza.
Gianni MOSCON. 7,5. Tra gli sconfitti, tra chi deve subire la violenta accelerazione di Aru è quello che lotta di più e fino alla fine. È l’unico che cerca di rientrare sul tamburino sardo, gli altri depongono quasi subito le armi. Lui ha classe e temperamento. Resta appena giù dal podio: meritava di più.
Enrico BATTAGLIN. 7. Se ne va in fuga tutto il giorno con Simone Sterbini ed Ettore Carlini. Per loro 170 km di corsa sotto un sole spaccapietre e spaccagambe. Non è come dirlo.
Marco CANOLA. 6,5. Il ragazzo della Nippo Vini Fantini cicli De Rosa ottiene un buonissimo sesto posto, al termine di una corsa dura e tra tanti corridori di livello.
Fabio FELLINE. 5,5. Gli manca qualcosa e si vede. Non è brillante, sempre molto duro, lui che quando sta bene è davvero un piacere vederlo pedalare. Già al penultimo passaggio sulla Serra, quando prova la febbre a se stesso e agli altri, si capisce che non sta benissimo.
Sonny COLBRELLI. 6,5. Su un circuito che non lo avvantaggia neanche un po’, alla fine ottiene un ottimo ottavo posto. Sonny c’è sempre. Su tutti i percorsi e in tutte le stagioni.
Matteo TRENTIN. 6. Non è brillante, ha il terreno per poter provare qualcosa, ma non ha la condizione per tentare di farlo.
Davide REBELLIN. 6. Ha l’età di Matusalemme, solo che lui, Davide, corre ancora. Mi dicono che Matusalemme si sia ritirato da qualche anno.
Vincenzo NIBALI. 6,5. È un campione, e lo fa vedere anche quando torna alle competizioni dopo giorni di scarico e settimane di inattività. Nel vivo della competizione fino alla fine: talento assoluto.
Giovanni VISCONTI. 4. A due giri dal termine, quando entra nel vivo la corsa, lui esce. Per primo.
Francesco GAVAZZI. 5,5. Era uno degli uomini più attesi della Androni Giocattoli, si fa attendere un po’ troppo.
Mattia CATTANEO. 5,5. Per Gianni Savio era l’uomo di punta. Spuntato.
Vino sará inc@zz@to nero... Ancora 'sto tricolore da piazzare sulle maglie...
Rebellin
25 giugno 2017 20:22runner
Mah direttore: solo un misero 6 a Rebellin? L\' unico corridore al mondo che a \"soli\" 46 anni (dico 46..) combatte fino alla fine con i migliori in una corsa dura come quella di oggi meriterebbe MOLTA più considerazione.
Bravissimo ARU
25 giugno 2017 21:06pagnonce
Super ha corso da campione il vetiiseienne,un un applauso anche al quarantacinquenne REBELLIN,tra i due rimane poco,tanto è il divario poca e' la gioventù .Fabo hai onorato in pieno il casco,SUPER
6 ?
25 giugno 2017 22:26warrior
Solo, senza squadra e senza corse nelle gambe. 9 davanti, quanti dietro?
non lo scopriamo adesso...
26 giugno 2017 07:43canepari
Moscon è un CORRIDORE VERO!
Maglia tricolore
26 giugno 2017 08:10Aruffo55
Neanche il presidente Fci Renato Di Rocco gradisce - nell\'anno di Nibali fu così - la scritta Astana sulla maglia tricolore.
bravissimo aru giusto un 10
26 giugno 2017 08:45Marcy
io avrei dato un 10 anche a rebellin addittura un 11 al noce
numero corridori per squadra
26 giugno 2017 13:00delfino
Quasi totalmente d'accordo con i giudizi espressi dal direttore...avrei pero' tenuto conto nel dare i "voti" distinguendo fra coloro che hanno avuto un vero e proprio trampolino di lancio dal numero dei compagni di squadra, da altri che hanno praticamente gareggiato senza squadra.
Ovviamnte e' un mio parere personale
Vecio grande
26 giugno 2017 21:15Berna71
A mio modo di vedere chi esce alla grande dal camp ita sono i vecchi grandi con in primis il mio coetaneo Rebellin,e sfido i vari campioncini di oggi a 46anni suonati e senza una squadra a supporto,di fare una gara come la sua di ieri ma d\'altronde la classe e il curriculum di vittorie nn sono un caso,a prescindere dal \" fatto olimpico\",e poi il Noce 39 anni e una dimostrazione che a certi livelli ci puo\' stare tranquillo ancora alla faccia di tanti ragazzini solo social parole e poke gambe....tra 15/20 anni vedremo chi ci sara\' ancora in bici a pedalare ...
Rebellin grandissimo
27 giugno 2017 01:12IngZanatta
Davide Rebellin ha fatto una gara eccellente. Sarebbe ora che la stampa e chi governa il ciclismo italiano la smettesse di ignorarlo, ci sono tantissimi tifosi che lo sostengono, Rebellin potrebbe sicuramente correre per una professional italiana, ma nessuna gli offre un posto per timori di problemi ... basti ricordare che la CCC non ha potuto schierarlo al via del giro 2016. Speriamo che Cassani sia obiettivo e gli conceda le stesse chance degli altri per una maglia azzurra
.
27 giugno 2017 09:53Tarango
Voto 46 a Rebellin!
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