LE STORIE DEL FIGIO. IVAN IL TERRIBILE

STORIA | 28/05/2017 | 07:59
Il cognome è ciclisticamente importante, quasi “pesante” da esibire ma Ivan lo porta con disinvoltura e orgoglio, nell’entusiasmo della sua giovane età - 12 anni - e della sua passione per le due ruote.

Ivan è il nipote del grande Vito Taccone, giovane rampollo del figlio di Vito, Cristiano che ha assecondato e asseconda, con la dovuta discrezione e prudenza, la passione e il desiderio espressi da Ivan di gareggiare in bicicletta, sulle orme e nel ricordo del grande nonno, Vito, il celebre “camoscio d’Abruzzo”.

E, in osservanza alla multidisciplinarietà, Ivan si dedica con ludico approccio alla bici da corsa, su strada, specialità del nonno, alla pista, al bmx e alla mountain bike. Prova tutte le esperienze possibili che la bicicletta offe, in profusione, in forma di gioco, come gli insegna papà Cristiano, per ora. Dice comunque anche che vincendo la soddisfazione è maggiore. In questo segue la filosofia che ha caratterizzato la carriera del nonno. Anche la sorella maggiore di un anno di Ivan, Gloria, ama cimentarsi in sella alla bicicletta.
Se son rose…… con quel che segue.

La scorsa estate, tutta la famiglia di Cristiano Taccone, la moglie Elena e i due figli, ha voluto ripercorrere la 19^ tappa del Giro d’Italia 1963, la Belluno-Moena costellata delle famose salite del passo Duran, della Forcella Staulanza, del passo Cereda, del passo Valles, del Passo Rolle e del passo San Pellegrino.

Su ogni salita Cristiano e il piccolo Ivan hanno voluto percorrere alcuni tratti in bicicletta. Il rispettivamente papà e nonno invece, in maglia Lygie, aveva pedalato per tutta quella lunga tappa, anche in solitaria, giungendo primo al traguardo con 4’’07” su Aldo Moser con Balmamion, vincitore di quel Giro, al terzo posto. In quell’edizione della corsa rosa Vito Taccone ha trionfato in cinque tappe e ha vinto il Gran Premio della Montagna oltre a farsi conoscere con la sua diretta loquacità e la sua disinvolta mimica al Processo alla Tappa di Sergio Zavoli del quale diventò un ospite fisso.

Per ora la bicicletta per Ivan e la sorella è una passione, un diversivo ma, forse, chissà…
La determinazione e la grinta collegati al cognome Taccone sono nel DNA. E’ solo un auspicio, non un obbligo, come dicono papà Cristiano e nonna Fausta, la moglie di Vito (nome non casuale…), dalla casa di Avezzano.

Giuseppe Figini

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