PANTANI. La scienza smonta il caso: è stata overdose

GIUSTIZIA | 19/11/2014 | 13:14
Il caso Pantani ha varcato i confini e ha trovato ampio spazio sulla tv francese, come vi abbiamo documentato ieri. Sul Corriere della Sera di oggi il giornalista Marco Bonarrigo, che ha collaborato alla realizzazione dell'inchiesta trasmessa da Stade2, ne riporta gli esiti e arricchisce il suo intervento con interessanti particolari e giudizi precisi sia dal punto di vista scientifico che investigativo. Un articolo interessante che abbiamo deciso di proporre alla vostra attenzione.

L'eco del «caso Pantani», ennesimo mistero giudiziario italiano, supera i confini del nostro Paese: domenica scorsa Stade2 ha trasmesso un documentario.inchiesta sulla morte del ciclista che ha registrato una audience record su France 2, la tv di stato. Quasi due milioni di spettatori hanno visto le immagini inedite del sopralluogo della polizia nella stanza del Residence Le Rose di Rimini e del corpo senza vita del campione. Hanno ascoltato contraddittorie (a tratti imbarazzanti) interviste con testimoni dell'epoca e assistito ad un acceso dibattito tra giornalisti, criminologi e tossicologi transalpini.
La chiave del mistero è qui: le evidenze della scienza contro quelle, pragmatiche, delle nuove prove tenacemente raccolte dall'avvocato della famiglia Pantani, Antonio de Rensis. Qui si gioca l'apertura o meno di un nuovo processo che cerchi un colpevole (e un movente, al momento assente) della morte del campione romagnolo, attribuita dal primo processo a overdose di cocaina.
La scienza, quando slegata dalle perizie di parte, ha pochi dubbi. La tv francese ha fatto esaminare la scena del crimine (tramite i video della scientifica) e reperti autoptici compienti a Jean-Marc Bloch, celebre ex patron della polizia giudiziaria parigina, e al medico William Lowenstein, tra i massimi esperti di dipendenze da stupefacenti in Europa.
Il primo, pur giudicando «talvolta leggero e disordinato», il lavoro degli investigatori italiani, ha ritenuto scena del crimine, posizione del cadavere e ferite sul corpo di Pantani compatibili con una morte da overdose. «Quello che l'avvocato della famiglia considera un disordine troppo ordinato per essere credibile - ha detto Bloch - non è infrequente in situazioni simili: tutto sembra teatrale, invece è reale».
Lowenstein si è soffermato sulle analisi tossicologiche: «Le quantità di ocarina nei tessuti di Pantani (i 13,5 mcg/ml nel sangue, i 96,2 mcg/g nel fegato rilevati  nelle 48 ore successive alla morte) sono "normali" in un grande consumatore di coca sopravvissuto a tre crisi serie negli ultimi mesi di vita (a Cuba, Milani e Rimini, ndr). La famosa bottiglia con cui sarebbe stata fatta bere cocaina diluita in acqua? Purtroppo - continua Lowenstein - non conosco precedenti: per me è più ragionevole pensare che bottiglia e bicchiere li abbia usati per "tagliare" la polvere, acquistata in "sassi" che vanno polverizzati per poterli inalare. Ciò spiegherebbe la tanta polvere bianca attorno agli oggetti di vetro».
Contro la scienza, si scontra l'evidenza delle troppe incoerenze dell'inchiesta messe a nudo da almeno cinque testimonianze inedite: gli oggetti spostai, l'orologio del Pirata fermo su un'ora impossibile, la "pallina" di cocaina accanto al corpo che prima non c'era e poi (forse) è comparsa, medici e soccorritori dalla memoria confusa e l'incedibile episodio delle «prove di reato» distrutte pochi mesi fa, a indagini già riaperte. Un depistaggio palese e goffo, con ragioni che esulano dalla morte di Pantani servivano a proteggere la presenza di «terzi» nelle strutture dell'albergo, il 14 febbraio 2014?
Paolo Giovagnoli, capo della Procura di Rimini, accoglie i giornalisti col Codice Penale aperto sull'artico 649: «Quella della famiglia Pantani - spiega - è una progettazione di omicidio volontario che abbiamo preso seriamente in esame. Ma c'è una complicazione giuria seria: se le indagini riportassero ai personaggi già giudicati in passato, il Codice ci impedisce di processarli di nuovo, anche se scoprissimo che hanno commesso un omicidio volontario».
A questo punto un'eventuale nuova verità si allontana: il reato di depistaggio e inquinamento processuale non è ancora stato introdotto dal Codice. E senza un presunto colpevole non si va da nessuna parte. In attesa della terza e decisiva perizia medica (affidata al veronese tagliato) quello di Pantani rischia di restare nella storia, come ha detto con freddezza davanti alle telecamere francesi Giuseppe Fortuni, il medico che effettuò l'autopsia, «il bnalissimo cado si un tipo che è morto di un'overdose di cocaina».

di Marco Bonarrigo, dal Corriere della Sera
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
All'indomani della Strade Bianche ri-dominata da Pogacar, abbiamo trascorso un quarto d'ora al telefono con l'uomo che ne guidava l'ammiraglia tra gli asfalti e gli sterrati senesi: Manuele Mori, divenuto direttore sportivo dello squadrone emiratino nel 2020 dopo una vita...


Geraint Thomas aveva vinto da corridore la Parigi-Nizza nel 2016 e alla prima stagione da direttore sportivo di Ineos-Grenadiers ha guidato al successo Ganna nella cronometro della Volta Algarve e oggi i suoi ragazzi nella cronosquadre della Parigi-Nizza. Il gallese...


La stagione del Team Picnic PostNL non è iniziata sotto i migliori auspici. La squadra olandese infatti, nel momento in cui scriviamo, è la formazione World Tour ad over totalizzato meno punti UCI in questo 2026 e l’unica, fra...


Comincia a prendere forma la classifica dell’Oscar tuttoBICI  Gran Premio Livigno riservato alla categoria Under 23 e soprattutto si delinea la prima fuga. A proporla è il ventiduenne bellunese Davide Basso che alla Beltrami TSA Tre Colli ha evidentemente trovato l'ambiente ideale,...


Chi pedala su strada conosce bene questa sensazione, no? Per quanto si possa rendersi visibili con luci ed altro, le auto ed i mezzi pesanti continuano imperterriti a non mantenere le distanze ed effettuare sorpassi pericolosi. Spesso tutto questo accade...


Terza giornata di gara alla Tirreno-Adriatico e il programma ci propone una frazione decisamente lunga: da Cortona a Magliano de’ Marsi sono infatti 221 i chilometri da percorrere. per seguire il racconto in diretta dell'intera frazione a partire dalle 10.30 CLICCA...


La prima fu una Singer, la macchina per cucire della mamma, orlatrice: “Qualche volta mi mettevo di fronte a lei e, con i miei piedini, l’aiutavo a spingere il pedale della macchina: credo sia stato il mio primo lavoro”. E...


Sabato 7 marzo è stato festeggiato per i suoi 90 anni Antonio Girotto con un evento che si è tenuto nel salone dei ricevimenti dei Donatori di Sangue Gruppo Fratres "Ugo Giannini" a Lunata. L' evento, organizzato da suo genero...


Se lo chiamano Mondialino di Primavera un motivo c’è. L’albo d’oro del Giro del Belvedere, infatti, non lascia spazio a dubbi: in 103 anni di storia sono stati tanti i campioni del ciclismo che hanno lasciato il segno sulle strade...


Il Memorial Vincenzo Mantovani celebra la 37ª edizione: sabato 4 aprile si disputerà la gara organizzata in ricordo di Vincenzo "Cencio" Mantovani, fondatore, con il fratello Claudio, della Moa Sport. L'evento, nato per ricordare il ciclista mantovano che conquistò, fra...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024