La Lombardia da i numeri...

REGIONI | 05/09/2013 | 11:08

Alla vigilia dell’importante Consiglio Regionale del 7 settembre p.v. e a meno di un mese dalla scadenza dei tesseramenti e delle affiliazioni, è tempo di bilanci e di accorte valutazioni di carattere tecnico-organizzativo, sulla scorta degli oggettivi ed inoppugnabili dati statistici, elaborati nel corso degli ultimi mesi ed aggiornati al 31 agosto u.s.


Ne emerge un quadro complesso ed articolato, caratterizzato da una giustapposizione di elementi positivi ed innegabili criticità. Come quelle inerenti in particolare alla sempre più precaria condizione economica delle società, che, prostrate dalle crisi, faticano notevolmente ad organizzare le gare, di cui si è sensibilmente ridotto il volume complessivo, a fronte peraltro di un preoccupante aumento del divario fisiologicamente esistente tra manifestazioni inserite in calendario a inizio stagione e quelle poi effettivamente svoltesi, come da programma.


Appaiono tuttavia meritevoli di una particolare attenzione, perché indicativi di una situazione di sostanziale tenuta, ovvero di una strenua lotta contro la difficilissima congiuntura in atto, da parte del movimento lombardo, i dati concernenti il tesseramento e le affiliazioni 2013. A colpire in particolare è il saldo attivo rispetto allo scorso anno: +166, tra le file dei tesserati, che salgono così a 23.508 unità a livello regionale; +14 relativamente invece alle società affiliate, che passano quindi da 699 a 713, cifra ben lontana dal picco di 762 risalente a dieci anni fa, eppure in grado di evidenziare, a dispetto della crisi, la generale compattezza della nostra Regione, che cerca di resistere in ogni modo e con tutte le forze ancora a disposizione alla drammatica prospettiva di declino e sfaldamento, che incombe sull’intero Paese.

Ancora lontano fortunatamente appare questo scenario sul fronte delle categorie promozionali, tra le cui file si è registrato un lieve calo del numero complessivo di tesserati, che, in una contingenza come l’attuale e considerata la cronica e strutturale mancanza di impianti protetti, è da considerarsi alla stregua di un evento ineluttabile e comunque non eccessivamente preoccupante. Ben più confortante, al contrario, è l’aumento di nove unità dei tesserati appartenenti alla categoria esordienti maschi, che passano da 618 a 627. Calano poi gli allievi, da 565 a 543, mentre sostanzialmente stabile appare il numero degli junior, esattamente 333. Sensibile quindi la diminuzione di under in attività, che passano dalle 259 unità del 2012 alle 220 del 2013, a fronte invece di un lieve incremento degli elite, passati in un anno da 83 ad 87.

Del tutto simili, in ambito femminile, i trend di crescita registrati nella categoria esordienti ed il calo apprezzato a livello allievi. Molto diversi i dati riguardanti invece la categoria juniores, che, a differenza di quanto riscontrato a livello maschile, parlano di una sensibile crescita delle atlete in attività, il cui numero passa infatti da 37 a 50, il più alto degli ultimi dieci anni. Più o meno stabile poi il numero delle elite, che da 48 scendono a 47.

Importante infine, a conferma di una dinamica evolutiva in atto ormai da tempo, l’arrivo di 365 nuovi tesserati, che nel 2013 hanno contribuito ad ampliare, rafforzandolo, l’imponente esercito dei master e cicloturisti, giunti ormai alla ragguardevole cifra di 8544 effettivi.

Checché ne dicano dunque i disfattisti, i sabotatori e gli incendiari di professione, alla luce dei riscontri statistici accuratamente ed obiettivamente analizzati, non si può che guardare con un cauto ottimismo alle condizioni di salute generali del ciclismo lombardo, ritenendo possibile una sua ulteriore crescita nel corso del 2014, in virtù soprattutto dell’importante saldo attivo registrato sul fronte dei tesseramenti e delle affiliazioni. Tutt’altro che disgregato o in disarmo quindi, il nostro movimento appare forte, tonico e vitale in salita, come alcuni dei suoi più celebri ed amati alfieri.   

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COMMENTI
Riflettere
5 settembre 2013 20:36 Per89
Meno male che la Lombardia non è sola, infatti il piemonte con il ritiro della squadra al lunigiana l'ha raggiunta. In entrambi i casi ha prevalso la poca professionalità presente nei due comitati (se si può chiamare così il piemonte aveva messo in squadra un corridore che aveva raggiunto il limite di gare a tappe e come riserva un altro corridore che aveva raggiunto quel limite)
Confrontando le due vicende si può concludere che le regole che valgono sono quelle scritte e non quelle tramandate oralmente che sono interpretazioni fatte a misura di comitato piuttosto che un altro.... Le due vicende si conoscono e non sto qui a elencarle io so solo che 24 corridori non sono stati tutelati dai rispettivi comitati perchè vittime di giochi politici e di ricatti (tra CRL e gli organizzatori del Diddi, mentre i motivi dell'esclusione della rappresentativa piemontese vanno ricercati a quanto successo a levico) che non dovrebbero coinvolgere ragazzi che corrono con passione e con sacrificio e che vedono sfumare il loro obiettivo a poche ore dalla partenza....
QUESTO DEVE FAR RIFLETTERE TUTTI!!!!

PS Tornando ai numeri perchè il CRL non scrive che quest'anno sono state fatte 70 gare in meno rispetto allo scorso anno....

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