LTDL 2018. GUARDINI: «UNA CORSA SPECIALE PER ME». AUDIO

PROFESSIONISTI | 16/03/2018 | 10:49
È lui la grande star del Tour of Langkawi 2018, il recordman di vittorie Andrea Guardini (Bardiani CSF) che dopo un anno di assenza ritorna nell'amata Malesia per incrementare il bottino personale che lo vede ora a 22 successi in 6 partecipazioni. L'obiettivo è quello di tornare a tagliare per primo il traguardo dopo due anni di digiuno e per farlo ha scelto il progetto della Bardiani CSF, che sembra tagliato su misura per lo sprinter 28enne.

La nostra chiacchierata con Guardini, a fondo pagina il file audio da ascoltare.

Andrea, un bel ritorno in una corsa che ti ha visto sempre protagonista

«Sì, è una corsa speciale per me, la sento un po’ mia, ho ottenuto tante vittorie e porto con me tanti bei ricordi. Anche qui, ogni volta che mi alleno sull'isoletta di Langkawi provo davvero bellissime sensazioni».

Inoltre, la corsa si chiuderà a Kuala Lumpur. Come raccontasti due anni fa, ogni volta che ti avvicini alla capitale senti un'agitazione positiva dentro, un'altra buona motivazione

«Sicuramente sì, sono riuscito a vincere quell'arrivo in tutti gli anni che ho corso e anche quest'anno non vorrei sbagliare e abbassare la media»

Affronti questo Langkawi con una nuova maglia, con una squadra con tanti giovani, come è andato questo primo periodo?

«Con la Bardiani CSF c'è stato subito un gran feeling sin dall’inverno. Sì, è un team con ragazzi giovani e che vogliono imparare, vogliono crescere e, cosa non da poco per le ultime generazioni, che ascoltano. Per assurdo negli ultimi anni in team World Tour avevo un approccio un po’ meno da squadra, perché avevamo sempre un uomo di classifica. Qui abbiamo Orsini e Sterbini che potrebbero far bene nella generale, però in ogni caso mi aiuteranno anche nelle volate».

A Maggio ti aspetta un appuntamento speciale

«Penso di non aver mai avuto un calendario costruito così a puntino per il Giro d’Italia: per la prima volta non andrò a correre in Belgio perché non abbiamo grossi appuntamenti là. Così correrò il giusto e potrò allenarmi tra una corsa e l’altra per crescere mattoncino dopo mattoncino. Questa corsa arriva in un momento in cui in Italia ha fatto molto freddo e non sono riuscito ad allenarmi al meglio, ma sono qui con l’obiettivo di asciugarmi un po’ e mettere da parte km che in Italia si avrebbero fatto fatica a raggiungere, andrò in Croazia e poi al Giro, non potevo chiedere di meglio, la motivazione è tanta, mancano 50 giorni e ogni giorno penso a come saranno le tappe in Israele».

Avete provato il treno per le volate? Come vi organizzerete?

«Abbiamo provato sin dal ritiro a Gennaio con Paolo Simion e Mirco Maestri, in Colombia abbiamo avuto un po’ di sfortuna con tante cadute che non ci hanno permesso di affrontare i tre sprint come volevamo, mentre ad Abu Dhabi avevo solo Bresciani. Invece qui mi ritrovo sia con Simion sia con Bresciani e potremo accrescere il feeling; è molto importante fidarsi dell’ultimo uomo e comprendere al volo quando partire o quando attendere ancora un po’. Sono tutti meccanismi fondamentali e questa corsa può essere quella giusta per imparare a trovarli visto che ci saranno tante occasioni di volata. Cercheremo di unire l’utile al dilettevole svolgendo il nostro lavoro e divertendoci al tempo stesso, perché qui c’è davvero un bellissimo clima. Siamo motivati per fare bene».

Quali sono i rivali da tenere sott'occhio?

«Pensavo fosse Kump il velocista della CCC, ma mi era sfuggito il neo campione del mondo nell’Omnium, Szymon Sajnok: se ha vinto una corsa così allora vuol dire che è completo e ha resistenza; per esperienza passata, vedi Bryan Coquard, i pistard si sanno muovere molto bene e al momento giusto nei finali convulsi e complicati. Come appunto saranno i finali qui in Malesia, essendo peraltro sei per squadra. C’è ovviamente Minalino, Riccardo Minali, da tenere sott’occhio e anche Matteo Manucelli, che in Colombia ha dimostrato di andare molto forte e di essere sempre presente. Siamo in cinque o sei a contenderci la vittoria e ogni anno il Langkawi regala qualche emozione, è una corsa che sta crescendo molto»

Da Langkawi, Diego Barbera

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