RIFORMA UCI. Ecco i segreti del conflitto Uci-Aso

POLITICA | 24/06/2015 | 07:29
Siamo tornati al punto di partenza, come a Monopoli. Solo che stavolta non c'è nessuno che ci dà il bonus destinato a chi ripassa dal via. E a pagare rischia di essere ancora una volta il ciclismo.
L'oggetto del contendere è la Riforma del Ciclismo, naturalmente. Per la quale Uci e Aso sono di nuovo ai ferri corti, come più di dieci anni fa, come alla vigilia e poi ai primi passi del ProTour. In seguito è venuto un accordo, è nato il WorldTour, ma ora siamo di nuovo al muro contro muro.

Alle squadre in linea di massima il progetto piace, agli organizzatori un po' meno. Alla Aso per niente. Tanto è vero che, come ha anticipato Cyclingnews, il colosso francese ha inviato una lettera alla Commissione del Ciclismo Professionistico per esprimere il proprio dissenso su molti punti del progetto e minacciando addirittura di ritirare dal WorldTour le proprie prove (68 giorni di gara in totale) nel 2016.
Esattamente come era successo nel 2005, quando il ProTour venne varato senza le prove legate agli organizzatori dei tre grandi giri (allora la Vuelta era di proprietà spagnola, ora invece fa parte del gruppo Aso).

Venerdì scorso il Comitato Direttivo dell'Uci si è limitato ad un commento di maniera nel proprio comunicato ufficiale, sottolineando come tutte le parti del ciclismo siano coinvolte nella discussione che presto porterà a stilare il testo definitivo della Riforma.

Ma cosa dice nel concreto la bozza di riforma? Ve lo spieghiamo:

Una nuova stesura, l'ennesima, è stata presentata dagli stakeholders alle squadre il 10 giugno scorso a Ginevra. I principi ispiratori sono quelli di sempre: ristabilire la credibilità del ciclismo, proseguire con la globalizzazione, rendere la stagione chiara e appetibile per i tifosi, ampliare e rinforzare la piramide del ciclismo, al cui vertice sta il WorldTour.

Punti fondamentali:

- le prove attualmente inserite nel WorldTour ne faranno parte, se lo vorranno, anche dopo il 2017. E non ci sarà alcuna riduzione della durata delle corse (addio all'idea di Giro e Vuelta di due settimane)

- adozione di un "Cahier des charges" che gli organizzatori dovranno rispettare completamente a partire dal 2017

- apertura a nuove prove WorldTour, con l'opportunità di salire di categoria per le corse HC: gli organizzatori avranno l'obbligo di invitare le formazioni WorldTour, ma queste non saranno obbligate a partecipare

- potrà verificarsi al massimo la sovrapposizione di due prove WorldTour (esattamente come accade oggi, per esempio, per Parigi-Nizza e Tirreno-Adriatico)

- la seconda divisione prende per il momento il nome di "ChallengeTour", con prove di HC e .1, con diritti e obblighi per le squadre ancora da individuare

- come viene confermata la durata delle corse, così anche il numero dei corridori al via (9 per squadra ai grandi giri, 8 per tutte le altre prove)

- i team WorldTour potranno partecipare alle corse di WorldTour e di ChallengeTour, quelli del ChallengeTour dovranno attendere le wildcard per partecipare alle corse WT (esattamente come accade oggi)

- confermato il numero massimo di 18 formazioni WorldTour che nel 2017 potranno ricevere una licenza triennale anche per incoraggiare gli investitori

- a fine stagione, la posizione della 17a e della 18a formazione della classica WT sarà valutata dalla Commissione delle Licenze, anche alla luce di eventuali candidature di formazioni ChallengeTour che vogliano prenderne il posto

- per i team WT minimo di 23 corridori e massimo di 25, con l'obbligo di un team di sviluppo di 8-12 corridori


- per i team CT minimo di 16 corridori, massimo di 25

- numero massimo di giorni di corsa per ogni corridore da stabilire con la consulenza dell'ISSUL (L'Istituto Universitario di Losanna)

- nulla cambia rispetto ad ora per i team Continental, che dovranno aderire ad un progetto di passaporto biologico se vorranno chiedere l'invito per partecipare a corse di categoria .1 e HC

CLASSIFICHE. Creazione di una classifica individuale mondiale, una classifica per nazioni basata sui punteggi dei migliori 8 corridori, classifica a squadre per il WorldTour, classifica a squadre per il ChallengeTour. Possibile creazione di classifiche mondiali per specialisti (per esempio, miglior scalatore, miglior sprinter, miglior specialista di corse in linea).

CONTESTAZIONE. Numerose e articolate le contestazioni mosse da Aso alla bozza della Riforma. Su tutte, la sovrapposizione di eventi (Aso lamenta in particolare quella di Parigi-Nizza e Tirreno e quella di Delfinato e Giro di Svizzera) e la non obbligatorietà della partecipazione dei team WT alle nuove gare della categoria, con Aso che teme la preminenza di prove più ricche (magari disputate in paesi che non hanno background ciclistico) rispetto alle corse che hanno maggior storia. In discussione anche il sistema di promozione e retrocessione che deve essere ancora chiarito nel dettaglio. E poi c'è la questione Velon, la società che raccoglie 11 team di WorldTour, che ha iniziato la sua collaborazione con RCS Sport e con il Giro di Svizzera soprattutto nel campo della produzione di immagini televisive. E qui, con il rientro in campo dei diritti televisivi, chiudiamo il cerchio e torniamo davvero al punto di partenza.
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