GIRO D'ITALIA | 09/05/2017 | 17:53 di Angelo Costa -
B come baffi. Nel senso di decorazione del viso. In gruppo se ne vedono sempre di più, dopo la dichiarazione di alcuni team manager che avevano rivelato di voler puntare su corridori coi baffi: qualcuno non ha capito. Chi cura questo aspetto del look non lavora a caso, ma dedica all’argomento un vero e proprio studio: conosce benissimo la differenza fra il baffo ‘a spazzolino’ e il baffo ‘a pennetta’, pur senza arrivare ad avventurarsi in quello che per i ciclisti sarebbe il più adatto, il baffo ‘a manubrio’. Tra le squadre, quella più in linea con questo genere di moda è la Trek Segafredo: il modello indiscusso è Eugenio Alafaci, che esibisce orgoglioso un bel paio di ‘chevron’ alla Tom Selleck, ben imitato da Julien Bernard, mentre Nizzolo e Stetina ci aggiungono anche la barba. A corridori così, il team non poteva che affiancare un direttore sportivo di adeguato livello: Adriano Baffi.
G come Giro d’Italia. Nel senso di corsa rosa: non solo un avvenimento sportivo, ma un vero e proprio evento. Soprattutto quest’anno che si festeggia l’edizione numero Cento: a raccontare la corsa in diretta, bene, c’è anche quest’anno Radiorai, con Emanuele Dotto, Giovanni Scaramuzzino, Antonello Brughini e l’ex azzurro Massimo Ghirotto. Giro Sento.
P come papà. Nel senso di genitore che ha un figlio fra i partecipanti al Giro. Ce ne sono molti che si muovono con discrezione, restando nell’ombra: quello di Nibali ha incontrato il figlio in albergo nel giorno di riposo, evitando carrambate o sfilate ad uso telecamera. A proposito dello Squalo: giocando in casa, ha schierato al via anche il nonno, colui che ha avuto la bella idea di farlo salire in bici da bambino. Poi ci sono quelli che si fanno riconoscere: quello che da anni gira con cartelli pittoreschi ricchi di frasi inneggianti a Visconti e indossa le maglie delle squadre per cui corre Visconti è il papà di Visconti. In passato c’è stato chi, pur volendo restare defilato, veniva puntualmente individuato: papà Lucio, primo fan di Petacchi, suo malgrado è diventato famoso perché alla fine di ogni tappa vinta dal figlio si sentiva chiedere dalla Rai se fosse contento. L’ultimo genitore della serie è il papà di Postlberger, primo leader di questo Giro: si è precipitato in Sardegna subito dopo aver seguito la sorprendente impresa del figlio. Per incoraggiarlo con un cartello con la scritta ‘Forza Lukas’, a Tortolì si è arrampicato su un albero ad un passo dal traguardo: per un figlio, nessun timore di fare l’imboscato.
....sì hai visto oggi, alcuni possono eseguire solo quelli
Alafaci
9 maggio 2017 23:38pickett
Più che Tom Selleck,mi pare assomigli molto a Walter Chiari nelle gag che iniziavano col rituale:"Vieni avanti,cretino!"
Almeno quelli si notano
10 maggio 2017 18:24piuomeno
Così almeno, con un bel paio di baffi, si nota la presenza. Perchè altrimenti l'anonimato spetta di diritto ad un corridore di cui non ho mai capito per quali particolari doti sia stato premiato col professionismo. Ah dimenticavo, i baffi.
Maurizio
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