CASTELLANIA. Un pellegrinaggio, un ricordo eterno

STORIA | 02/01/2015 | 07:00
Come oramai avviene con costanza, senza soluzione di continuità, a Castellania si ricorda con inalterata commozione la data del 2 gennaio 1960, il triste giorno della scomparsa del “campionissimo” per eccellenza, Fausto Coppi.
E sulla collina del piccolo borgo arrivano da varie regioni appassionati sportivi che ne hanno vissute le gesta, sovente accompagnati da altri che, per motivi d’età, pur non avendone avuta una conoscenza diretta, ne onorano il ricordo con amore, quasi una devozione. E' una sorta di commosso pellegrinaggio da compiere con qualsiasi condizione atmosferica.
La piccola chiesa nei pressi del cimitero, dove si celebra la funzione religiosa, come il solito, non riuscirà a contenere tutti i convenuti con i figli di Fausto, Marina e Fausto, le loro famiglie, il cugino Piero Coppi e i molti altri che nella zona tengono vivo il ricordo di Fausto e del fratello Serse. E’ la terra dei “campionissimi” per definizione, ricordando anche l’“omino di Novi”, Costante Girardengo.
E’ il ritrovarsi di gente, corridori di vari livelli, capisquadra e gregari, dirigenti, giornalisti, cultori della memoria ciclistica, rappresentanti delle istituzioni, che non mancano mai, assieme a una notevole partecipazione di sportivi che compiono pure lunghi viaggi, di rinnovare la loro testimonianza, affettuosa, duratura.
Il tempo, purtroppo, ha assottigliato la squadra dei suoi amici che pedalavano con lui, in biancoceleste per la Bianchi o in bianco-nero o bianco per Carpano e Tricofilina-Coppi. Due anni fa, una decina di giorni dopo avere partecipato alla commemorazione, sotto la neve, in piena forma che non lasciava presagire il peggio, se ne è andato improvvisamente Andrea “Sandrino” Carrea, preceduto, nel novembre 2011, dall’amico Ettore Milano. Erano i due più fidati amici di Coppi, uniti dalla comune origine, dal dialetto e da grande, magari rustica ma intimamente sincera, amicizia. Come quella con Renzo Zanazzi, altra presenza costante del 2 gennaio – e non solo – a Castellania il quale non mancava mai di ricordare, parlando in meneghino con il busto di Fausto, di una certa questione, definiamola “ amministrativa” rimasta in sospeso fra loro. Cose di corse e corridori. Chissà che ora Renzo, scomparso alla fine del gennaio 2014, non l’abbia alfine chiarita in modo diretto con Fausto.
Nella circostanza ci piace ricordare pure che il libro “Coppi” di Mario Fossati, penna magistrale e grande amico di Coppi, anch’egli scomparso il 2 dicembre 2013, è nelle posizioni di testa dell’hit-parade delle pubblicazioni ciclistiche.
Siamo sul filo della memoria (e che memorie, con il “dedicato a Alfredo Martini” trasmesso dalla Rai e curato da Auro Bulbarelli la sera di capodanno)  che ci pare giusto sempre ricordare e celebrare, quale base di speranza, sempre e comunque, anche nel futuro.

g.f.

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