UCI&DOPING. Ashenden e le domande senza risposta

| 12/10/2012 | 11:09
Un intervento clamoroso, passato inosservato. È quello di Michael Ashenden, medico che fino a pochi mesi fa faceva parte del pool di esperti incaricato dall'Uci di esaminare i dati dei passaporti biologici e dimessosi in quanto in disaccordo con la clausola del silenzio per otto anni.
Ebbene, le accuse di Ashenden - riferite ai valori di Armstrong confrontati con quelli di Pellizotti - chiamano direttamente in causa l'Uci ma al momento non hanno avuto risposta. Noi ve lo riproponiamo con il link dell'articolo originale di velonation. E aggiungiamo alcune domande nella speranza che, stavolta, qualcuno risponda. Perché realmente Ashenden si è dimesso?  Perché nessuno ha mai analizzato i valori del passaporto biologico di Armstrong? Perché l'Uci continua ad avere figli e figliastri? E in particolare protegge in maniera clamorosamente evidente team e corridori anglofoni? Perché il ciclismo non si ribella e chiede finalmente che sia un ente esterno all'Uci ad occuparsi dell'antidoping?

ARTICOLO PUBBLICATO LO SCORSO 10 OTTOBRE

Michael Ashenden, medico specializzato in anti-doping, ha confermato al sito velonation di aver sollevato preoccupazioni circa i valori ematici di Lance Armstrong pubblicati tre anni fa riguardanti il Tour de France 2009. Il componente australiano del gruppo di esperti dell'UCI, che avevano il compito di valutare il passaporto biologico dei corridori, sottolinea che non essendogli stata sottoposta la cartella di Armstrong, lui come i suoi colleghi non aveva potere di fare nulla, se non sottolineare le sue perplessità.
«Non posso affermarlo con certezza, ma credo che a nessun "esperto" sia mai stato chiesto di analizzare i file del texano, anche perché a occhio erano visibili almeno due variazioni anomale che in altri casi sono state sufficienti per condannare un atleta».
Entriamo nello specifico: «La sua emoglobina non è diminuita dal 10 per cento o giù di lì, come accade in genere durante una gare di tre settimane. Questa anomalia era stata riscontrata nel caso di Franco Pellizotti ed è stata ritenuta sufficiente dal TAS per ritenere che il corridore avesse fatto ricorso a pratiche dopanti. Inoltre, il livello dei suoi reticolociti dai test effettuati durante quel Tour eran al di sotto della media del resto dei suoi valori riportati. Entrambe queste anomalie sono coerenti con trasfusioni di sangue».
Le affermazioni di Ashenden, dimessosi all'inizio di quest'anno dal suo ruolo di esperto UCI perché non d'accordo con la clausola di riservatezza che per otto anni non gli avrebbe permesso di esprimersi pubblicamente su vicende di doping, sono supportate anche dal parere di un altro esperto del passaporto biologico Robin Parisotto, che sostenendo le analoghe convinzioni conferma come gli esperti senza l'avvallo dell'UCI non potessero indagare oltre a quanto hanno fatto negli anni di attività di Armstrong.
L'unica soluzione per Ashenden è l'azione concreta e la limpidezza dell'operato dell'Unione Ciclistica Internazionale. «Il ciclismo deve semplicemente affrontare il suo passato. Per prima cosa l'UCI non può dare l'impressione di coprire deliberatamente certi casi. In secondo luogo capire il passato è indispensabile per ripulire lo sport di oggi».

Per leggere l'intervista integrale in inglese: http://www.velonation.com/News/ID/13026/Ashenden-I-dont-know-whether-Armstrongs-passport-file-was-ever-sent-to-any-of-us-experts.aspx
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COMMENTI
Ci pensa Di Rocco.
12 ottobre 2012 15:27 valentissimo
Se volete fare le domande all'UCI, non dovete andare molto lontano, il Vice presidente è il nostro mega presidente federale Renato di Rocco che, in Italia è inflessibile anche con chi ha stretto la mano di un atleta positivo ma, quando arriva a Zurigo, si trasforma in paladino di tutti i dopati stranieri .................................di Team potenti!!!!
Diversamente, avrebbe dovuto pretendere la stessa rigidità che pretende in Italia e con la quale ci mpedisce di competere ad armi pari nei mondiali ed olimpiadi.

Di bene in meglio
12 ottobre 2012 21:53 cyrano

Avevo sempre considerato il P. B. una aberrazione giuridica basata sul nulla scientifico.
Ora scopriamo che tale aberrazione è gestrita in maniera clientelare.

E a dircelo è l'uomo che chiese scusa a Pellizotti dopo la condanna.

E' proprio vero, il peggio non è mai morto.


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